Mercoledì 20 Giugno 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

Cosa significa il primo maggio

L’aver festeggiato questa giornata, oggi, è servito innanzitutto per riflettere su come il lavoro che non c'è si possa creare. L’imprenditoria non è un’erba spontanea che cresce e si espande in maniera naturale. Si tratta di iniettare una cultura imprenditoriale (che manca) e un atteggiamento di autodisciplina. Le paure vanno superate: non c’è alcuna contraddizione tra il recupero del legame con il territorio e l’internazionalizzazione dell’economia

Alfonso Pascale

Cosa significa il primo maggio

Si può creare lavoro se si ristabilisce un rapporto di fiducia tra le istituzioni e la società locale che si autorganizza per sprigionare il potenziale produttivo del proprio territorio. Si tratta di iniettare cultura imprenditoriale che manca: quell’autodisciplina per acquisire costanza, ingegnosità, conoscenza del contesto, capacità di inventare un’idea e pilotarla verso il successo. Ma non basta combinare imprenditorialità, organizzazione e contabilità aziendale. Occorre affrontare le dimensioni psicologiche, antropologiche, sociologiche, sociali, storiche, identitarie, ecc., della creazione del lavoro.

L’imprenditoria non è un’erba spontanea che cresce e si espande in maniera naturale. È il risultato di processi motivazionali che vanno stimolati, accompagnati e orientati verso le migliori pratiche, tenendo conto delle vocazioni e prerogative territoriali. È il frutto di legami comunitari, di beni relazionali, di fiducia da tessere costantemente. È l’esito di una guerra gigantesca da fare tutti i santi giorni contro la mentalità e la pratica assistenzialistica, che è causa ed effetto del clientelismo, della corruzione e dell’illegalità.

La capacità imprenditoriale è un valore che va coltivato come componente fondamentale di quell’aspirazione dell’uomo a incivilirsi, a elevarsi, mediante un percorso tortuoso che non ha mai fine per evitare di correre il pericolo di tornare indietro verso la barbarie. È un valore civile che caratterizza chi non agisce mai per mero profitto e non intende mai la sua impresa semplicemente come una macchina per far soldi, ma come qualcosa che esprime la sua identità e la sua storia; la responsabilità di dare un apporto diretto alla promozione della giustizia; la gioia di donare qualcosa ad altri oltre il dovuto in una relazione di reciprocità incondizionata. È ricerca continua dell’innovazione e del cambiamento che si contrappone energicamente alla semplice ripetizione della vita. È conseguimento, consolidamento e superamento di un risultato, cioè di un esito certo e misurabile di un’azione che ne convalida l’efficacia. È dinamismo, non è mai un punto di arrivo e neppure un plafond ormai assodato su cui si può sostare (e magari addormentarsi sugli allori).

Per essere dei buoni imprenditori bisogna abbandonare ogni visione centralistica dello Stato e dell’economia (tutto deve arrivare dall’alto) e praticare invece un federalismo democratico dal basso, come approccio alla costruzione di buone e sane relazioni di ognuno con le altre persone, con la comunità e con le istituzioni. La capacità imprenditoriale è anelito a conoscere altre culture e a mettere a disposizione la propria per produrre collaborazioni, processi di ibridazione, contaminazione, costruzione di novità. È superamento di ogni provincialismo, di ogni visione autarchica e neonazionalista per aprirsi alla relazione Italia-mondo, all'interazione tra culture, alla cooperazione tra le diverse comunità che vivono in Paesi differenti.

Non c’è alcuna contraddizione tra il recupero del legame con il territorio e l’internazionalizzazione dell’economia. Solo gli integralisti che difendono le proprie botteghe – in un mondo dove convive una pluralità di ethos del mercato e di modelli produttivi e di consumo – mettono in contrapposizione questi due elementi per tutelare i propri interessi particolari. La capacità imprenditoriale è un processo civilizzante di relazioni interpersonali e di conoscenza per superare lo stato di cose esistente e immaginare il futuro con ragionevoli speranze.

Tutti possiamo contribuire a creare lavoro se impariamo a effettuare le nostre scelte di consumo di beni e servizi, premiando le imprese civili e partecipando - in quanto consum-attori - alla realizzazione di progetti imprenditoriali fondati sulla buona occupazione. Ma questo presuppone la ricostituzione di un tessuto comunitario che è stato distrutto. La festa del primo maggio deve, pertanto, farci riflettere su come favorire la tessitura di nuove relazioni tra comunità, società civile e istituzioni intorno ad un progetto condiviso di società, di economia e di mercato, che metta al centro le persone, e ad un'idea di sviluppo come processo di espansione delle libertà reali godute dagli esseri umani.

 

 

In apertura: Renato Guttuso, Contadini al lavoro, 1950

 

Alfonso Pascale - 01-05-2016 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Non solo biologico, anche biodinamico

Non solo biologico, anche biodinamico

È l’extra vergine del Podere Forte, un Dop Terra di Siena che poggia sugli elementi cardine del germoplasma olivicolo toscano, ovvero la triade varietale Frantoio, Moraiolo, Leccino, unitamente a una parte di Olivastra Seggianese. Un olio a tutto tondo, versatile, dal fruttato medio > Maria Carla Squeo

RICETTE OLIOCENTRICHE
Corzetti o croxetti?

Corzetti o croxetti?

Valgono entrambi i nomi. Si tratta di una pasta tipica della cucina ligure, composta da acqua, farina di grano e sale. Si abbina benissimo alla cipolla egiziana ligure cruda, come pure a una crema di peperoni e al tartufo nero della Val Bormida. Immancabile l'olio extra vergine di oliva Taggiasca in purezza > Marco Damele

EXTRA MOENIA
Diventare dei bravi e competenti assaggiatori di olive? Si può

Diventare dei bravi e competenti assaggiatori di olive? Si può

Dal 27 al 29 giugno, un corso realizzato secondo i criteri e le modalità stabiliti dalle linee guida per la formazione dei panel leader e dei giudici di analisi sensoriale delle olive da tavola del Consiglio Oleicolo Internazionale a Bologna, a cura dell'Università di Bologna e Serinar, con la regia del panel leader Coi Roberto De Andreis

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

La cultura dell’olio attraverso gli chef

Il mondo della ristorazione oggi è molto vivace, dinamico e attento. A sostenerlo, in una intervista rilasciata nell’ambito della prima edizione del Forum Olio & Ristorazione (a Milano, il 28 maggio 2018), è stata Maria Francesca Di Martino. Preziose le sue considerazioni, molto utili al fine di capire come procedere con un corretto impiego degli oli extra vergini di oliva in cucina. Ed ecco allora, dalla Puglia, gli oli a marchio “Schinosa”: gli extra vergini da olive Coratina, più complessi e non adatti a tutti gli utilizzi, e quelli ottenuti invece dalla cultivar Peranzana, molto più morbidi e facili da abbinare

BIBLIOTECA OLEARIA
OOF International Magazine numero 4

OOF International Magazine numero 4

Una monografia interamente dedicata agli abbinamenti olio/cibo. Ogni numero un tema specifico. È la rivista trimestrale cartacea di Olio Officina, in edizione bilingue italiano/inglese