Martedì 18 Febbraio 2020 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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I tanti ostacoli alle importazioni d’olio italiano in Germania

Nonostante la libera circolazione delle merci in Unione europea, la Gdo tedesca sta ponendo serie difficoltà alle imprese italiane invitandole a riportarsi indietro le merci, soprattutto da quando, negli ultimi mesi, sono state introdotte le verifiche merceologiche mediante risonanza magnetica nucleare. A gestire il tutto, e in esclusiva, sono i Laboratori Eurofins. Ad oggi non si sa come funzionino i controlli e con quale grado di precisione/attendibilità vadano considerati i risultati. Il danno è enorme, anche perché non sussistono possibilità di contraddittorio

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I tanti ostacoli alle importazioni d’olio italiano in Germania

Restando in tema di controlli (questa volta non ufficiali ma di qualifica dei fornitori) mediante l'applicazione di metodi non ufficiali e sperimentali, si segnala la indefessa attività della GDO tedesca rispetto agli oli di importazione italiana.

Dietro la condivisibile preoccupazione di tutelare il consumatore sotto il profilo salutistico, negli ultimi tre anni è stata condotta una strenua battaglia contro gli oli minerali. Ma per la rilevazione/quantificazione degli stessi mancava un metodo se non ufficiale, standardizzato, circostanza che ha portato i laboratori a faticosissime pratiche di sperimentazione, allineamento, confronto più o meno sincero, mentre sul mercato tra chi li rilevava e chi non li rilevava le aziende esportatrici venivano invitate a riportarsi indietro le merci.

Mancava uno studio serio sull'effettivo impatto tossicologico degli oli minerali soprattutto se si considera che il loro monitoraggio all'interno degli oli da olive deve essere compiuto considerando che questi sono dei condimenti e non se ne consumano quantità ingenti al giorno.
Mancavano e mancano dei limiti legali. Esistono solo limiti contrattuali (da capitolato) o linee guida diventate legge che stabiliscono limiti talvolta ingiustificatamente restrittivi.

La conseguenza è stata un drastico ridimensionamento delle esportazioni verso la Germania per la difficoltà di trovare forniture idonee per non parlare della difficoltà a mettere in contatto laboratori interni, laboratori italiani con laboratori tedeschi (quelli che fanno da supporto consulenziale alla Gdo tedesca e con i quali è molto difficile instaurare un dialogo).

Oggi dopo qualche anno, la riflessione scientifica sugli oli minerali continua. Ogni laboratorio si è organizzato mettendo a punto metodi analitici interni, si lavora a una standardizzazione degli stessi, i tedeschi hanno tirato giù delle linee guida che offrono a tutti la possibilità di allinearsi (o in alternativa di restare fuori dai giochi commerciali).  

Le imprese si sono impegnate al massimo per trovare e proporre forniture idonee. Una parentesi di quiete per il mercato oleario.

Quando ecco che negli ultimi mesi la Germania ha introdotto il tema delle verifiche merceologiche mediante risonanza magnetica nucleare. Questa analisi, eseguita in esclusiva dai Laboratori Eurofins e mediante RMN Bruker viene utilizzata per la prima volta per fare una valutazione di identità merceologica degli oli e per mettere a confronto l'olio proposto nel "lotto madre" con l'olio distribuito mediante i "lotti figli".

Questa tecnica analitica fino ad oggi è stata studiata ed utilizzata per la caratterizzazione di isotopi che permettessero di individuare e caratterizzare cultivar specifiche e dunque effettuare controllo sulle Dop.
Non era mai stata utilizzata per la caratterizzazione merceologica degli oli.
Ad oggi non si sa dunque come funziona, con quale precisione/attendibilità dei risultati, il ruolo e le caratteristiche della banca dati che vi è necessariamente collegata.

Nel frattempo che si faccia chiarezza su tutto ciò, accade che la merce controllata alla RMN che non risulta coerente con il lotto madre (scelto dalla GDO al momento del contratto), viene mandata indietro.
È impossibile per l'esportatore ottenere riscontri presso i laboratori di fiducia o i laboratori interni, anche perché si tratta di una strumentazione scientifica molto cara e di costosissima gestione e manutenzione.
Quindi non sussistono possibilità di contraddittorio e chi viene contestato dovrà riportarsi la merce a casa.

Questa tecnica che forse risulterà utile in futuro per velocizzare i tempi di analisi degli oli destinati a circolare sul mercato, che costituirà probabilmente un valido supporto contro le frodi commerciali, oggi è utilizzata come strumento di interferenza alla circolazione delle merci, nelle mani di laboratori che lavorano in esclusiva mediante applicazione di metodi non ufficiali, non condivisi, inaccessibili. A spese della filiera italiana.

OO M - 11-02-2020 - Tutti i diritti riservati

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