21 Ottobre 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > ambiente

Andare oltre la Xylella

L'aggressione subita dagli olivi ha posto al centro dell'attenzione l'agricoltura salentina. L'accesa querelle si è ora ridimensionata e sono emersi i soliti meccanismi emergenziali, alimentati allo scopo di favorire interessi particolaristici. Sopravviverà il paesaggio, o dobbiamo rassegnarci alla sua progressiva estinzione? Ci vuole un impegno dell'intera comunità nel rimettere al centro il modello sociale originario fondato sull'agricoltura che produce beni relazionali per salvaguardare i beni ambientali

Alfonso Pascale

Andare oltre la Xylella

Parlare di orti sociali nel Salento potrebbe sembrare una stravaganza. Invece non è così. La gran parte della superficie agricola di questa terra è composta di piccoli appezzamenti. E questa struttura fondiaria frammentata ha mantenuto in vita per millenni uno dei paesaggi agrari più suggestivi del Mediterraneo, in cui si ergono per la loro bellezza e magnificenza gli ulivi monumentali.

L'aggressione subita da queste piante da parte di un parassita, la xylella, ha posto al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica l'agricoltura salentina.

L'accesa querelle si è ridimensionata e sono emersi i soliti meccanismi emergenziali, alimentati da una comunicazione pilotata per favorire interessi particolaristici. Ma resta la domanda: sopravviverà questo paesaggio o dobbiamo rassegnarci alla sua progressiva estinzione, man mano che i piccoli fazzoletti di terra verranno abbandonati?

Emilio Sereni ci ha insegnato che c'è un rapporto molto stretto tra paesaggio agrario e organizzazione sociale del territorio. Se cambia radicalmente l'organizzazione sociale, muta inevitabilmente anche il paesaggio. E non ci sarà alcun vincolo coercitivo che potrà evitare la perdita di un bene inestimabile.
Il problema allora si può affrontare se studiamo un modello di organizzazione sociale innovativo ma strettamente legato alle radici rurali del Salento.

Non era affatto inefficiente il sistema agrario fondato sui paesoni (città contadine), le masserie (centri di servizi) e le piccole unità coloniche. Abbiamo combattuto quel sistema perché era gerarchico e fondato sulla supremazia del più forte sul più debole. Ma nel combatterne gli aspetti inaccettabili, ne abbiamo distrutto l'impianto, ritenendo valido esclusivamente il modello di azienda delle agricolture capaci di integrarsi più facilmente nei sistemi agroindustriali.

Il modello salentino è un modello fondato sull'agricoltura di servizi e non sull'agricoltura produttivistica. Dobbiamo allora reinventarlo in forme moderne, cogliendo gli elementi ancora vitali del sistema tradizionale per adattarlo ad una realtà che può avvalersi delle nuove tecnologie e di relazioni sociali paritarie e non più gerarchiche.

Allora nel Salento non dobbiamo fare gli orti come si fanno a Roma o a Milano. In questa terra gli orti già ci sono. Si tratta delle migliaia di fazzoletti di terra che compongono il paesaggio olivicolo. Quello che manca sono le imprese agricole di servizi, le imprese agricole (anche con poca terra) che non fanno agricoltura produttivistica (perché qui non si può fare e non è conveniente fare), ma organizzano servizi alle comunità locali, tra cui quello di "federare" i piccoli appezzamenti, non già in aggregazioni giuridiche farraginose e ingombranti, ma in reti solidali e rispondenti ai reali bisogni delle persone coinvolte.

C'è da affidare una nuova mission ai giovani imprenditori agricoli multifunzionali di questo lembo del nostro Sud: quello di interloquire coi possessori dei piccoli appezzamenti e offrire loro il supporto tecnico e organizzativo per tenere in vita il paesaggio agrario salentino. Ma questa attività di animazione territoriale è una classica attività imprenditoriale, da svolgere in modo economicamente sostenibile, legata alle economie locali, al turismo, alla valorizzazione dei beni ambientali, alle attività culturali e creative.

Queste sono le agricolture civili che possono salvare i beni paesaggistici. Civili perché rimettono al centro l'uomo e le comunità, ricordando a noi stessi che l'agricoltura nasce diecimila anni fa non già per produrre cibo ma per generare comunità stanziali a cui garantire cibo sufficiente al fine di abitare stabilmente territori ospitali.

Questi concetti ho espresso la mattina di lunedi 8 giugno nell'incontro con un gruppo di giovani agricoltori nella masseria didattica "Gli ulivi" del mio amico Giulio Sparascio, presidente nazionale di Turismo Verde. E le stesse cose ho avuto modo di ripetere a Taurisano alla presenza del Vescovo, monsognor Angiuli. Ci vuole un impegno dell'intera comunità nel rimettere al centro il modello sociale originario fondato sull'agricoltura che produce beni relazionali per salvaguardare i beni ambientali.

 

 

La foto di apertura, di VHS (Francesco Buccarelli e Alberto Caroppo), richiama il progetto rurale "Abitare i Paduli"

 

Alfonso Pascale - 09-06-2015 - Tutti i diritti riservati

COMMENTI

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.
Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

ULTIMI
Luigi Caricato
L'INCURSIONE

LUIGI CARICATO

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
A difesa del panel test. Si punta su ricerca e innovazione

A difesa del panel test. Si punta su ricerca e innovazione

In occasione del cinquantesimo Congresso della Società italiana per lo studio delle Sostanze Grasse a Bari, Assitol, l’associazione degli industriali ribadisce la propria fiducia e impegno a favore dei nuovi sistemi di analisi, allo scopo di rafforzare l’analisi sensoriale e garantire in tal modo il consumatore

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

L’olio secondo Vittorio Sgarbi

Nostra intervista al celebre critico d’arte e opinionista su una materia prima, l'olio extra vergine di oliva, tra le più significative e determinanti per una sana e corretta alimentazione. La produzione dell'olio è una operazione dell'uomo. Si tratta, in quanto tale di una operazione diretta della natura, ed essendo l'olio un elemento primario, è prova che Dio è uno solo

BIBLIOTECA OLEARIA
Evooleum 2019, la miglior guida del mondo

Evooleum 2019, la miglior guida del mondo

Anche se vi sono in commercio altre pubblicazioni analoghe in cui si segnalano i migliori extra vergini, nessuna finora ha raggiunto i medesimi livelli di qualità e stile. Primo valore con cui si contraddistingue: la trasparenza. Non meno importante è anche la grafica con cui è stata confezionata. Non poteva essere diversamente, con una guida che propone non una quantità smodata di oli, ma solo i migliori cento > Luigi Caricato