Venerdì 24 Maggio 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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È conveniente il biologico?

È conveniente il biologico?

Solo una sana imprenditorialità, e non certo l’ideologia, posso indurre l’agricoltore a decidere nella maniera giusta. Dalla Francia l’esempio emblematico di chi ha valutato l’opportunità o meno di aderire al biologico. Dopo attenta analisi, si evince che produrre bio costa di più e che l’agricoltore non può rinunciare a vendere il proprio prodotto più caro. Per contro, la Gdo può permettersi di attirare il cliente allettandolo con prodotti bio meno cari, perché tanto ci guadagna lo stesso, attirandolo e vendendogli altro. Il consumatore, di fatto, non è certo disposto ad acquistare a prezzi troppo elevati


Sul biologico, tutta la verità

Sul biologico, tutta la verità

L’ideologia? Non sempre usa la logica. A sostenerlo è l’agronomo Alberto Guidorzi, che risponde a una lettera aperta dell’imprenditrice Francesca Petrini sulla diatriba biologico/convenzionale. Il quale scrive: a differenza dell’imprenditrice marchigiana, che dimostra di aver abbracciato in toto l’ideologia del biologico, io ho intuito subito che alla base vi erano tanti “bobos” e tanti profittatori


La strada del biologico

La strada del biologico

Ci scrive Francesca Petrini, in merito a un articolo di Alberto Guidorzi che ha scosso il mondo dell’agricoltura biologica: “Nessuno disconosce il ruolo che ha e ha avuto in generale la chimica ma oggi questa da sola non è più sostenibile”. Qualcuno ha ragione e qualcun altro ha torto? Ha ancora senso, oggi, tenere separati e distanti i vari metodi di coltivazione? O siamo davvero alla fine del mondo e non c’è altra strada da percorrere se non l’abbondono dell’agricoltura convenzionale? 


Cosa significa mangiare bio

Cosa significa mangiare bio

L’analisi approfondita di un fenomeno per tentare di comprendere i motivi per cui la domanda di biologico si sta sviluppando sempre più.  Le cause di tanto successo, a ben riflettere, sono da ricercare nell’ambito delle “paure alimentari”. Il consumatore è ossessionato dal reperire una nuova cultura culinaria individuale e quando pensa di averla trovata arriva un altro messaggio, che in sintesi dice: “hai sbagliato tutto”


Intorno al biologico

Intorno al biologico

Se ne parla tanto, ovunque, ma non altrettanto per ciò che concerne le possibili innovazioni volte a garantire la “sostenibilità in agricoltura” nelle sue forme più o meno intensive in cui viene declinata in vaste aree del pianeta e nel nostro paese. Diverse forme di agricoltura sostenibile possono e devono convivere. Anche il settore biologico dovrebbe aprirsi alle innovazioni. Servono più ricerca e sperimentazione, mirate e interdisciplinari. Servono divulgazione, trasferimento tecnologico e formazione continua degli operatori


Il mio è “più bio” del tuo

Il mio è “più bio” del tuo

È in corso una specie di gara, conseguenza del fatto che il “biologico” si è trasformato in una “religione”, per giunta settaria. Il mantra più gettonato è la migliore ecosostenibilità ambientale. Per darne risalto, si demonizza l’agricoltura convenzionale, senza alcuna distinzione tra cattiva e buona agricoltura. Intanto prende piede la teoria del “non fare”, o “del non fare a metà”, mentre sempre nel nome del bio, si profilanoforme di vero e proprio sfruttamento e business


Tutta la verità sul biologico

Tutta la verità sul biologico

L’aleatorietà della certificazione biologica. Nessuna obiezione che il biologico sia una certificazione di processo, solo che è fatta percepire al consumatore come se fosse anche una certificazione di qualità e soprattutto di risultati e questa è una vera e propria pubblicità ingannevole. Un duro botta e risposta tra il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla e il nostro collaboratore Alberto Guidorzi. La questione non è affatto secondaria


Un’agricoltura poco evangelica

Un’agricoltura poco evangelica

L’agricoltura biodinamica è un non-metodo agricolo fondato su riti sciamanici e forze cosmiche. Eppure il quotidiano della Santa Sede, L’Osservatore Romano, ha ospitato un articolo che fa molto riflettere su come l’agricoltura, in tutti questi anni, sia stata tradita proprio da quella classe di intellettuali che dovrebbe essere più attenta a non incorrere in gravissimi errori. Sarebbe invece utile vigilare affinché non si rilancino informazioni inattendibili e non verificate


Bio, la verità non piace

Bio, la verità non piace

Ciò che in alcuni manca, e tra questi vi è il presidente di Federbio Carnemolla, è l’idea che si possa fare un’agricoltura professionale, ecocompatibile e benemerita verso la collettività, in quanto fornisce cibo per tutti e per tutte le borse. Si dovrebbe rendere di pubblico dominio che la certificazione bio è solo una certificazione di processo, non di risultati. Ciò che di altamente qualitativo si attribuisce al cibo biologico non ha nessuna base di verità scientifica. Resta intanto un dato di fatto inconfutabile: ai sistemi biologici è imputabile il più grande disastro moderno provocato dall’alimentazione


Bio, meglio tardi che mai

Bio, meglio tardi che mai

Il decreto sulla razionalizzazione della normativa sui controlli del biologico pone molti interrogativi. Si fa largo il sospetto che i consumatori oltre a pagare carissimo ciò che hanno comprato per 23 anni, non siano stati adeguatamente tutelati. Ha senso incaricare nuovi controllori di controllare altri controllori nel loro lavoro di controllo dei controllati? Non sarebbe opportuno disfarsi di ben 18 organismi di controllo privati e averne solo uno istituzionale?


Sul bio tutto tace

Sul bio tutto tace

Alla base del “cibo biologico” vi è un grande business che suscita le mire per facili guadagni di un buon numero di operatori. L’onesto agricoltore biologico, tuttavia, sembra essere relegato in un angolo. È davvero così? Ciò che sorprende, è che intorno alla revisione del regolamento del “biologico” nell’Unione Eruropea, in Italia vige la regola del silenzio. Nessun dibattito


Bio. Omertà e disinformazione

Bio. Omertà e disinformazione

Il messaggio che si lascia passare, è che i prodotti che derivano da agricoltura convenzionale sono ampiamente trattati e sono pieni di residui pericolosi, mentre in biologico si tende a far credere che ciò che eventualmente si usa non è un pesticida. è proprio così? Nel settore del biologico c’è evidentemente qualcosa che non quadra. Ci sarebbe da scrivere un romanzo, sulle caratteristiche di molti prodotti che hanno lasciato residui. Un resoconto dell’Efsa, circa i residui di fitofarmaci riscontrati nei controlli praticati nell’Ue, fa riflettere


Il bio non è una moda

Il bio non è una moda

Già, il biologico non è affatto una moda, ma un vero metodo, alternativo, di produrre. Inizialmente - è vero - si pensava avrebbe avuto pochi operatori e consumatori interessati, invece la nuova sensibilità ambientale, l’interesse per la sua applicazione a maggior tutela della salute dei più piccoli, ha dato nuovi spazi e nuovo interesse a tali pratiche, sollecitando studi e ricerche. L’esempio del Premio Biol


Cibo bio, cosa c’è sotto

Cibo bio, cosa c’è sotto

È ormai una gran moda parlare di cibo biologico. E va pur bene, la moda, ma che almeno i consumatori siano correttamente informati. Su tutto. Anche sul bio fasullo. Ha senso che le autorità incentivino con aiuti economici il biologico e penalizzino un’agricoltura produttiva, che, se condotta professionalmente, è altrettanto rispettosa dell’ambiente? E del conflitto di interesse degli enti certificatori, infine, se ne vuol parlare?


L’olivicoltura bio c’è

L’olivicoltura bio c’è

Nonostante una olivagione molto complessa e travagliata, la qualità degli oli non tradisce le aspettative. A Ostuni, nell’ambito del Premio Biol, si è fatto il punto della realtà. Intanto va precisato che in Italia vi sono quasi 180 mila ettari di oliveti biologici. Così, di fronte alle emergenze dell’ultimo periodo, si è rivelata alquanto interessante l’affollata tavola rotonda sulla Xylella e la difesa dell’olivo bio


Esistono anche i bio distretti

Esistono anche i bio distretti

Non solo, ma crescono in continuazione e fanno pure sistema. Si tratta di aree territoriali in cui si valorizza l'attività di agricoltura biologica coniugata con la promozione del territorio e delle sue peculiarità. Ne avete mai sentito parlare? Il primo in assoluto risale al 2009, ed è quello dell’area del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano


Lobby del biologico, atto 2

Lobby del biologico, atto 2

C’è una crescente domanda di cibi cosiddetti “bio”. Solo che per supportare tante richieste da parte del mercato occorre sacrificare gli ideali ambientalisti che muovevano i produttori sin dall’esordio. Il nuovo “ideale” da cavalcare è lo sfruttamento economico delle nuove tendenze di consumo. La “mania” del cibo biologico fa oggi molto comodo, tanto più che si è ormai in presenza di una domanda fideistica, divenuta perfino inelastica in certe categorie di consumatori. Quanto poi sostenuto dal sottosegretario Olivero, non è degna di un eletto a gestire la cosa pubblica!


Il Bio tra le pagine

Il Bio tra le pagine

Sono 14 le storie racconmtate nell'annuario del biologico. Sono storie ritenute “valorose", che riferiscono di persone che hanno scelto il biologico come valore che chiama altri valori. Storie di coraggio e condivisione, storie di intuito e innovazione.


Il comandamento del biologico

Il comandamento del biologico

Proseguono le provocazioni, ampiamente documentate, punto per punto, di Alberto Guidorzi. Ogni osservazione critica d’altra parte aiuta a farci riflettere, ed è sempre la benvenuta. Il diritto di replica è assicurato. Secondo l’autore dell’articolo, per dar manforte al proprio credo, la lobby del biologico parte da un assunto, il seguente: gli addetti del settore non si devono mai dimenticare che l’esigenza di trasparenza verso il pubblico deve sempre essere riequilibrata dal bisogno di dissimulazione. Farebbero male i consumatori di prodotti biologici a non tenere conto di questo comandamento, e in particolare chi vuol brindare con vino biologico


Sul produrre bio e biodinamico

Sul produrre bio e biodinamico

Pensiero dialettico. Alcuni modi bislacchi di fare agricoltura hanno ormai permeato la politica, i mass media (perché il solo parlarne fa audience) e il comune cittadino. Non tutti conoscono tuttavia la realtà. Ecco perciò svelato tutto quel che serve sapere in merito al mondo bio, dalla questione antiossidati alla fisica esoterica che sta alla base della biodinamica. Per ciò che concerne invece l’agricoltura convenzionale, questa è molto più ecocompatibile di quanto si creda. Il grande errore commeso in Italia’ Il non aver mai voluto creare un’agricoltura veramente professionale


Le lobby del biologico

Le lobby del biologico

Cose da sapere. Non vi è nessuna ragione affinchè i prodotti bio siano pagati di più per presunti vantaggi ambientali. Tre anni di conversione, oltretutto, non sono per nulla sufficienti a “pulire” il terreno. I nitrati nelle falde? Ci finiscono di più solo se si fa cattiva agricoltura, e chi fa cattiva agricoltura è l’uomo, non un metodo di coltivazione. In questa visione ideologica del bio, infine, non sono nemmeno da sottacere gli evidentissimi conflitti d’interessi


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INOLTRE
OLTRE

La Xylella fastidiosa in Corsica

AGRICULTURE.GOUV.FR

PARTNERS
Casa dell'Olivo Olea Donne dell'Olio Olio di Famiglia
LA PAROLA

Frìggere

v. tr. e intr. [lat. frīgĕre] - cuocere in olio, burro o in grasso bollente

CHE OLIO SEI

L’olio secondo Gualtiero Marchesi

Lo scrittore Nicola Dal Falco incontra il padre nobile della cucina italiana per un confronto su una materia prima tanto pregiata qual è il succo di oliva. “Quando vivevo con i miei genitori – racconta il grande cuoco – la merenda ideale era di versare l’olio sul piatto e, poi, intingere con del pane casalingo, tagliato a fette. Buonissimo”

Le scelte di Camilla Guiggi

Blogger e degustatrice, si sofferma sull’analisi sensoriale di vari alimenti, in particolare sul vino, senza trascurare l’olio da olive, che non manca mai sulla sua tavola. Ha una predilezione per i monocultivar: da olive Cellina di Nardò, Picholine e Moraiolo in particolare. Non trascura nemmeno gli oli “altri”: quello di Lentisco, sardo; o l’olio di nocciola tonda gentile del Piemonte. Ed evidenzia infine una anomalia: “è difficile trovare ristoranti dotati di un’ampia gamma di oli

Le scelte di Alessandra Lofino

Giornalista e blogger pugliese, con una grande passione per la cucina e i buoni frutti della terra. Predilige gli oli ottenuti da due cultivar: la Leccina, dal sapore delicato, del sud est barese, e la Coratina, del nord barese, dal piacevole piccantino. Il suo ristorante oliocentrico preferito è Menelao a Santa Chiara, di Michele Boccardi, nel centro storico di Turi

Le scelte di Valeria Biagi

Si occupa di letteratura ed è vicepresidente del Centro Studi Sirio Giannini, autrice di un libro dedicato agli scrittori della provincia di Lucca. La sua famiglia produce olio da molte generazioni, ma a scopo esclusivamente privato, nella campagna versiliese. Il ristorante oliocentrico preferito? L'Antico Uliveto di Seravezza

Le scelte di Marina Ferrara

Sempre e solo olio extra vergine di oliva, e, devo dire - ammette l'artista e transformational coach - che anche quel poco di burro della tradizione trentina, da parte di madre, è quasi del tutto scomparso. Il padre napoletano ha influito molto. L'alimento è unico, senza dubbio, ma l'altro senso che l'olio stimola in lei, è quello del tatto nella sua essenza oleosa, spesso utilizzato anche nei trattamenti olistici > Silvia Ruggieri

Le scelte di Antonella Millarte

Giornalista sempre attenta alle materie prime di cui ci s nutre, non smette mai di cercare e segnalare le migliori produzioni in circolazione, e, tra i fornelli si muove con agilità e voce narrante. Ama gli oli Coratina e Nocellara del Belice, come pure il blend di Ogliarola e Leccina. Il suo ristorante oliocentrico? Antichi Sapori, di Pietro Zito

RITRATTI AD OLIO

Olivagione al femminile

La galleria fotografica che potete ammirare è di Stefano Triulzi. Le olive sono tutte di cultivar Taggiasca, proprietà di Ivano Brunengo. Siamo in Liguria. La donna che vedete, intenta a raccogliere i preziosi frutti che si tramuteranno in olio, non è una olivicoltrice ma un’antropologa del cibo: Giulia Ubaldi. "Vivere l’emozione della raccolta, è questo che ci permette di capire cosa sia e quanto valga una materia prima così fondamentale qual è l’olio ricavato dalle olive > Luigi Caricato

L’emozione di chi assaggia

Cosa significa apprendere l’arte della valutazione sensoriale degli oli da olive? Cosa accade dopo aver frequentato un corso di assaggio e aver scoperto le infinite potenzialità che si celano dietro una materia prima che tanti consumano ma senza conoscerne appieno l’identità e le tante potenzialità espressive? Il fatto è che si acquista un olio immaginando che sia eccellente per partito preso, solo perché lo si è prodotto; eppure le sorprese non mancano. La testimonianza di Marco Tribuzio, vice presidente di Confcooperative Bari-Bat

L’unione fa la forza

Si è sempre detto che gli italiani non siano in grado di realizzare progetti comuni e condivisi, inadatti come sono a mettersi insieme e collaborare. E’ drammaticamente vero, ma ci sono le eccezioni. E’ il caso positivo di Domenico Fazio, Giampaolo Lupi e Carlo Bianchi, tutti e tre impegnati a valorizzare i propri extra vergini a partire dal marchio collettivo "Da Vinci" > Luigi Caricato

Il passato lascia tracce

L’azienda agraria della famiglia Clarici a Foligno vanta una tradizione ben radicata, come ben dimostrano alcune tra le immagini tratte dall’archivio storico che vi proponiamo. Ora, la nuova generazione, la quinta, con Pietro e Maria Elisabetta ha in programma un ambizioso progetto di recupero dell’antica struttura > Luigi Caricato

Sì alla terra e agli ulivi

Perché pensare che il lavoro agricolo sia solo pura tecnica e fatica, senza alcuno spazio per i sentimenti e le emozioni? Teresa Marinucci Palermo, molisana di Rotello, a 38 anni produce olio insieme con la famiglia. Le colline sulle quali gli olivi campeggiano, sembrano contorni di corpi femminili dalle linee dolci e morbide. L’olio ricavato dalle olive è per lei elemento indispensabile come l'acqua

Un po’ d’olio per iniziare

Pane e olio, qualunque sia il cibo e il vino che seguiranno. Parola di Aimo Moroni, patron del ristorante Luogo di Aimo e Nadia di Milano. “Ogni volta che mi chiedono il perché, rispondo che l’olio nel piatto riguarda un po’ la mia storia, molto la cultura di questo Paese e altrettanto se non di più la salute”. E aggiunge: “Resto debitore del motto di Ippocrate secondo cui l’alimento è medicamento” > Nicola Dal Falco

ALTRE INCURSIONI

La verità è necessaria

ALFONSO PASCALE

Formazione

ALFONSO PASCALE

Servizio

ALFONSO PASCALE

La differenza

MARIA CARLA SQUEO

Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
MERCATI

Quotazioni di mercato per gli oli da olive
del 21 maggio 2019

ESTERO
  • Grecia
  • Spagna
  • Tunisia
  • Marocco
ITALIA
  • Andria
  • Bitonto
  • Sud Puglia

a cura di Adriano Caramia, Noureddine Ouazzani, Ettore Campobasso, Domenico Petrosillo

SAGGI ASSAGGI
Il vino della settimana: Raboso del Piave 2015, di Giorgio Cecchetto

Il vino della settimana: Raboso del Piave 2015, di Giorgio Cecchetto

Prodotto nella pianura trevigiana attraversata dal fiume Piave, è ottenuto dall’unico vitigno a bacca rossa autoctono della provincia di Treviso. Al naso viene inizialmente risaltata la frutta rossa che successivamente si evolve nello speziato e confettura > Enrico Rana

Il vino della settimana: Falanghina 2017, a firma La Sibilla

Il vino della settimana: Falanghina 2017, a firma La Sibilla

È un bianco base Dop Campi Flegrei dell’azienda proprietà della famiglia Di Meo, di grandissima espressione. Al naso è giovane con una grandissima intensità di profumi, abbastanza persistenti. Si percepiscono netti: limone, frutta gialla fresca, floreale, fiori campo, camomilla, agrumi, erbe aromatiche e anice stellato > Enrico Rana

RICETTE OLIOCENTRICHE
L’olio con gli asparagi

L’olio con gli asparagi

Un gustosissimo risotto, ecco una ricetta che ci porta a Cavaion Veronese, nel Veneto, in un territorio ben curato dove si ottiene il pregiatissimo olio Dop Garda. Così, per anticipare la Festa degli asparagi che si svolgerà dal 16 al 19 maggio, sappiamo ora cosa fare quando non si sa bene cosa inventarsi in cucina. La proposta dei Fratelli Turri a partire dal loro extra vergine dal gusto e dai profumi fini e delicati > Luigi Caricato

Costolette d'agnello irlandese con salsa di prezzemolo e timo

Costolette d'agnello irlandese con salsa di prezzemolo e timo

La Pasqua si avvicina e non ci si può sottrarre alle consuetudini. Questa volta l'Irlanda, attraverso Bord Bia, viene da noi, con una ricetta in cui tra l'altro anche l'olio extra vergine di oliva è presente. Tanti gli ingredienti, ma la carne, quella proposta in questa preparazione, è rigorosamente Irish, da animali allevati secondo la più autentica tradizione irlandese e che pascolano in piena libertà, alimentandosi per oltre l’80 per cento di erba fresca

EXTRA MOENIA
Un nuovo Emporio Fratelli Carli. A Pavia

Un nuovo Emporio Fratelli Carli. A Pavia

L'inaugurazione venerdì 24 maggio. La prestigiosa azienda olearia ligure sta puntando sempre più sul canale retail monomarca e con il nuovo il punto vendita giunge a quota dodici. Si tratta, in particolare, del sesto negozio presente in Lombardia. Con i suoi 115 metri quadri, si tratta del più grande centro della catena

Esordio a Milano per il Carapelli Restaurant

Esordio a Milano per il Carapelli Restaurant

Un temporary restaurantche realizza il sogno di diventare chef per un giorno. Dal 16 al 26 maggio negli spazi suggestivi di Mari&Co, Carapelli dedica ai food lover uno speciale ristorante in cui cucinare per i propri amici un piatto del cuore insieme allo chef stellato Filippo Saporito e alla selezione degli oli Premium Carapelli 100% italiani

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

Il nuovo sito web che ospita Olio Officina Edizioni

Il nuovo sito web che ospita Olio Officina Edizioni

Abbiamo collocato on line il sito della nostra casa editrice. Uno strumento utile per saperne di più sulle nostre pubblicazioni, sia cartacee, sia telematiche. Il nuovo sito è sul dominio olioofficina.eu, e affianca quelli di Olio Officina Magazine (olioofficina.it), Olio Officina Globe (olioofficina.net) e Olio Officina Festival (olioofficina.com). Buona navigazione > Luigi Caricato

OO VIDEO

Le ricette evo. L'olio buono in cucina

OOF 2019. A Olio Officina Festival 2019 grande risalto all'olio extra vergine di oliva come ingrediente. La scelta di una buona materia prima e l'attenzione a utilizzare al meglio l'olio da olive va incentivata sin da subito. La formazione è un buon punto di partenza. Cinzia Boschiero intervista Cristina Santagata

L'arte a Olio Officina Festival

OOF 2019. Cinzia Boschiero intervista la direttrice creativa del movimento culturale Arte da Mangiare, Ornella Piluso, nell'ambito dell'evento che si è celebrato a Milano dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019

L' olio di sansa ha una grossa carta da giocare

OOF 2019. Nell'ambito di Olio Officina Festival, è stato presentato un interessante studio (commissionato da Pantaleo Spa e condotto dall'Università di Udine) su un olio che per tanti anni è stato trascurato ma che merita ben altra considerazione, anche in ragione dell'alto contenuto in acido oleico e al contenuto elevato di tocoferoli. Intervista al professor Lanfranco Conte

BIBLIOTECA OLEARIA
L’olio spiegato alle mie figlie

L’olio spiegato alle mie figlie

Un libro dell'oleologo Lorenzo Cerretani per le edizioni Olio Officina, da avere assolutamente con sé. Pensato per i giovanissimi, è adatto anche agli adulti. Un linguaggio semplice, proprio per questo utilissimo per apprendere tutto, ma proprio tutto, sull'olio da olive, il pregiato succo

L’assaggio delle olive da tavola

L’assaggio delle olive da tavola

Un libro che ci introduce alla degustazione delle olive da mensa, scritto da Roberto De Andreis, noto esperto di analisi sensoriale, fa parte del gruppo olive da tavola del Consiglio oleicolo internazionale. È inoltre presidente del Comitato Promotore Taggiasca Dop, nonché capo panel presso il Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio Riviere di Liguria