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Educare il gusto

Speciale OOF 2020. Giovedi 6 febbraio, giorno d’apertura di Olio Officina Festival, sarà possibile ascoltare la relazione della professoressa Rosalia Cavalieri, di cui anticipiamo l’abstract: “la gastromania oggi dilagante non comporta alcun approfondimento culturale, non muove da scelte informate e consapevoli di ciò che si mangia, non poggia su una fondata competenza sensoriale, ma è frutto spesso di improvvisazioni”

Rosalia Cavalieri

Educare il gusto

Se nella nostra epoca il cibo e la cucina sono diventati un fenomeno di grande interesse non solo scientifico ma anche mediatico, un fenomeno di massa e persino una moda, tuttavia la cultura alimentare e l’educazione del gusto faticano ancora a trovare uno spazio adeguato nelle politiche culturali, sociali e scolastiche, e perciò non sono considerati temi su cui investire risorse economiche e umane.

È evidente che la “gastromania” oggi dilagante non comporta alcun approfondimento culturale, non muove da scelte informate e consapevoli di ciò che si mangia, non poggia su una fondata competenza sensoriale, ma piuttosto è frutto spesso di improvvisazioni che incoraggiano un modo distratto ed erroneo di nutrirsi, inteso alla soddisfazione di un piacere effimero, della “pura sensazione al palato”.

Ne risulta mortificato quel “diritto naturale al piacere” che agli animali umani procura una gioia sobria, consapevole, responsabile, condivisibile e comunicabile. Un piacere al quale possiamo e dobbiamo essere educati perché da esso dipende la qualità della nostra vita e quella dell’ambiente.

Richiamare l’attenzione su questo impegno educativo, un dovere verso noi stessi e verso il pianeta, è pertanto un tema di urgente attualità: basti pensare alla diffusione planetaria di patologie legate all’alimentazione e ai fenomeni di impoverimento e di inquinamento ambientale connessi alla produzione e al consumo di cibo non sostenibile.

Un luogo di approfondimento e di divulgazione della cultura alimentare come Olio Officina Festival rappresenta un’ottima opportunità per affrontare questo tema.

 

Rosalia Cavalieri è professore ordinario di “Filosofia e teoria dei linguaggi” nell’Università di Messina, dove insegna Teoria delle lingue dei segni e Teoria dei linguaggi. Da diversi anni si occupa di sensorialità e dei molteplici significati dell’atto di annusare e di gustare, con un’attenzione particolare al nesso con il linguaggio. Su questi tempi ha pubblicato numerosi saggi e i seguenti volumi: Il naso intelligente. Che cosa ci dicono gli odori, Laterza, 2009; Gusto. L’intelligenza del palato, Laterza, 2011; E l’uomo inventò i sapori. Storia naturale del gusto, Il Mulino, 2014; La passione del gusto: quando il cibo diventa piacere, Il Mulino, Bologna, 2017; I sensi e la lingua dell’olio: appunti per un degustatore amatoriale, Olio Officina Edizioni, 2018. Di prossima uscita (2020), sempre per i tipi de il Mulino, il volume: La cultura del cibo. Cinque lezioni di gastronomia consapevole.

 

 

La foto di apertura è un'illustrazione di Pierluigi Cetera " Antipasto Starter", 2018

La foto della professoressa Rosalia Cavalieri è di Gianfranco Maggio

Rosalia Cavalieri - 26-11-2019 - Tutti i diritti riservati

Rosalia Cavalieri

Insegna Semiotica e teoria delle lingue dei segni all’Università di Messina ed è autrice, fra l’altro, di “Breve introduzione alla biologia del linguaggio” (Editori Riuniti, 2006), “Il naso intelligente. Che cosa ci dicono gli odori” (Laterza, 2009) e “Gusto. L’intelligenza del palato” (Laterza, 2011). Per il Mulino ha pubblicato “Parlare, segnare. Introduzione alla fisiologia e alla patologia delle lingue verbali e dei segni” (con D. Chiricò, 2005), e, nel 2014, “E l’uomo inventò i sapori. Storia naturale del gusto”.

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