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Assitol contro il sottocosto

L’olio extra vergine di oliva non può essere svilito sugli scaffali, con offerte squalificanti. Una dura presa di posizione da parte dell’Associazione Italiana dell’Industria Olearia che ha tuttavia la necessità di coinvolgere tutti perché non resti voce isolata. La nota stampa è stata diffusa in occasione della riunione del Gruppo di Dialogo Civile sul settore olivicolo-oleario a Bruxelles

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Assitol contro il sottocosto

Nell’ambiente se ne parla ormai da molti anni, perché tutte le imprese olearie sono in ginocchio e nessuno guadagna concretamente con il commercio, ma, va pure detto, mai è stata presa una posizione ufficiale così diretta ed esplicita, inequivoca. Assitol, attraverso un comunicato stampa che pubblichiamo integralmente, sceglie di rendere pubblica questa anomalia del sottocosto e di alzare la voce, denunciando ciò che per diversi decenni era soltanto una lamentela diffusa, ma non una questione da dover affrontare esplicitandola in maniera così netta. Non sappiamo cosa cambierà, d’ora in avanti, ma intanto questa posizione andava presa ed è bene che tutti si adoperino per una svolta che non sia solo fatta di buone intenzioni.

 

 STOP AL SOTTOCOSTO

Gli industriali dell’olio d’oliva chiedono di eliminare questa pratica commerciale, che svilisce l'immagine del prodotto e discredita l’impegno dell’intera filiera.

No alle vendite sottocosto, che svalutano l’olio extra vergine d’oliva e squalificano l’impegno dell’intera filiera. Questo l’obiettivo della proposta di Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, appena presentata a Bruxelles, in occasione della riunione del Gruppo di Dialogo Civile sul settore olivicolo-oleario.

L’ipotesi avanzata dall’Associazione consiste nel divieto di effettuare vendite sottocosto, stabilendo severe sanzioni amministrative. Attualmente, la normativa italiana autorizza la commercializzazione dell’extra vergine ad un prezzo inferiore rispetto al suo costo soltanto una volta l’anno. In realtà il ricorso al sottocosto è ormai praticato in modo indiscriminato e diffuso, senza alcun riguardo per la stagionalità e con ampia discrezionalità. 

“In questo modo, l’olio extra vergine, alimento prezioso per il suo gusto inimitabile e soprattutto per i suoi benefici per la salute – spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di Assitol – è diventato un prodotto-civetta, vale a dire messo sul mercato a poco prezzo per attirare i consumatori nei punti vendita. Con gli anni, si è innescata una spirale senza ritorno, che ha portato al progressivo deprezzamento dell’olio d’oliva ed ha indotto il consumatore a considerare ‘normale’ vedere l’extra a prezzo stracciato. Il tutto senza alcun riguardo per il valore qualitativo dell’extra vergine e per il lavoro dell’intero comparto”.

Oltre a danneggiare l’immagine dell’extra vergine, il fenomeno ha quindi delineato una narrazione del prodotto-olio totalmente errata. “In pratica, ne ha screditato la reputazione – ha osservato la presidente degli industriali – trascinando sempre più giù i prezzi e rendendo sempre meno remunerativo l’impegno della filiera, andando contro gli obiettivi stessi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea”.

In altre parole, a causa della spinta al ribasso della qualità dell’extra, coltivare olive, produrre olio e confezionarlo è diventato sempre meno conveniente. “Il settore deve già affrontare molte problematiche – sottolinea Anna Cane – che vanno dalla Xylella allo storico deficit di produzione olivicola. Con il sottocosto, però, si offende la dignità di imprenditori e lavoratori e si mettono in difficoltà gli operatori seri, che lavorano per offrire un prodotto buono, salutare e sicuro”.

L’ipotesi dell’Associazione è stato anche oggetto di un emendamento, presentato negli scorsi giorni dall’On. Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura presso la Camera dei Deputati, al Disegno di legge sull’etichettatura  e la tracciabilità dei prodotti agricoli e agroalimentari, in discussione a Montecitorio. L’emendamento non è stato approvato e integrato nel testo finale del disegno di legno, ma il presidente ha ribadito, di fronte alla commissione parlamentare, l’importanza di approfondire il tema, allo scopo di ridare valore al comparto.

“Ringraziamo l’On. Gallinella per aver preso a cuore la nostra proposta – ha dichiarato la presidente degli industriali – speriamo vivamente che l'emendamento possa essere ridiscusso a breve in aula. La nostra battaglia non si ferma qui e ci conforta sapere che, in Italia ed in Europa, sia finalmente entrata nell’agenda politica”. 

 

OO M - 10-06-2019 - Tutti i diritti riservati

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