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Valerio M. Visintin, gli occhiali e il passamontagna neri

La questione della critica enogastronomica è qualcosa di molto serio. La scelta dell'anonimato per tener fede al proposito di giudicare ogni ristorante dal punto di vista dell’avventore qualsiasi, senza i privilegi derivanti dall’essere conosciuti. Si è svolta a Lacco Ameno la cerimonia di consegna delle targhe del trentottesimo Premio Ischia Internazionale di Giornalismo

Ilaria Santomanco

Valerio M. Visintin, gli occhiali e il passamontagna neri

È stato consegnato venerdì 30 giugno il premio Ischia Internazionale di Giornalismo per la narrazione enogastronomica a Valerio Massimo Visintin, che dalle colonne del “Corriere della Sera” svolge da decenni il suo lavoro di critico e recensore della ristorazione milanese.

Valerio M. Visintin è arrivato alla sede della manifestazione, l’hotel della Regina Isabella di Lacco Ameno, con il volto completamente coperto, come di consueto. Per consentirgli di tenere il passamontagna per tutta la manifestazione, sono stati allertati il questore e le forze dell’ordine, in grande dispiegamento data la presenza del Ministro della difesa Roberta Pinotti, del Ministro dello sport Luca Lotti, del Presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, del sindaco e di numerose autorità.

A porgere l’ambita targa è stato il Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier, Antonello Maietta, dopo aver letto la motivazione: “Per il rigore dimostrato in decenni di attività nelle vesti di critico enogastronomico, svolta con acume e obiettività, osservando un irreprensibile anonimato per tener fede al proposito di giudicare ogni locale dal punto di vista dell’avventore qualsiasi, senza i privilegi derivanti dall’essere conosciuti. Un anonimato che ha condotto a forti condizionamenti nella sua vita privata e sociale. Pregevolissima è anche la sua prosa, che rivela una profonda conoscenza della lingua italiana: efficace, accurata, stilisticamente esemplare, spesso ravvivata da una vena arguta e spiritosa”.

Il Premio Ischia secondo Luigi Irace

 

Visintin, rispondendo dalle domande della presentatrice Anna Billò, ha spiegato al pubblico, sorpreso dall’insolito look, il rigore con cui affronta la questione della critica enogastronomica: mantenere segreta la propria identità gli consente di presentarsi nei locali in incognito, per dare una valutazione il più possibile obiettiva e fedele ai suoi lettori.
Gli occhiali e il passamontagna neri hanno tenuto celata la sua emozione, che – ha confermato egli stesso – è stata molto intensa. Poi Visintin si è dileguato, come un’ombra nella notte.

Nel corso della serata è stata premiata per la Comunicazione sociale no profit Francesca Landi, di Action Aid, per la determinazione nel mostrare i problemi reali, sfruttando le moderne tecnologie nella comunicazione sociale.

Un riconoscimento speciale per l’Innovazione editoriale è andato a Flavio Natalia, direttore della struttura magazine Sky Italia, ideatore del format “10 notizie del giorno”.

Il premio Ischia Social Blog è stato consegnato a Diego Bianchi di Gazebo, per come ha saputo cambiare il modo di fare televisione, ponendo la televisione al servizio dei social e del sociale.

Il premio Ischia per l’Informazione sportiva è stato attribuito a Paolo Condò, per la sua capacità di raccontare gli eventi sportivi con eleganza e obiettività. Come comunicatore dell’anno è stato insignito Marco Bardazzi, responsabile delle relazioni esterne di Eni.

Al termine della premiazione, alla cena di gala riservata agli ospiti presso la darsena, i sommelier dell’AIS hanno proposto alcuni vini che hanno ottenuto il massimo riconoscimento nella guida Vitae 2017.

 

Le foto sono di Luigi Irace

Ilaria Santomanco - 04-07-2017 - Tutti i diritti riservati

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