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L'olio da olive salva l'ambiente

Il Consiglio oleicolo internazionale ha sviluppato un algoritmo per calcolare l’impronta di carbonio dell'olio di oliva.  È quanto è emerso da un seminario che ha riunito i massimi esperti mondiali del tema, dove è stato ribadito che con un litro di olio prodotto si catturano ben 10,65 kg di CO2 dall’atmosfera e che addirittura l’intera produzione mondiale di oli da olive sia in grado di assorbire le emissioni di una città di oltre sette milioni di abitanti, grande come Hong Kong

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L'olio da olive salva l'ambiente

Il Consiglio oleicolo internazionale ha sviluppato un algoritmo per calcolare l’impronta di carbonio dell'olio d'oliva. Si tratta di uno strumento  importante che il Coi ha realizzato con il contribuito dei massimi esperti mondiali della materia e che ora è fruibile da tutti, attraverso il web cliccando QUI.

I risultati di questo progetto sono stati illustrati a Madrid da Jaime Lillo, direttore esecutivo aggiunto del Coi, e Abdelkrim Adi, capo dell’unità tecnica e ambiente del Coi alla presenza dei rappresentanti delle delegazioni dei 15 paesi membri del Consiglio oleicolo internazionale, di esperti, stampa specializzata, rappresentanti della filiera olivicola mondiale e del comitato consultivo.  

Studi scientifici non definitivi del Coi mostrano come certe pratiche agricole aumentano la capacità di fissare la CO2  atmosferica nel suolo e nelle piante.

I consumatori sembrano recepire positivamente l’approcio con questa materia. L’80% di essi, intervistato, ha dichiarato che spesso compra prodotti agricoli che sono rispettosi dell’ambiente mentre il 66% del campione ha dichiarato che legge le etichette.

Nel corso del seminario è stato ribadito che con un litro di olio prodotto si catturano ben 10,65 kg di CO2 dall’atmosfera e che addirittura l’intera produzione mondiale di olio di oliva è in grado di assorbire le emissioni di una città di oltre 7milioni di abitanti grande come Hong Kong.  

Produrre olio di oliva, quindi,  fa bene all’ambiente perché l’albero di olivo è la pianta che più delle altre è in grado di assorbire CO2 dall’atmosfera. Il tema dell’impronta di carbonio è in costante evoluzione ed il link creato con il seminario promosso dal Coi servirà a promuovere una nuova collaborazione sul tema tra istituzioni, mondo universitario e della ricerca scientifica.

Collaborazione che ha ricevuto il plauso ed il sostegno politico dei ministri dell’agricoltura tunisino Sr. Samir Taieb ed egiziano Ezz El Din Abu Steit, intervenuti entrambi con un indirizzo di saluto e di plauso per l’attività svolta, insieme al direttore esecutivo Abdelaltif Ghedira, a conclusione dei lavori del seminario internazionale.

 

 

La foto di apertura è di Francesco Caricato. La foto interna al testo è del Coi

OO M - 23-11-2018 - Tutti i diritti riservati

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