Lunedì 26 Febbraio 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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L’olivo e l’olivicoltore

Ecco il racconto di Olio Officina Festival, a poche ore dall’inizio, giovedi 1 febbraio, fino a sabato 3. Per la prima volta grande attenzione ai due protagonisti principali, coloro che vengono prima dell’olio. C'è anche una attenzione simbolica all’albero e al coltivatore di alberi da non perdere. È sufficiente fare un salto a Milano per scoprire di cosa si tratti

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L’olivo e l’olivicoltore

È aperta al pubblico la Settima edizione di Olio Officina Festival, importante manifestazione, consolidatasi negli anni per prestigio, indirizzata a produttori, consumatori, estimatori. E’ un Happening di tre giorni, 1-3 febbraio, dedicato all'olio da olive ed ai condimenti. Rappresenta un Unicum a livello internazionale sia per come riesce ad informare il largo pubblico sul valore dell’olio in modo trasversale su varie discipline (arte, cultura, degustazioni, seminari di approfondimento etc.) sia per come riesce a creare sinergie tra professionisti ed esperti agronomi, appassionati di settore, istituzioni, artisti, aziende di eccellenza produttiva e i cittadini.

Il tema dell’ edizione 2018 è "Io sono un albero" punta ad evidenziare il ruolo degli olivi non solo agroalimentare ma anche a livello ambientale e culturale. “Perché gli ulivi sono così, accompagnano le famiglie per generazioni e generazioni, fanno parte dell’identità italiana. Io non sono un agricoltore, ma ritengo che ognuno di noi, accanto ad un ulivo, si senta parte della storia del suo territorio. La produzione nazionale di olio,” dice Luigi Caricato, Direttore e Ideatore di Olio Officina Festival,” oggigiorno è fortemente deficitaria per coprire il fabbisogno interno nazionale e quello necessario alle attività di export, pari complessivamente a 1 milione di tonnellate.

Per quanto riguarda gli oli del territorio certificati, quelli riconosciuti in Unione Europea, quasi il 40% è rappresentato da territori italiani, pari a 46 prodotti a denominazione di origine (di cui 4 Igp). Seguono Grecia e Spagna con 29 riconoscimenti a testa. Infine, c’è da evidenziare il fatto che l’olio da agricoltura biologica copre il 21% dell'intera superficie olivicola italiana. Il nostro Festival intende dare rilievo alla qualità produttiva e intende fare dialogare tra loro tutte le realtà che ruotano attorno a questa produzione di qualità che una volta vedeva l’Italia in prima fila a livello internazionale. Siamo al fianco di produttori e consumatori. Nelle regioni centrali e al nord non ci sono stati grossi quantitativi, ma la qualità in compenso è buona, e anche la resa. Le rese, in generale, sono medio alte, tra i 15 e i 18 kg, e in alcuni casi di arriva anche a 20 kg. Quel che deve essere perfezionato in Italia, sono le strategie organizzative future. Secondo l’Ismea delle 825mila aziende produttrici, solo il 37% risultano essere in grado di sostenere la competitività del mercato. Negli anni l’olio da olive, prezioso e sapido succo si è elevato giustamente al rango di functional food, oltre che di alimento nutraceutico di primissima rilevanza per la salute e il benessere della Persona”.

TRE GIORNATE POLIEDRICHE: ECONOMIA , PASSIONE, CULTURA, CORRETTA INFORMAZIONE

Il programma è talmente dinamico e variegato che ogni anno incuriosisce ed emoziona il pubblico ed è difficile riassumerlo: è un percorso che educa al rispetto e all’analisi sensoriale e gustativa, oltre che artistica. Presso la ‘Libreria del Festival Olio Officina’ ed il Caffè Letterario si presentano, durante le tre giornate, libri ed autori a tema; i convegni e i seminari sono numerosi e approfondiscono temi quali la vendita dell’Olio nella GdO, nel Lusso, nel canale Horeca, essere imprenditori oggi, le nuove tendenze di consumo in Italia e nel mondo; il concorso Le forme dell’olio evidenzia le evoluzioni del design; ci sono incontri sul ‘Perché l’olio fa bene alla salute- Bufale contro verità scientifiche’; la ‘Oleoteca del Festival’, le degustazioni, gli chef sono a disposizione dei visitatori per dialoghi, assaggi, acquisti ed approfondimenti sull’articolato panorama della produzione olearia nazionale e di nicchia; innovativi sono gli spettacoli, le proiezioni e le performance teatrali; le mostre “Olio d’artista” si distinguono anche per le opere innovative esposte, quali una sfera biodinamica fotocatalitica, di cm 100, trattata con nanotecnologie a base di titanio e silicio, indoor, che può vantare lo stesso effetto benefico e salutare che produrrebbero, nello stesso ambiente, tre alberi di alto fusto, e rappresenta un esempio di Arte pulita; la mostra “Chiome d’Artista- Dipingere ad olio” con la sua eccentricità è curata dalla Associazione Artedamangiare in omaggio e ricordo di Marina Ripa di Meana; le esposizioni di Food Design e le installazioni di gardening artistiche e l’antico esemplare di torchio per olive, in dimensioni reali, per gentile concessione dei Fratelli Turri, posto al centro del percorso di visita del Festival, evocano i legami tra presente, passato e proiettano verso la dimensione futura di una attenzione all’Olio che va coltivata, tenuta viva e promossa con continuità per rispetto verso chi, produttore, con fatica e passione, ci crede dall’antichità e trasferisce questo know how ai giovani con radici sia culturali che agricole tutte Italiane.

 

PREMI E DATI – IMPRENDITORIA DI QUALITA’

Olio Officina Festival - edizione 2018 assegna il premio OOF PERSONALITÀ DEL NOSTRO TEMPO - Cultura dell’olio il primo febbraio alle 18.30 a due imprenditori, Domenico Manca di San Giuliano, e Donato Pantaleo di Nicola Pantaleo Spa, per il loro impegno nel piantare centinaia di ettari di olivi, secondo i principi di una olivicoltura moderna e razionale, con forme di allevamento intensive o superintensive, sempre nel rispetto del territorio italiano e dell’alta qualità. “Negli anni migliori,” dice Luigi Caricato,” la produzione di olio copre solo il 35% del fabbisogno nazionale e nelle annate peggiori il 20%. Per la campagna olearia 2017-2018, nell'alternanza di dati, ora in segno positivo ora in segno negativo, possiamo considerare una produzione complessiva, per tutta l’Italia, tra le 270 mila e le 300 mila tonnellate. Nel complesso, il consumo interno di oli da olive si attesta intorno alle 600mila tonnellate, mentre circa 400mila sono le tonnellate destinate all’estero e confezionate da aziende italiane.  Serve però comunicare ed informare di più e soprattutto in modo corretto il consumatore e come Festival noi da sempre combattiamo le fake news che creano turbative e discrasie nel mercato e minano il presente e il futuro della agricoltura italiana. Purtroppo l’Italia olivicola e olearia rappresenta un settore molto frammentato. È sufficiente considerare, come sostiene l’Ismea, che il 72% dei frantoi italiani impiegano meno di 5.000 quintali di olive. C'è molto ancora da fare, in attesa che vi siano nuovi sviluppi, si tratta di capire dove voglia andare il comparto olivicolo e oleario italiano nei prossimi decenni a venire e, noi, con Olio Officina Festival intendiamo essere al fianco degli Italiani che sanno apprezzare i frutti che la nostra terra può dare e che fanno dell’Italia, con fatica, impegno costante e passione, il fulcro della sana alimentazione. Come dice un famoso proverbio ‘L’olio e la verità tornano a galla’ e noi con la nostra manifestazione vogliamo proseguire ad essere curiosi, interattivi, creatori di emozioni, stimolatori di riflessioni per difendere la qualità e la cultura agroindustriale, non a caso vi è proprio il ramoscello dell’olivo nello stemma della Repubblica Italiana”.

OO M - 30-01-2018 - Tutti i diritti riservati

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Nuovi prodotti. L’azienda di Palagiano affronta il mercato con una soluzione pensata per custodire al meglio l’oro verde contenuto al suo interno. Studiate e realizzate per un consumo veloce e individuale a tavola, al fine di garantire al consumatore l’eccellenza e la purezza del prodotto, mantenendo intatte le sue caratteristiche sensoriali

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L’assaggio dell’olio spiegato a tutti

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