Quanto attrae il colore dell’olio?

Nelle sedute di assaggio ufficiale si riccorre al bicchiere in vetro blu o ambrato, in modo da occultare alla vista il colore dell’olio, per non condizionare il giudizio dell’assaggiatore. Detto fuori dai denti, con tutta la franchezza del mondo: ma è proprio necessario questo disconoscere la bellezza e il fascino del colore?

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Il codice degli abbinamenti olio-cibo

“L’olio vive una sua vita autonoma quando entra in cucina, assume un’anima nuova incontrando altre materia prime alimentari. Per questo è importante che si acquisisca una nuova sensibilità che porti a impiegare l’olio in maniera più consapevole e meno abitudinaria”. E’ quanto dichiaro nel corso di un’intervista rilasciata a Monica Palla per “Bar News”. Sono le stesse argomentazioni che affronterò lunedi al Vinitaly, incontrando una delegazione di giornalisti cinesi e russi ospitata dal Ceq. Chi si trova a Verona non manchi all’appuntamento Continua a leggere

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L’insano frutto dell’insensatezza

Più trasparenza delle informazioni“, chiedono a gran voce i sacerdoti della triade Coldiretti, Symbola e Unaprol. Nel comunicato stampa diramato lo scorso 21 marzo chiariscono il proprio obiettivo: “risolvere il problema della scarsa leggibilità delle etichette, che impedisce ai consumatori di conoscere la reale provenienza di quanto portano in tavola”. Secondo quanto riferiscono i patriarchi della triplice alleanza, “le lettere della scritta riportante l’origine dell’olio dovranno avere un’altezza minima di 1,5 centimetri ed essere ben visibili rispetto al colore del fondo. Nel caso di miscele di oli di oliva estratti in un altro Stato membro o Paese terzo, la dicitura va preceduta dal termine «miscela», stampato anch’esso in maniera ben evidente rispetto alle altre indicazioni”. Nulla da aggiungere, anche perché già il titolo di questo post odierno è sufficientemente esplicito. Come pure è altrettanto eloquente l’ironica foto realizzata da Massimo Occhinegro. Oh, Dio del cielo, se davvero esisti, salvaci tu!

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Una “carta degli oli” per viaggiare sicuri in Sardegna

E’ una vera e propria mappa. Una carta geografica dell’isola con tante ricche informazioni. L’inziativa, lodevolissima, era in programma già da tempo. Me ne aveva parlato con grande entusiasmo l’oleologo Giandomenico Scanu. Ora è diventata realtà. Si chiama “Carta dell’olio extra vergine d’oliva di qualità della Sardegna” ed è pubblicata dalla Carlo Delfino editore con il prezioso apporto dell’agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura Laore. Non resta che sfogliarla e goderne tutti i preziosi consigli, tutte le utili indicazioni Continua a leggere

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Il futuro dell’olio inizia da qui

Chi vive in Calabria è avvisato. Il 22 marzo sarò a Lamezia Terme. Ulteriore tappa del ciclo di incontri dedicati all’innovazione in olivicoltura, organizzati da Bayer CropScience. Ogni volta è come se fosse la prima volta, è sempre un piacere e una grande emozione per me incontrare gli artefici dell’olio che sarà. Tutto si gioca in campagna. La qualità nasce in campo e bisogna applicarsi bene per una buona riuscita dell’olio che verrà. Il mondo dell’agricoltura è parte integrante di me, per solide radici familiari. Rivedere i volti di agricoltori e imprenditori impegnati in olivicoltura è come ritornare a casa Continua a leggere

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L’olio italiano sotto attacco. Come farsi del male con le proprie mani

Segnatevi questa data: mercoledì 21 marzo 2012, ore 10.30, Roma. Ebbene, dopo tanti errori, passati e recenti, si insiste ancora su tale linea. Così, chi vorrà presenziare all’atto del disfacimento del glorioso comparto oleario italiano, ora avrà la possibilità di farlo presentandosi a un appuntamento che potremmo definire per certi versi storico. Storico non per  importanza dell’evento, ma per le inevitabili distorsioni di mercato che ne seguiranno, tutte a danno delle aziende italiane all’estero. Così, domani, presso il Centro congressi Rospigliosi, si assisterà all’ulteriore harakiri di una parte del comparto oleario italiano. Coldiretti, Fondazione Symbola e Unaprol si strapperanno le vesti al suono di un refrain già più volte udito: “L’olio italiano sotto attacco”. A questo punto, visto che il Paese mostra segni di cedimento, perché non chiamare in nostro soccorso i marines? Potranno portare la giustizia nel mondo dell’olio! Che ne dite? Continua a leggere

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