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Il sepolcro vuoto

Maria di Magdala. Gli evangelisti ne parlano come una delle donne che accompagnavano e assistevano Gesù e che furono presenti nei momenti drammatici della sua passione e morte. Di lei in particolare si precisa, per ben due volte, che era stata liberata da sette demoni

Sante Ambrosi

Il sepolcro vuoto

Nel giorno di Pasqua tra le tante figure che affollano la mia mente, occupa un posto particolare la tua, o Maria di Magdala. Chi fosse stata Maria di Magdala prima dell’incontro determinante con Gesù non è dato di sapere. Gli evangelisti ne parlano come una delle donne che accompagnavano ed assistevano Gesù e che furono presenti nei momenti drammatici della sua passione e morte. Di Maria in particolare si precisa per ben due volte che era stata liberata da sette demoni.
Devo dire, però, che mi bastano questi accenni per comprendere la tua storia prima di incontrare il Signore Gesù. Penso di non inventare nulla se ritengo che la tua storia sia stata simile e, forse, anche più drammatica delle altre donne peccatrici ed adultere di cui nei vangeli si parla diffusamente.
La prima è la Samaritana che trova Gesù alla fontana ad aspettarla Egli coglie al volo la sua situazione quando le dice "Hai avuto cinque mariti e anche quello che hai non è tuo marito".

L’Adultera portata dai Giudei che l’avevano colta in fragrante adulterio; e l’altra adultera che si introduce nella casa di un certo Simone dove si trovava Gesù e gli bacia i piedi con le lacrime. «Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l'olio»   (Luca 7:36-50)

Infine anche Maria, sorella di Marta e di Lazzaro, ripete lo stesso gesto “Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la csa si riempì dell’aroma di quel profumo”.

Tutte storie di donne usate, abusate e condannate. In situazioni del genere ci vuole poca fantasia per arrivare ad una depressione tale da essere definita come posseduta da sette demoni. Non uno, ma sette per usare la mentalità biblica per dire una pienezza negativa e devastante dell’esistenza.
Quando Gesù ti ha incontrata, non ti ha condannata, ma, anzi, ti ha liberata e di più non è detto, ma possiamo comprendere perché tu da quel momento non l’hai più lasciato, non potevi più abbandonarlo.
E così hai fatto fino alla croce. Là c’eri anche tu con altre donne, e con la stessa Madre di Gesù. E hai assistito anche alla sepoltura voluta e curata da Giuseppe d’Arimatea. “Intanto, Maria di Magdala e Maria madre di Giuseppe stavano ad osservare dove l’avevano deposto”
Posso solo immaginare il tuo dolore come quello della madre di Gesù, di cui nulla si dice.

Il mattino presto dopo il sabato corri al sepolcro con i tuoi profumi, senza chiederti chi ti poteva togliere quella pietra che ostruiva la grotta che conteneva il corpo di Gesù. Volevi piangere e abbracciare quel corpo del tuo Signore e salvatore , e trovi il sepolcro vuoto.
Questa volta l’evangelista parla del tuo sgomento e delle lacrime nel vedere il sepolcro vuoto. Probabilmente piangevi questa volta perché non avevi più neppure quel corpo che tanta libertà e speranza ti aveva date.
Ma proprio in quel momento Lui, il tuo Signore ti appare e tu con il tuo solito slancio lo vuoi abbracciare e tenere con le tue mani, così come avevi fatto la prima volta quando ti sei prostrata peccatrice ai suoi piedi. E lui ti dice: Non tenermi. Non c’è più bisogno che tu mi tenga. Ora sono dentro di te in totale pienezza. Da questo momento non hai più bisogno di abbracciarmi perché sono dentro di te Vai a dire ai miei fratelli che li precedo in Galilea.
Là da dove tutto è partito, là dove era il lavoro e la fatica di ogni giorno, là dove hanno avuto quel primo slancio di fiducia . Là io sono e li precedo.
Tu Maria di Magdala vieni anche da noi ad annunciare che Gesù è risorto. Anche noi siamo i fratelli di Gesù che hanno bisogno di sentire di nuovo quella verità che tu hai raccolto anche per noi quel mattino di Pasqua. Ne abbiamo bisogno.

 

Il dipinto in apertura, Maria di Magdala, è di Tiziano

Sante Ambrosi - 16-04-2017 - Tutti i diritti riservati

Sante Ambrosi

Teologo e storico della filosofia, è autore di diversi saggi apparsi sulla rivista "Teologia Morale". Ha inoltre pubblicato "Quale vita oltre la vita. Appunti per riflettere sulla vita dell'aldilà" (Edizioni Sant'Antonio, 2015), "Dio e l'uomo di fronte al male" (GM, 2014) e "Lo scavo interiore. Il volto umano di Cristo in Dostoevskij"" (TN, 2009).

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