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Addirittura il Partito della Gente

A osservare il sito, piuttosto povero nella struttura e nei contenuti, tutto incentrato sulla figura dell’ex presidente Coldiretti Sergio Marini, che del movimento politico ne è il coordinatore nazionale, si accenna a un “noi” ma mancano le persone: la gente

L. C.

Addirittura il Partito della Gente

“Noi tutti”, inizia così il Manifesto del Partito della Gente. Per essere il sito di un partito, possiamo dire che è un po’ scarno, anche discutibile nella grafica e soprattutto nel colore di fondo, scuro.

In home page, campeggia il volto giulivo di Marini. Poche battute, senza nerbo: flatus voci. Forse siamo prevenuti nei confronti dell’ex presidente di Coldiretti, e sui contenuti lasciamo perciò al lettore la valutazione. E’ sufficiente confrontarlo con siti analoghi, per fare un opportuno confronto.

Nell’home page compare a destra una finestra con un modulo da compilare: “Costruisci insieme a noi il Partito della Gente”.
“Non cercate un partito già fatto, è la gente a essere il Partito”. E’ questo il monito che campeggia in evidenza.

Tutto nasce per far ripartire il Paese. Nel Manifesto si legge che gli aderenti al progetto convngono “di assumere come motivazione e regola prima del nostro impegno e della nostra azione i valori della responsabilità e della solidarietà.

Ed esattamente:

a) responsabilità, nel senso di non rimanere più ad osservare il declino del Paese da meri spettatori, di non limitare il nostro vivere quotidiano alla sfera del prepolitico, e di impegnarci in prima persona con proposte di azioni politiche;

b) solidarietà, perché l’esser parte di una comunità più vasta impone l’assolvimento dei doveri, etici, morali e civili, di vicinanza verso il prossimo, attraverso una reale condivisione e viva cooperazione fatte di comportamenti ed agire quotidiani.

L’impegno si traduce nel tentativo “di dare vita ad un movimento di giovani, donne e uomini fattivamente impegnati nel progetto e nella realizzazione di un nuovo corso per il riscatto dell’Italia, necessario per superare la grave crisi che viviamo”; e ancora: “di riconoscere nelle famiglie, nell’impresa e nella società i ‘tre potenti motori’ da cui dipendono lavoro, progresso e sviluppo umano del Paese”; eccetera eccetera.

C’è solo un problema. Se, come si legge nel Manifesto gli aderenti al Partito della gente intendono “avviare il percorso verso un soggetto politico forte nell’identità, efficace nelle forme organizzative, severo nella selezione della classe dirigente, aperto alla partecipazione, alle esperienze e plurale nelle proposizioni, che abbia come espressioni alte i valori della libertà, della democrazia e della centralità dell’uomo”; nonché “di andare in questa direzione attraverso un coinvolgimento delle comunità, nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle campagne, per far sentire ciascuno parte attiva in questo nostro importante progetto” – ebbene, al di là di tanti paroloni, resta da chiedersi se non potevano impegnarsi di più nel realizzare un sito internet più solare, meno statico, e soprattutto non così triste, senza luci, senza respiro, spoglio.

Sicuramente non giudichiamo positivamente la persona del coordinatore nazionale del Partito della Gente Sergio Marini – non condividendone il passato e dubitandone le intenzioni future – ma, oggettivamente, per essere il Partito della Gente sembra che manchi, in questo sito internet che stiamo recensendo, proprio la gente. Oltre a essere uno dei peggiori siti di sempre presenti in rete, è anche un sito che non preannuncia futuro. Non sarebbe forse il caso di investire di più e meglio in comunicazione, visto che con ogni certezza il danaro al gruppo non manca?

 

L. C. - 12-04-2015 - Tutti i diritti riservati

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