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Isole minori e rinnovabili

Capraia, Lipari, Ponza… In venti isole con popolazione residente di almeno 50 persone, realtà piccole e svantaggiate, con stringenti vincoli ambientali e paesaggistici, si pone il problema dell’approvvigionamento energetico. Da qui il Decreto Mise

Marcello Ortenzi

Isole minori e rinnovabili

L'asse principale del sistema elettrico e termico di venti isole italiane minori, che oggi non sono interconnesse alla rete elettrica nazionale, realizzato con le energie rinnovabili (FER) è l'obiettivo di un nuovo decreto. Il Decreto Mise 14 febbraio 2017 (GU 5 maggio) ha dato l'avvio di un'azione di intensa applicazione delle energie rinnovabili in venti isole minori (Capraia, Lipari, Ponza, ecc.).

Le isole minori coinvolte dal provvedimento hanno superficie superiore a un chilometro quadrato, sono localizzate a più di un chilometro dal continente e la popolazione residente è di almeno 50 persone. Il problema che esse hanno è che sono realtà piccole, svantaggiate, con stringenti vincoli ambientali e paesaggistici, nelle quali l’approvvigionamento energetico avviene di solito utilizzando navi che presentano interruzioni di servizio a causa del maltempo.

La produzione elettrica è assicurata normalmente da un unico produttore con impianti a fonti fossili; la domanda è molto variabile a causa della fluttuazione delle presenze stagionali.
Il decreto cerca di avviare una serie d’iniziative che configurano le piccole isole come laboratori a cielo aperto, nel cui ambito sperimentare soluzioni innovative ed economicamente sostenibili su reti, impianti di produzione e utenze.

Obiettivo dichiarato è di individuare le condizioni per rendere le Fer l’asse principale del sistema energetico delle isole insieme all’efficienza energetica, ma anche di ottenere indicazioni utili anche per il futuro sistema nazionale.
Il testo stabilisce gli obiettivi minimi di sviluppo dell’utilizzo delle rinnovabili da raggiungere entro il 31 dicembre 2020: installazione di sistemi con pannelli solari termici per la copertura dei consumi di acqua calda o per il solar cooling, per ciascuna isola, con interventi realizzativi di società elettriche o soggetti terzi; installazione di impianti di produzione di energia elettrica collegati alla rete elettrica, alimentati da fonti rinnovabili disponibili localmente.

Successivi decreti fisseranno gli ulteriori obiettivi per il periodo 2021-25 e per il periodo 2026-30 e definite le relative modalità di raggiungimento, compresi i progetti integrati innovativi. Ci saranno incentivi determinati con provvedimenti dell’Autorità per l’energia elettrica il gas con copertura “a partire da risorse ottenibili dalla riduzione delle integrazioni tariffarie attualmente erogate per la costosa generazione della produzione da fonti fossili a cui potranno accedere cittadini, enti e imprese”.

Gli incentivi sono basati su specifici criteri diretti al sistema solare e a quelli per la produzione energetica autoconsumata tramite altre Fer e la remunerazione non è cumulabile con altri incentivi nazionali in conto energia. Saranno inoltre finanziati alcuni progetti pilota per sperimentare soluzioni innovative idonee a consentire da subito un uso più estensivo delle FER, con ricorso anche a fonti di finanziamento derivanti da programmi europei.

Il Gse, a partire dai dati ricevuti, effettuerà controlli sugli impianti realizzati per le finalità di cui al decreto, al fine di verificare il rispetto dei requisiti e il diritto alle previste remunerazioni. Un allegato alla norma fissa per ogni isola minore gli obiettivi energetici da raggiungere.

 

 

La foto di apertura è di Luigi Caricato

Marcello Ortenzi - 15-05-2017 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

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