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Bioeconomia per la sostenibilità

Al suo interno racchiude i vari comparti della produzione primaria, i settori industriali che utilizzano o trasformano le risorse biologiche provenienti dai diversi comparti e l'industria chimica delle bio - tecnologie e dell'energia. In un seminario a Bruxelles è stato individuato il ruolo della bioeconomia per le zone rurali

Marcello Ortenzi

Bioeconomia per la sostenibilità

Il 3 luglio un seminario della Rete Europea per lo Sviluppo rurale ha evidenziato le opportunità offerte dalla bioeconomia per gli attori rurali, compresi gli agricoltori, i silvicoltori e altri imprenditori rurali, nonché le comunità locali e le autorità nazionali che attuano e gestiscono iniziative di sviluppo rurale.

Gli intervenuti internazionali all’evento hanno convenuto che per soddisfare la crescita demografica globale, gestire gli impatti ambientali in atto, incrementare la capacità di resilienza degli ecosistemi e garantire la sostenibilità ambientale occorre cambiare paradigma utilizzando fonti energetiche e risorse biologiche rinnovabili per una produzione primaria più sostenibile e sistemi di trasformazione più efficienti capaci di realizzare alimenti, fibre ed altri prodotti a base biologica con minor utilizzo di fattori produttivi e minore conferimento di rifiuti ed emissioni di gas climalteranti. La natura trasversale della bioeconomia offre, infatti, l'opportunità di affrontare in modo globale le sfide, tra loro interconnesse, della scarsità delle risorse naturali, della sicurezza alimentare, della dipendenza dalle risorse fossili e del cambiamento climatico, ottenendo in contemporanea una crescita economica sostenibile. 

La bioeconomia potrà svilupparsi a livello globale se verrà considerata la dimensione territoriale in quanto la sostenibilità non può essere intesa universalmente nello stesso modo, ma deve essere declinata in relazione alla specificità dei territori ed alle realtà economiche locali. 

I progetti di filiera locale, utilizzando i territori come laboratori in cui coinvolgere tutti gli interlocutori, permettono di trasformare i consumatori in attori consapevoli degli impatti negativi derivanti dalle loro abitudini consolidate, specialmente in un contesto di crescita e consumo ad alta densità di risorse e di emissioni. 

L'educazione, la formazione e la comunicazione sono elementi prioritari per la crescita della bioeconomia in quanto rappresentano la base della transizione verso stili di vita sostenibili, della crescita e della conoscenza delle tecnologie disponibili nel settore e dei prodotti bio - based.  

Inoltre, sarebbe opportuno per questi prodotti definire una etichetta standard facilmente comprensibile e riconoscibile dal consumatore. Per massimizzare i benefici che si potranno ottenere dalla bioeconomia occorre, quindi, che le politiche siano finalizzate e mirate alla promozione della cooperazione scientifica tra vari Paesi, alla coerenza tra le diverse politiche pertinenti e alla promozione della ricerca e dello sviluppo delle applicazioni. In tale contesto risulta essenziale stimolare la competitività, il trasferimento delle conoscenze e l'innovazione dalla scienza all'industria, essendo la ricerca condizione essenziale per il continuo sviluppo delle biotecnologie.

 

Marcello Ortenzi - 19-08-2019 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

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