Lunedì 10 Dicembre 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

piaceri > olio officina festival

Le piante hanno un’anima

Ripercorriamo la settima edizione di Olio Officina Festival riprendendo parte dei temi che si sono affrontati, tra i qali spicca l’intervento della professoressa Rosalia Cavalieri sulla sensibilità, il linguaggio e l'intelligenza delle piante. Il cervello? Si trova nelle radici, e sviluppa la propria intelligenza in modo collettivo ottenendo risultati paragonabili a quelli di un cervello animale

Nicola Morabito

Le piante hanno un’anima

GIOVEDÌ 1 FEBBRAIO SALA LEONARDO, OOF IO SONO UN ALBERO – ANCHE LE PIANTE HANNO UN’ANIMA

Rosalia Cavalieri, professoressa di Filosofia e teoria dei linguaggi dell’Università di Messina, ha ripreso i temi dell’articolo “Vegetale a chi? Sensibilità, linguaggio e intelligenza delle piante.” proposto su oof almanacco, con un intervento ricco di contenuti e di spunti di riflessione durante la prima giornata di Olio Officina Festival.

A partire dalla tradizione filosofica occidentale risalente almeno ad Aristotele (De anima, I-II 4003b), abbiamo sempre negato agli esseri vegetali l’intelligenza di quelli animali a causa della mancanza di movimento delle piante. Gli stessi uomini si definiscono “vegetali” allorché manchi in loro un certo interesse per l’esistenza, la volontà di socializzare e la capacità di apprendere dall’esperienza. Tuttavia come sarebbero potute sopravvivere le piante senza queste capacità?

La staticità dei vegetali non ne ha limitato la sopravvivenza, ma ha fatto in modo che le piante trovassero soluzioni alternative a quelle degli altri esseri dimostrandosi cognitivamente al pari loro: le piante ricevono informazioni, le elaborano e le comunicano sfatando così i luoghi comuni che le riguardano.

Le varie parti delle piante hanno un’architettura in cui ogni parte (foglie, rami, radici, chioma) risulta tanto indipendente quanto connessa con le altre e sono in grado, pur non avendo muscoli e con movimenti lentissimi, di muoversi in cerca del sole e per difendersi e questi movimenti sono già stati descritti da Charles Darwin in un saggio del 1880 The power of movement in plants.

ANCHE LE PIANTE HANNO UN’ANIMA, Foto di Gianfranco Maggio

 

La loro varietà è garantita dallo scambio tra il nettare e l’impollinatore, i loro semi viaggiano, e quindi compiono un movimento, e nelle piante si registrano reazioni a tantissimi stimoli: hanno foto recettori con cui captano la luce adatta alla fotosintesi, fiutano messaggi odorosi, reagiscono al contatto grazie ad organi recettori.

Le informazioni raccolte dagli esseri vegetali vengono poi distribuite tra le varie parti che li costituiscono e nell’ambiente circostante, come nell’esempio delle querce che cambiano odore, o meglio inviano tannini alla loro rete vascolare, qualora si presentino insetti parassiti o comunicano tra loro tramite i funghi o in quello dei messaggi inviati con la liberazione di pollini e odori per attrarre gli impollinatori poi ricambiati con il nettare.

Il cervello si trova nelle radici delle piante e sviluppa la propria intelligenza in modo collettivo ottenendo risultati paragonabili a quelli di un cervello animale inferiore secondo una ipotesi formulata già da Darwin. In buona sostanza il suggerimento consiste nel cambiare il modo di guardare ai vegetali senza sottovalutarli, considerandoli come esseri che “vivono e agiscono come uno sciame, un insieme di individui simili che coopera in modo efficiente al raggiungimento di obiettivi condivisi.”

Nicola Morabito - 17-03-2018 - Tutti i diritti riservati

Nicola Morabito

Giornalista e fotografo, dopo il liceo classico è stato assistente dell’artista e fotografa Emma Vitti, nonché del fotografo di moda Francesco Licata. Laureato in Lettere, con tesi sull’uso di parola e immagine nella poetica di Luigi Ghirri, si occupa degli sport outdoor di montagna.

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA

"Pane e olio" sbarca nella Food Valley

La merenda della tradizione al centro di uno “street event” a Collecchio, luogo simbolo del distretto agroalimentare di Parma. A organizzarlo il Gruppo Panificatori Artigiani di Parma con Assitol e Aibi, l’Associazione italiana Bakery Ingredients. Erano presenti Paolo Bianchi, sindaco di Collecchio, ed Elena Levati, assessore alle Attività produttive

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Il racconto di Olio Officina Festival 2018

A Milano, dall'1 al 3 febbraio 2018, con tema portante "Io sono un albero". Le emozioni attraverso le immagini di una tre giorni interamente dedicata all'olio da olive e ai condimenti

BIBLIOTECA OLEARIA
L’olivo nell'area mediterranea

L’olivo nell'area mediterranea

Olive Tree in the Mediterranean Area. A Mirror of the Tradition and the Biotechnological Innovation. La tradizione, l'innovazione biotecnologica. È su questi piani che si delinea il volume di cui è autrice principale, e curatrice, Anarita Leva. È un libro che si prospetta davvero interessante per l'industria vivaistica, nonché per quella agrobiotecnologica e cosmetica, oltre che a tutti coloro che sono sempre più legati alla crescente domanda di prodotti naturali e al richiamo dei polifenoli intesi come antiossidanti e stabilizzanti naturali degli alimenti