Sabato 16 Febbraio 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Fatti, non solo parole

Le risposte, concrete, del Fooi alle difficoltà dell’ultima campagna olearia. Cosa significa dire olio? Tante cose, tra cui ambiente e salute. Ecco perché la Filiera olivicola e olearia italiana si è riunita a Roma per valorizzare l’olio 100% italiano. L’acquirente, in sostanza, paga al produttore 40 centesimi al kg in più sul prezzo medio dell’extra vergine di produzione nostrana. Presto, inoltre, la costituzione di un Comitato tecnico scientifico, e, soprattutto, un confronto con Gdo e associazioni dei consumatori 

OO M

Fatti, non solo parole

Riportiamo integralmente, a beneficio di chi legge, una nota stampa diffusa da Next, dove si fa il punto su quanto è emerso dall’incontro di giovedi 6 dicembre a Roma, presso la sede del Ministero delle Politiche agricole.

In che modo si può lavorare insieme per garantire il giusto valore all’olio extra vergine di oliva italiano? In che modo si possono educare i consumatori? Come si può costruire, insieme alla grande distribuzione organizzata, una strategia di promozione costante e duratura del prodotto principe della dieta mediterranea?

La Filiera Olivicola Olearia Italiana (FOOI) ha organizzato nella Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole un importante momento di riflessione con il contributo scientifico di esperti nutrizionisti.

All’interno del FOOI si sono unite le associazioni più rappresentative della produzione come Italia Olivicola e Unapol, le uniche due realtà associative della trasformazione Aifo e Assofrantoi, e l’unica associazione dell’Industria olearia italiana Assitol: si sta realizzando un concreto progetto di filiera dal campo alla tavola.

Il contesto è quello di un’annata difficile, con perdita fino al 70% del prodotto, con una crisi del comparto produttivo che si è ancora di più acuita.

Le risposte? Attraverso il FOOI, marchio 100% italiano, l’acquirente paga al produttore 40 centesimi al kg in più sul prezzo medio dell’olio extra vergine di oliva 100% italiano di alta qualità, rilevato dalla Borsa merci di Bari al momento della compravendita. “E’ un risultato importante per i tanti olivicoltori alle prese con numerosi problemi stagionali che ne hanno compromesso il raccolto - ha sottolineato il presidente Fooi, Paolo Mariani. Allo stesso tempo, gli industriali, puntano con decisione sull’eccellenza del prodotto italiano che per le le sue proprietà nutraceutiche non ha eguali nel mondo”. 

Insomma, ecco una azione concreta a favore del made in Italy.

Le prossime azioni? Si aprirà il confronto con la Grande Distribuzione Organizzata e con le Associazioni dei consumatori per rappresentare al meglio tutte le realtà interessate dal settore olivicolo. Gli uliveti, come ha evidenziato il prof. Salvatore Camposeo dell’Università di Bari, hanno anche una importanza ambientale e non solo produttiva. 

Il rapporto fra olio di qualità e salute è strettissimo e scientificamente provato, come ha ricordato la nutrizionista Elisabetta Bernardi. Procedendo in questa direzione, il Fooi costituirà un Comitato tecnico scientifico.

Intanto, la casa Olearia Carapelli SpA, continuerà a sostenere il progetto di filiera per il 100% made in Italy attraverso il suo prodotto premium “Il Nobile”, che, ricorda Anna Cane, direttore scientifico e affari pubblici Deoleo, a maggio 2018 è stato il primo olio extra vergine di oliva proveniente da aziende degli associati del Fooi. 

All’evento, moderato dal giornalista Attilio Romita, hanno partecipato Franco Manzato, sottosegretario alle Politiche Agricole, e l’on. Filippo Gallinella.

 

 

Si ingrazia per la notizia Antonella Millarte. La foto è di Olio Offcina

OO M - 07-12-2018 - Tutti i diritti riservati

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