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Cosa accade nel mondo

Si registra un record produttivo di olive destinate alla oleificazione per il Marocco, con una crescita del 47,8 per cento, mentre in Spagna si intuirebbe un calo del 10 per cento. Diversamente, in Portogallo c’è più ottimismo. E intanto dal Coi, il Consiglio olivicolo internazionale, c’è attesa per l'armonizzare dei criteri dei panel di degustazione e lo studio degli attributi negativi degli oli. Attenzioni anche per le olive da tavola da parte della stampa internazionale

Mariangela Molinari

Cosa accade nel mondo

Sono numerose le testate, anche non specializzate (da Aujourd’ou Le Maroc a medias24.com), che questa settimana riportano la produzione record di olive attesa in Marocco per la campagna 2017-18: 1,56 milioni di tonnellate, con una crescita del 47,8% rispetto alla precedente.

Non sono altrettanto rosee le previsioni nella Penisola iberica. Su cadenaser.com leggiamo, infatti, che il persistere della siccità potrebbe portare a un calo del 10% nella produzione di olive. Questo, almeno, stando a quanto affermato da Juan Vilar, assessore ed esperto in gestione degli uliveti, in occasione di un incontro organizzato da Oleicola Jaén. A oggi pare che la raccolta di olive possa raggiungere 2,7 milioni di tonnellate, ma con il passare dei giorni senza pioggia la cifra non può che diminuire.
Le conseguenze si faranno naturalmente sentire anche sul fronte dei prezzi, che non potranno che scendere, per poter competere con Italia, Marocco e Grecia, dove la situazione climatica, per quanto critica, è stata migliore di quella registrata in Spagna.
Anche le previsioni pubblicate su diariojaen.es concordano con queste stime.

Passando su Mercacei, troviamo le aspettative del Portogallo, che, ben più ottimista della Spagna, si attende una raccolta di gran lunga superiore a quella dello scorso anno. Stando, però, a quanto ha dichiarato al giornale Alberto Serralha, CEO di Sociedade Agrícola Ouro Vegetal, S.A. (SAOV), non pare probabile che possano essere superate le cifre della campagna 2015-16.
Complice la mancanza di piogge e il caldo elevato, anche in Portogallo, comunque, gli uliveti non irrigati hanno subito un notevole stress. Il risultato sono olive di piccolo calibro, nere e con un contenuto inferiore di olio. Ben diversa è la situazione negli uliveti irrigati: in quelli senza limitazioni idriche la raccolta si prospetta “favolosa”, tanto che non poche tenute potranno festeggiare un anno record. In quelli, invece, soggetti a limitazioni, la situazione è meno ottimistica. A meno che non piova a breve, risollevando in tal modo la situazione.

Cambiamo argomento ma restiamo su Mercacei, dove si riporta che il COI, il Consiglio olivicolo internazionale, ha previsto un meeting nella sua sede di Madrid per la seconda metà di ottobre, in cui sarà esaminata la possibilità di armonizzare i criteri dei panel di degustazione e lo studio degli attributi negativi riferiti ai difetti organolettici dell’olio di oliva.

È ancora lo scarso raccolto atteso in Spagna a occupare le pagine di Olimerca, dove, in particolare, si riportano gli ultimi dati elaborati dal Coi, relativi al segmento delle olive da tavola. Il trend è decisamente negativo. In questa campagna, infatti, si prevede una caduta del 5%, che porterà la produzione ad assestarsi sulle 540mila tonnellate.
Decisamente migliori appaiono, invece, le prospettive dell’Egitto, che potrà contare su un raccolto di 650mila tonnellate di olive, con una crescita del 30% rispetto alla campagna precedente. Anche in altri Paesi gli incrementi di produzione sono interessanti. A cominciare dalla Turchia, che con 450mila tonnellate ha messo a segno +4%, seguita dalla Grecia con 235mila tonnellate (+31%), dal Marocco con 120mila tonnellate (+9%), dall’Argentina con 105mila (+10%), Giordania con 35mila (+52%) e Tunisia (+27% per 28mila tonnellate). D’altro canto, invece, in Algeria è attesa una caduta del 20%.
Con questo scenario, la produzione mondiale per la campagna 2017-18 viene stimata attorno ai 2.951.500 tonnellate: una cifra record, superiore del 3% rispetto allo scorso anno. La Spagna, comunque, si prepara ad affrontare un’annata non semplice, sia per la concorrenza da parte degli altri Paesi produttori, sia per le possibili misure anti-dumping che gli Usa potrebbero mettere in atto, a seguito dell’indagine sulla presunta concorrenza sleale di alcuni produttori spagnoli, che, secondo gli agricoltori Usa, avrebbero venduto olive nere iberiche a prezzi inferiori negli Stati Uniti rispetto al mercato spagnolo.

 

 

La foto di apertura è di Wooe

Mariangela Molinari - 10-10-2017 - Tutti i diritti riservati

Mariangela Molinari

Giornalista professionista, vive e lavora a Piacenza. Ha studiato lingua e letteratura tedesca presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e verde ornamentale e tutela del paesaggio presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna. Si occupa da tempo di alimentazione, ospitalità, giardini e ambiente, collaborando con varie testate specializzate. Per Terre di mezzo Editore ha pubblicato I trucchi del birraio. Manuale pratico per fare la birra perfetta (2014) e Olio di palma. La verità sull'ingrediente che ha invaso le nostre tavole (2016).

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