20 Agosto 2017 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Gajah Elephant Sumatra. Alla turca

Forse qualcuno si scandalizzerà. Pensiamo per esempio ai tanti cultori dell’espresso all’italiana, inteso come unico stile di preparazione del caffè. E invece, assaggiando gli Arabica provenienti dalle Gayo Highland di Aceh, coltivati a un’altezza di 1200 metri, si comprende bene come, dopo una breve bollitura nell’apposito recipiente che non volatilizza le molecole aromatiche, il gusto ci guadagna

Daniele Tirelli

Gajah Elephant Sumatra. Alla turca


Ho deciso che il miglior modo per gustare questo blend di Ateng e Djember era prepararlo alla turca (cioè in forma di decotto con tanto di deposito nella tazza). La qualcosa scandalizzerà i cultori dell’espresso all’italiana, inteso come unico stile di preparazione del caffè.

In realtà si possono meglio apprezzare le perduranti note muschiate, erbacee e di funghi di questo caffè a tostatura media e macinato al momento, proprio grazie alla breve bollitura nell’apposito recipiente che non volatilizza le molecole aromatiche. Questione di gusti!

Questi caffè arabica provengono dalle Gayo Highland di Aceh (Sumatra) e sono coltivati ad un’altezza di 1200 metri. Le prime coltivazioni a Sumatra furono introdotte nel 1888 nell’area del Lake Toba nelle regioni del Nord.

La varietà Sigarar Utang o Ateng è tuttavia recentissima e frutto di una mutazione spontanea di altre varietà. Prende il nome da un celebre attore nano di quel paese, in quanto la pianta è di altezza ridotta ma molto produttiva, tanto da essere definita una “super-varietà”. Rispetto ad altri caffè di Sumatra è più delicato.

Il Djember (o S795) fu introdotto nel 1955 e deriva da una particolare selezione della India Coffee Research Station, che condivide con il primo molti attributi comuni. Il tutto è dotato di un certo corpo e di un’acidità contenuta. Secondo me si presta bene anche al percolato all’america

Daniele Tirelli - 13-03-2017 - Tutti i diritti riservati

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