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Premio OOF a Giorgio Cardone

Il Premio Olio Officina 2017 Cultura dell’Olio - Alla memoria - al compianto ideatore di Chemiservice. A ritirare il premio la figlia Valentina

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Premio OOF a Giorgio Cardone

Premio Olio Officina 2017 Cultura dell’Olio - Alla memoria - a Giorgio Cardone con la seguente motivazione:

"Amato e stimato da tutti, nel mondo oleario è stato un faro. Scomparso prematuramente, resta di lui il vivo ricordo di un professionista instancabile e impareggiabile. La chimica dell’olio era il suo pane quotidiano, e a lui tutti si rivolgevano in Italia e nel resto del mondo. Sempre sereno, con il sorriso inespugnabile, ha apportato grandi vantaggi, anche in ragione del suo impegno civile e culturale per far tornare ai massimi vertici l’Italia dell’olio".

CHI ERA GIORGIO CARDONE

Giorgio Cardone è nato il 30 gennaio 1951 a Monopoli. Suo padre era carabiniere, sua madre casalinga. E’ stato il maggiore di quattro figli. Di lui bambino e poi ragazzo, tutti ricordano la passione per lo studio e un carattere mite ed assennato. Non ha mai praticato nessuno sport. Ha sempre amato la musica e la fotografia.

L’interesse per il mondo dell’agroalimentare ed in particolare per le produzioni olearie è avvenuto in occasione del suo primo impiego, appena diplomato, come responsabile qualità nella Raffineria Olearia del Dott. Antonio Mancini proprio a Monopoli (BA). Purtroppo alla fine degli anni ’70, il dott. Mancini veniva a mancare improvvisamente e di quel periodo ricordava sempre la sensazione di sconcerto per aver perso il lavoro, l’incertezza per il futuro e la decisione di non voler mai più dipendere da nessuno sotto il profilo professionale.

All’inizio degli anni 80, si è iscritto all’università, ha aperto un minuscolo laboratorio di tre stanze in un locale di fortuna, e ha cominciato la libera professione come consulente di aziende agricole e frantoi locali. E’ stato interessato, presente e partecipe nella gestione di tutte le problematiche legate all’intera filiera della produzione olearia. L’olio all’epoca era un prodotto alimentare di scarso interesse per il legislatore, i controlli di qualità e di genuinità previsti erano esigui.

Nel corso degli anni è diventato consulente di Associazioni Imprenditoriali e di Associazioni di Produttori, nazionali e regionali.

E’ stato Socio fondatore e componente del Comitato di Presidenza di AMEDOO (Associazione Meridionale Degustatori ed Estimatori degli Oli di Oliva), avente sede presso la Camera di Commercio di Bari;

All’interno di questa associazione ha contribuito alla formazione di un Panel che ha ottenuto prima il riconoscimento da parte del COI (Consiglio Oleicolo Internazionale) poi del Mipaaf. Di questo gruppo è stato capo panel per gli ultimi 30 anni, organizzando attività divulgative, seminari, convegni e corsi di degustazione di oli vergini di oliva per la formazione di degustatori ufficiali in molti Paesi del mondo.

Negli anni 90 ha trasformato il suo minuscolo laboratorio di analisi e consulenza nella “CHEMISERVICE S.R.L.,” un laboratorio specializzato nelle analisi delle sostanze grasse ed in particolare proprio degli oli di oliva. Accreditato da ACCREDIA, riconosciuto dal Ministero della Salute, dal Mipaaf per l’esecuzione di analisi ufficiali nel settore oleicolo per l’intero territorio nazionale; riconosciuto dal Consiglio Oleicolo Internazionale (COI).

Il Laboratorio è altresì membro associativo del FOSFA (Federation of Oils Seeds and Fats Associations Ltd) di Londra, di AOCS (The American Oil Chemists’ Society), di AOAC (The Scientific Association Dedicated to Analytical Excellence), e di AACC (American Association of Cereal Chemists).

Nonostante la gestione tecnica e amministrativa del Laboratorio, Giorgio non ha mai interrotto la sua attività di studio delle problematiche connesse con il mondo dell’olio utilizzando ogni canale praticabile che rendesse possibile il confronto, la condivisione degli obbiettivi, la partecipazione costruttiva, la possibilità di imparare, l’opportunità di parlare per ore, per giorni, sempre con chiunque condividesse questa passione, di olio:

è stato componente del gruppo degli esperti internazionali del C.O.I. di Madrid partecipando alle due sessioni annuali di lavoro; ha fatto parte degli esperti della Commissione Tecnica Governativa per gli Oli e Grassi Alimentari presso la Stazione Sperimentale di Milano; ha fatto parte delle commissioni metodi del Codex Alimentarius e dell’U.N.I. (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) per la messa a punto dei metodi di analisi e definizione delle caratteristiche degli oli vegetali.

E’ stato il consulente e chimico di fiducia delle più importanti aziende della produzione e del commercio oleario in Europa e nel mondo; è stato consulente e chimico di fiducia della grande distribuzione organizzata internazionale;

GIORGIO CARDONE NELLE PAROLE DI VALENTINA CARDONE

Ha assaggiato olio, parlato di olio, risolto problemi legati all’olio fino all’ultimo giorno della sua vita su questa terra che è avvenuto nel marzo 2016 al termine di una campagna olearia che tutti ricorderemo di straordinaria abbondanza e qualità dei suoi frutti.

Il suo lavoro e la sua passione vengono oggi portati avanti dai suoi collaboratori in Chemiservice. Più di 40 persone tra chimici, biologi, tecnologi alimentari, amministrativi, ecc. che lo hanno affiancato con attaccamento e passione. Uomini e donne che Giorgio ha considerato parte della sua famiglia, insieme alle sue figlie e a sua moglie Pia.

La sua vita privata non si è mai svolta troppo lontana dalla sua vita professionale. Viveva nella stessa struttura che ospita il Laboratorio. Ha sempre chiuso le sue giornate facendo un giro del Laboratorio per assicurarsi che tutti gli strumenti fossero spenti. Ha amato profondamente la musica, l’arte, le cose belle. Era instancabile, aveva una eccezionale resistenza fisica. Non gli piaceva mangiare al ristorante, non gli piaceva dormire fuori casa. Sembrava non avere antipatie, non conosceva il sentimento dell’ira, della collera. Era profondamente religioso, compassionevole. Amava andare al cinema.

Una parte lunga e difficile della sua vita è stata la convivenza con la malattia. Della quale non parlerò perché lui non amava parlarne. Posso solo dire che anche in questo rapporto doloroso, è prevalsa la mitezza, la tenacia nel confronto, la forza di rappresentarne solo gli aspetti positivi. L’umiltà di riconoscersi uomo: fragile, inerme.

Giorgio ha lasciato questa terra all’età di 65 anni compiuti da poco.

Il vuoto enorme che lascia un ragazzo come lui, può essere colmato solo dalla gratitudine più profonda per averlo potuto conoscere e dalle innumerevoli ed importanti cose che ci ha lasciato.

Valentina Cardone

 

 

OO M - 14-02-2017 - Tutti i diritti riservati

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