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Non si segue più la Dieta Mediterranea

Il professor Michele Carruba, presidente della Onlus Istituto Nutrizionale Carapelli, è intervenuto a Palermo al Mediterranean Biodiversity Forum, nell’ambito del progetto Olive Oil Forum, denunciando la scarsa attenzione per una sana alimentazione da parte degli italiani. Eppure, la nostra salute dipende dalle nostre scelte

OO M

Non si segue più la Dieta Mediterranea

Palermo, cuore pulsante del Mediterraneo, ha ospitato dal 21 fino al 23 novembre la prima edizione di MeBiForum – Mediterranean Biodiversity Forum. 

L’evento sarà una eccezionale occasione di confronto internazionale su temi quali cibo, vino, olio, biodiversità e sostenibilità agroalimentare dell’area del Mediterraneo. Al centro di Olive Oil Forum ci sarà il desiderio di capire il presente e fare un passo nel futuro. L'innovazione è presupposto indispensabile per stare al passo col mercato. 

E’ in questo prestigiosissimo contesto che il prof. Michele Carruba, uno dei più celebri studiosi del settore nonché presidente della Onlus Istituto Nutrizionale Carapelli, che si è soffermato sul tema “Noi siamo quello che mangiamo, italiani e dieta mediterranea: il valore dell’olio evo per la nostra salute”. 

“La nostra salute - ha dichiarato il professor Carruba - dipende dalle nostre scelte. La nostra tradizione mediterranea ci ha lasciato una eredità che oggi è patrimonio dell’umanità intera: la Dieta Mediterranea. Essa si basa su alcune fondamenta: poca carne, pochi grassi animali; privilegiare il consumo di pesce, frutta e verdura e cereali integrali. Una delle colonne portanti è il consumo regolare e costante dell’olio di oliva.

Attraverso una ricerca, condotta a livello nazionale, è stato chiesto agli intervistati se pensavano di mangiare correttamente e più dell’80% ha risposto di sì!

Poi, però, quando abbiamo chiesto quante porzioni mangiavano di questo o quello a settimana, è emerso che proprio quell’80% che pensava di mangiar bene ... aveva, invece, molte carenze od eccessi.

Il 46% di quell’80% che credeva di mangiar bene, infatti, ha carenza di frutta e verdura.

Gli errori più comuni sono:

-          il 41% mangia troppi dolci

-          il 76% mangia poco latte e derivati

-          l’81 mangia poca frutta

-          il 65% poca verdura

C’è un eccesso nel 28% di carne lavorata e nel 25% di carne rossa.

Questi risultati sono riferiti ad un campione significativo della popolazione adulta.

Ma veniamo all’olio di oliva. Nel 38% del campione intervistato, l’olio di oliva risulta carente rispetto alla quantità raccomandata: dovrebbe essere di 30 grammi al giorno pari a 3 cucchiai al dì. 

Il 46% ha un consumo normale di olio di oliva, ma il 14% eccede.

Inoltre, sappiamo come risultato di una serie di vari studi – nostri e di altri - di questi ultimi 20 anni, che se uno segue almeno due delle caratteristiche alimentari della dieta mediterraneail risultato è:

-          una riduzione del 20% della mortaliltà per tutte le cause

-          la possibilità di rimanere in buona salute 

-          di avere una aspettativa di lunga vita e di qualità della vita elevata”.

Come Fondazione Onlus Istituto Nutrizionale Carapelli, siamo impegnati a studiare i meccanismi attraverso i quali il consumo dell’olio evo agisce sulla salute umana. Sappiamo che gli strumenti sono i grassi monoinsaturi e gli anti ossidanti, che garantiscono la nostra salute”.

 

Si ringrazia Antonella Millarte. La foto di apertura è di Olio Officina

OO M - 23-11-2018 - Tutti i diritti riservati

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