Giovedì 21 Marzo 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > ambiente

L’uomo e la pietra

I muretti a secco, rappresentando "una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura", sono stati dichiarati patrimonio dell’Unesco. Un riconoscimento importante e determinante, utile per comprendere l’interazione tra l’uomo e l’ambiente. Sono uno dei primi esempi di manifattura umana. In alcuni contesti e areali, viti, olivi, alberi da frutto, piante officinali vivono perché ci sono i muretti

Marcello Ortenzi

L’uomo e la pietra

Per l’Unesco sono uno dei primi esempi di manifattura umana, il simbolo di una relazione armoniosa fra uomo e natura e custodiscono il DNA del paesaggio rurale italiano. Quelle pietre una sopra l'altra, poste con eccezionale ingegno e capacità artistiche oltre che artigianali, sono la montagna viva, come affermato dall’Uncem. 

Molte regioni italiane hanno manufatti a secco, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia, Campania, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio. Una caratteristica essenziale è che sono in grado di combattere fragilità dei versanti, fermare le frane, rallentare le valanghe, ridurre l'erosione, ma poi esiste la consapevolezza che su quei terrazzamenti fatti in pietra vi sono imprese e imprenditori che resistono strappando porzioni di ettari all’invasione del bosco. 

Viti, olivi, alberi da frutto, piante officinali vivono perché ci sono quei muretti che rendono i versanti alpini e appenninici economicamente validi. Naturalmente vanno scomparendo le ditte e i privati cittadini capaci di costruire quei muretti. Alcuni piccoli comuni hanno voluto coinvolgere nell'apprendimento delle tecniche per la realizzazione di muri a secco sia i giovani, anche stranieri richiedenti asilo, con progetti nelle scuole. Infatti, so no un bel tema per aiutare l’integrazione che si fa anche conoscendo il valore del patrimonio materiale, la sua storia e la sua dignità, oggi pienamente sancite dall’Unesco. 

La Scuola trentina della pietra a secco, istituita nel 2013 all'interno dell'Accademia della montagna, è composta da un gruppo di lavoro che include diverse figure professionali - dal maestro artigiano al geometra, dall'architetto all'ingegnere.  

La montagna è una delle aree che più sono interessate dai muretti e l’Uncem ha invitato le Regioni, il Ministero dell’Ambiente e quello delle Politiche agricole e forestali, a investire risorse da destinare ai territori tramite gli Enti locali montani, per la valorizzazione, la manutenzione, la costruzione e il rifacimento dei muretti a secco presenti sui versanti. 

Un'attività fondamentale per la prevenzione del dissesto idrogeologico: investire su quelle pietre fa risparmiare in protezione civile e nelle fasi post-emergenze, sempre più ricorrenti. L’associazione degli enti montani assicura che l’investimento non appare oneroso, poiché per un metro quadrato di muretto a secco possono bastare 80 euro per la manutenzione, visto che le pietre sono già presenti. 

La montagna potrebbe così festeggiare il riconoscimento dell'Unesco con interventi concreti e misurabili, a vantaggio delle comunità alpine e appenniniche, ma anche delle realtà urbane. C’è poi una vera e propria arte edilizia “a secco” in Puglia per la costruzione di abitazioni, come i trulli della Valle d’Itria tra Bari, Brindisi e Taranto, o le pajare nel Salento, eredi probabilmente di costruzioni più antiche chiamate specchie. La stessa tecnica costruttiva si osserva anche nelle mura megalitiche di Altamura e, fuori dalla Puglia, nei nuraghi sardi, risalenti al II millennio a.C.  

I muretti a secco rappresentano oggi delle zone d’importante concentrazione di biodiversità: l’umidità dell’aria, anche quando fa molto caldo, condensa negli interstizi tra le pietre, rendendo il muretto umido anche in piena estate, quando fa molto caldo. Gli interstizi quindi offrono rifugio a molti animali che sfruttano il particolare microclima tra le pietre per sopravvivere in estate e ripararsi in inverno: lucertole, serpenti, gechi, anfibi e molti invertebrati, in Italia Meridionale e nelle Isole, hanno imparato a usare i muri a secco come un nuovo habitat, continuando a sopravvivere anche in assenza della macchia mediterranea.

Marcello Ortenzi - 07-01-2019 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Il vino della settimana: Falanghina del Sannio 2017, di Mastrobernardino

Il vino della settimana: Falanghina del Sannio 2017, di Mastrobernardino

Da una cantina di riferimento della Campania, un vino non pienamente espresso a livello olfattivo, ma decisamente più convincente al gusto, per acidità e corpo, sapidità e rotondità > Enrico Rana

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
Le colture no food?

Le colture no food?

L'altra via dell'agricoltura. Esiste ORA un network internazionale, denominato Panacea, nato per diffondere la conoscenza delle colture non alimentari tra gli agricoltori e favorire di conseguenza i principi della bioeconomia. C'è spazio per bioplastiche ottenute da scarti agricoli, lubrificanti, materiali da costruzione, prodotti farmaceutici, bioenergia, biocarburanti. Il tutto derivante da piante oleaginose (camelina, ricino), lignocellulosiche (canapa, canna comune), carboidrati (sorgo, barbabietola da zucchero) e tante altre colture > Marcello Ortenzi

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Le ricette evo. L'olio buono in cucina

OOF 2019. A Olio Officina Festival 2019 grande risalto all'olio extra vergine di oliva come ingrediente. La scelta di una buona materia prima e l'attenzione a utilizzare al meglio l'olio da olive va incentivata sin da subito. La formazione è un buon punto di partenza. Cinzia Boschiero intervista Cristina Santagata

BIBLIOTECA OLEARIA
L’assaggio delle olive da tavola

L’assaggio delle olive da tavola

Un libro che ci introduce alla degustazione delle olive da mensa, scritto da Roberto De Andreis, noto esperto di analisi sensoriale, fa parte del gruppo olive da tavola del Consiglio oleicolo internazionale. È inoltre presidente del Comitato Promotore Taggiasca Dop, nonché capo panel presso il Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio Riviere di Liguria