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Gli olivi delle aziende di marca

In tanti si sono fatti l’idea, completamente infondata, che le grandi aziende confezionatrici siano estranee alla produzione di olive e olio. Non è così. Ecco per esempio il caso dell’azienda umbra Pietro Coricelli Spa, con oltre cento ettari di oliveti con ben oltre 132 mila piante di olivo

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Gli olivi delle aziende di marca

A volte si associa l’azienda di marca all’idea che siano imprese del tutto estranee al mondo della coltivazione degli olivi e invece molto spesso si hanno solo pregiudizi, frutto di una visione distorta.

Sono affermazioni che spesso si ascoltano, per segnare la differenza tra chi produce realmente e chi confeziona e vende. Allora, per capire se sia sempre e davvero così, ecco l’esempio di una impresa spoletina, dove in Umbria ha un oliveto tradizionale e un oliveto con sistema super intensivo. L’azienda è la Pietro Coricelli Spa. Era il 1939 quando gli oli di Pietro Coricelli fecero il proprio debutto sulle tavole dei consumatori. Oggi la Pietro Coricelli è tra le più grandi aziende olearie in Europa ed esporta in oltre 110 paesi del mondo, rappresentando uno tra i marchi italiani più distribuiti a livello globale.

 

GLI OLIVI DI CORICELLI

L'oliveto tradizionale è collocato sul terreno del Barbarossa, che è poi la tenuta di famiglia dei Coricelli. È l’uliveto dal quale è ricavato l’olio extra vergine di oliva La Riserva del Presidente, un 100%  Italiano di altissima qualità, come dichiarano in azienda. È l’olio che ha riscontrato i consensi della giuria del concorso Le Forme dell’Olio 2018. Questo oliveto consta di circa 2200 piante su una superficie complessiva di sei ettari. Gli olivi sono disposti secondo un sesto di impianto 6x6.
 
 
Poi c’è l'oliveto super intensivo, che comprende ben 130 mila piante di ulivo e che può compensare fino al 5.7% di emissioni di CO2. Si tratta di un investimento che risale al 2010, quando il gruppo Pietro Coricelli ha inteso investire in una coltivazione super intensiva di ulivi coprendo una superficie di circa 100 ettari attorno all'impianto industriale. Questo terreno consente la produzione di olio d'oliva di alta qualità e permettere di servire la nicchia di mercato che ricerca questo tipo di prodotto, con conseguente rilevante redditività.
La società spoletina crede nella grande importanza di questo investimento, anche come test per importare le migliori pratiche agricole spagnole (il cosiddetto "oliveto a spalliera") anche in Italia, attività che potrebbe essere utile per un ulteriore processo di integrazione della catena di approvvigionamento.
Nondimeno, l'olivicoltura per i Coricelli è parte di un progetto che mira alla protezione della terra e alla sua tradizione e comunità in un'ottica di crescita sostenibile.
Proprio per questo è la prima compagnia olearia italiana ad aver implementato, dal 2010, un progetto di responsabilità sociale e ambientale al fine di ridurre le emissioni di CO2 nei propri impianti

OO M - 01-05-2018 - Tutti i diritti riservati

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Gli oli "speciali" fanno crescere in Italia la Pietro Coricelli Spa

Il primo semestre si chiude con un fatturato di circa 63 milioni di euro e un aumento del 20% rispetto allo scorso anno. Una linea di successo, "Ethnos", che comprende Chia, Cocco, Argan, Avocado, Sesamo, Noce, Zucca, Canapa e Lino. Ma vi sono anche gli oli certificati Vegan OK, biologici e di sola spremitura, scelti dalle maggiori catene distributive italiane 

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Una monografia interamente dedicata agli abbinamenti olio/cibo. Ogni numero un tema specifico. È la rivista trimestrale cartacea di Olio Officina, in edizione bilingue italiano/inglese