Lunedì 25 Luglio 2016 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > ambiente

Fattorie sostenibili

L'agricoltura? Consuma circa il 17% di energia totale in Europa e il 30% a livello mondiale C’è la necessità di un nuovo modello di sostenibilità: la “ethical e indipendent energy farm”. La via per l’efficientamento energetico dovrebbe essere una via tecnologica, dove non conta solo l’aspetto quantitativo, ma anche le misure messe in atto su tutta la filiera

Marcello Ortenzi

Fattorie sostenibili

La strategia europea “20-20-20”, che ha stabilito per l’Unione tre ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2020:

• ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale);

• ridurre i consumi energetici del 20% aumentando l’efficienza energetica;

• soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili.

E' ormai in dirittura d'arrivo e anche i successivi obiettivi definiti dal Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014 per il clima energia al 2030, -40% emissioni di gas a effetto serra, con obiettivi vincolanti per gli Stati membri ; +27% rinnovabili sui consumi finali di energia, vincolante a livello europeo, ma senza target vincolanti a livello di Stati membri; 27% efficienza energetica, non vincolante ma passibile di revisioni per un suo innalzamento al 30% non sembrano irraggiungibili se perseguiti con efficacia nei diversi settori.

Il settore agricolo è fortemente implicato nel raggiungimento di questo obiettivo complessivo, in quanto l'agricoltura consuma circa il 17% di energia totale in Europa e il 30% a livello mondiale. A questo dato se ne aggiunge uno ancora più importante, quello delle emissioni direttamente connesso all’attività agricola: gran parte dei gas serra connessi alla produzione agricola, è legata ai suoli agricoli (16,6 Mt CO2eq), alla fermentazione enterica (10,7 Mt CO2eq) e alla gestione delle deiezioni animali (5,4 MtCO2eq). Si tratta quindi di un settore importantissimo per le emissioni in aria e l’efficienza energetica. Una risposta che si va affermando oggi è l'"Ethical e independent energy farm", modello di azienda agricola indipendente dai concimi chimici e dai derivati del petrolio, capace di valorizzare gli strumenti sostenibili oggi a disposizione per divenire paradigma di un cambiamento sia in termini di riduzione delle emissioni che taglio della spesa energetica. La via per l’efficientamento energetico in agricoltura dovrebbe essere, infatti, una via tecnologica, dove non conta solo l’aspetto quantitativo, ma anche le misure messe in atto su tutta la filiera. L’agricoltura è protagonista nell’efficienza energetica perchè consuma energia e perchè la produce.

Considerando il comparto agroalimentare si nota che c'è ancora un notevole consumo di grandi quantità di combustibili fossili per produrre alimenti vegetali e animali. Secondo recenti indagini il consumo di energia associata ad un chilogrammo di alimenti pronti per il consumo è compresa tra 2 e 220 MJ a seconda del tipo di alimento (animale o vegetale), della tecnologia di coltivazione, della lavorazione e del trasporto. Se si vogliono ridurre le emissioni,risparmiare energia e migliorare la competitività del comparto si deve intervenire sull’intera filiera agroalimentare e dell’agroindustria, dalla produzione primaria alla distribuzione del prodotto finale, identificando le soluzioni innovative per i diversi componenti della filiera. Sarà perciò necessario valutare i diversi processi in termini di consumo energetico e proporre soluzioni avanzate sia agrozootecniche, sia agroindustriali capaci di ridurre tutti i costi del consumo energetico. Come è ormai appurato implementare azioni di efficienza energetica garantisce interessanti ritorni economici e occupazionali dagli investimenti fatti, nonchè più competitività e sviluppo delle imprese. La fattoria etica non spreca, bensì, in linea con i dettami dell’economia circolare, è in grado di sfruttare al massimo il valore dei sottoprodotti o “rifiuti”.

Sono diversi gli ambiti tecnologici applicati alla filiera agricola e agroindustriale, uno dei più recenti e interessanti è quello dei macchinari agricoli a trazione elettrica, una soluzione adottata dalle aziende più virtuose. Questi veicoli da lavoro stanno offrendo all’agricoltura una valida alternativa a quelli tradizionali con l’obiettivo di arrivare alla completa autonomia energetica delle aziende.
I veicoli hanno un motore elettrico che utilizza come fonte di energia primaria l’energia chimica immagazzinata in una o più batterie ricaricabili, che assicurano una maggiore efficienza energetica rispetto a quasi tutti i motori a combustione interna. Un motore a benzina ha una efficienza energetica del 25-28%, un diesel si avvicina al 40%, mentre un motore elettrico a induzione a corrente alternata può fornire un’efficienza del 90% anche a causa di una notevole riduzione degli attriti interni. E' stato realizzato anche un sistema che abbina al gruppo di batterie un sistema fotovoltaico per la copertura, per permettere la ricarica anche durante l’utilizzo del veicolo. In frenata il motore genera energia, trasformandosi in dinamo, che altrimenti andrebbe sprecata dai freni in calore ed è inviata alle batterie da trazione. Questo permette al veicolo elettrico un consumo medio più basso e quindi maggiore autonomia.

Un'altro ambito di costruzione dell'autonomia energetica agricola si ha con l'utilizzo degli scarti della lavorazione del legno per procurare calore, affrancandosi dall'uso del gasolio e sfruttare un processo naturale che non inquina. Il sistema usa caldaie a biomassa, cioè materiali di origine organica (vegetale o animale) che non hanno subito alcun processo di fossilizzazione. Le biomasse combustibili sono di origine vegetale ma di diversa provenienza. Dal legno si ottengono tronchetti, pellet e cippato ormai diffusi in tutta Italia, ma tra i numerosi modelli di caldaie altamente tecnologiche che oggi si possono trovare, si può bruciare anche altri elementi quali mais, noccioli di sansa, gusci di nocciole e noci etc.

Il funzionamento è relativamente semplice è alla portata dei singoli utenti. Il combustibile viene condotto automaticamente all’interno della camera di combustione, parte integrante della caldaia. I motoriduttori producono il movimento meccanico che trasporta le biomasse nella camera di combustione. Il calore e i fumi generati dal processo di combustione sono utilizzati per avere energia. I fumi dalla caldaia sono condotti all’esterno per mezzo della canna fumaria e indirizzati verso l’esterno passando all’interno di tubi immersi nell’acqua che riceve il calore. Quest'acqua andrà a scaldare i termosifoni. I fumi, inoltre, entrano in contatto con i turbolatori, lame metalliche che trattengono il calore. Il residuo dei fumi prima di essere smaltiti all'esterno transitano in appositi filtri che eliminano buona parte del particolato. Si ottiene un alto rendimento calorico, facile manutenzione, basso impatto per il trasporto del combustibile biomassa per la vicinanza fra la sede di raccolta e i luoghi di utilizzo, la possibilità di usufruire di incentivi pubblici.

 

 

La foto di apertura è del Consorzio dell'olio Dop Umbria

Marcello Ortenzi - 24-01-2016 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
L’olio Social, quello con la lettera “i” al rovescio

L’olio Social, quello con la lettera “i” al rovescio

E’ un olio da agricoltura biologica certificato Icea, da olive Rotondella e Leccino, prodotto dalla Cooperativa sociale Capovolti, una onlus con sede operativa in Campania, a Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno. Proprio nel cuore dei Monti Picentini > Luigi Caricato

RICETTE OLIOCENTRICHE
Girello di pesce sciabola

Girello di pesce sciabola

Poche ed essenziali indicazioni, nella ricetta di Antonio Vitale, chef all'Atletico Farina, di  Marina di Ragusa. L'olio extra vergine di oliva da utilizzare? Ovviamente siciliano, possibilmente ragusano: per esempio un monovarietale Tonda Iblea: e magari anche un Dop Monti Iblei. Perché no?

EXTRA MOENIA
Atletico Farina

Atletico Farina

A Marina di Ragusa vi è qualcosa di inedito e insolito: un concept originale che introduce una nuova idea di locale. Quando infatti il caffè incontrò un tempo il calcio, divenne per tutti "bar sport”; ma ora, quando il bar sport si è da poco trasformato in ristorante (ma anche pizzeria, american bar e piscina) non si può più chiamare "ristorante sport”. Vi pare? > Nicola Dal Falco

GIRO WEB
La voce di chi crede nell’olivicoltura

La voce di chi crede nell’olivicoltura

“Benvenuti su InfoXylella”, è in questo modo che alcuni imprenditori e studiosi si aprono al mondo dei social per ritagliarsi un proprio spazio, difendendosi da chi ne ha usurpato per mesi ruolo e centralità, fingendosi amanti dell’olivo ma senza minimamente preoccuparsi delle sorti dell’olivicoltura. Per ora è una pagina facebook, a breve anche un sito internet di pura e corretta informazione

OO VIDEO
loading...

L'olfatto secondo il filosofo Sossio Giametta

Luigi Caricato incontra l'autore di volumi come Il bue squartato e altri macelli, L'oro prezioso dell'essere e Cortocircuiti e discorre intorno ai temi dei piaceri del buon cibo e dell'arte culinaria

BIBLIOTECA OLEARIA
Racconti a macchia d’olio

Racconti a macchia d’olio

E’ stata pubblicata fresca di stampa un’antologia di piccole storie quotidiane di cui sono autori gli stessi protagonisti della filiera. Le micro narrazioni fanno parte di un contest letterario organizzato dall’Università di Bari "Aldo Moro" e si sono concretizzate in un volume a cura di Maria Lisa Clodoveo e Maria Antonietta Colonna