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Le bioenergie per l'ambiente

Una nuova direttiva europea aggiorna il quadro normativo al 2030, anno entro il quale le fonti rinnovabili dovranno coprire almeno il 32% dei consumi finali di energia. Con l’accordo si evidenzia anche l’importante ruolo delle biomasse prodotte in modo sostenibile. La biomassa in Europa copre ad oggi circa due terzi del consumo da fonti rinnovabili  ed è pertanto necessario favorire le bioenergie perché limitano gli inquinamenti

Marcello Ortenzi

Le bioenergie per l'ambiente

A giugno Europarlamento e Consiglio Ue si sono accordati sulla nuova direttiva rinnovabili, che aggiorna il quadro normativo europeo al 2030. Entro quell'anno le rinnovabili dovranno coprire almeno il 32% dei consumi finali di energia. Con l’accordo si evidenzia anche l’importante ruolo delle biomasse prodotte in modo sostenibile. Già la direttiva Ue 2018/2001 sulle energie rinnovabili, contemplando le biomasse tra le rinnovabili, aveva posto le basi perché biocarburanti e combustibili da biomasse rispettassero i criteri di sostenibilità stabiliti dagli stati. La biomassa in Europa copre circa due terzi del consumo da fonti rinnovabili e quindi è una forma di energia indispensabile per raggiungere gli obiettivi europei di taglio delle emissioni climalteranti. Un carattere insito nella bioenergia è la neutralità carbonica poiché la CO2 emessa in atmosfera durante l’uso energetico è poi riassorbita interamente dalle formazioni arboree, con un impatto quindi inesistente sul clima. Gli studi europei (Unece) hanno, infatti, appurato che lo stock di carbonio fissato nelle foreste e la ricrescita della biomassa stessa aumentano ogni anno di pari passo in modo stabile. Le foreste, poi, gestite in maniera corretta e legale vedono un prelievo necessario del sottobosco e di piante che facilitano la crescita rapida del suolo forestale e permettono di evitare fenomeni devastanti quali gli incendi, di cui l’Italia è spesso in emergenza. Il riscaldamento con il pellet, inoltre, se fatto con stufe e caldaie di tecnologia recente, di cui ormai esiste una vasta scelta tra i costruttori anche nazionali, è in grado di minimizzare le emissioni di polveri sottili, fino all’80% dei vecchi apparecchi a legna a fuoco aperto. Infatti, gli apparecchi moderni raggiungono un’elevata qualità della combustione. Su scala europea il contributo delle biomasse alla produzione totale per il riscaldamento e il raffrescamento green è pari all’87%, mentre a livello nazionale raggiugere quota 68%. Se ci sono ancora sostanziosi incentivi all'utilizzo di combustibili fossili come petrolio e carbone, sicuramente inquinanti a maggior ragione è necessario favorire le bioenergie che invece limitano gli inquinamenti. L’utilizzo di biomasse forniscono oggi, insieme alle altre rinnovabili, una valida e inevitabile alternativa ai combustibili fossili sia in Europa sia in Italia.

La foto di apertura è di Marcello Ortenzi

Marcello Ortenzi - 25-06-2019 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

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