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I turbamenti degli olivicoltori

Alcuni esponenti del mondo olivicolo sono fortemente critici nei confronti dell’accordo Federolio/Coldiretti/Unaprol. Per esempio, i presidenti Unasco, Cno e Assoproli Bari. Alcuni epiteti? Intesa farlocca, patto scellerato, accordo perverso, folle complotto, inganno. Ma c’è chi lancia anche una petizione on line, parlando addirittura di attentato alla salute dei consumatori e di un crimine, evocando con spensieratezza la parola cancro

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I turbamenti degli olivicoltori

Per dovere di cronaca riportiamo integralmente le note stampa di alcune organizzazioni di olivicoltori, ma ci guardiamo bene dal ritenerle degne di rispetto, perché troviamo avvilente, offensivo e di basso profilo morale speculare su questioni delicate e complesse, riguardanti il futuro del comparto oleario italiano e alzare i toni oltre il necessario, seppure sia comprensibile il disagio manifestato. Leggere espressioni infelici e triviali come “attentato alla salute dei consumatori” è estremamente scorretto e diseducativo, e noi prendiamo le distanze da questo modo volgare e inopportuno di fare comunicazione.

 

LA VOCE DI UNASCO

OLIO: IL CANCRO DELL’ITALIAN SOUNDING VIENE DALL’INTERNO

In medicina le cellule che per crescere all’interno di un organismo divorano le cellule sane, viene comunemente definito cancro. Prima si diagnostica, prima si interviene, più sono le probabilità che questo tumore non prenda il sopravvento portando alla morte dell’intero organismo.

È quel che sta accadendo nel settore olivicolo, in cui certa industria e organizzazioni compiacenti, stanno cercando di demolire le fondamenta del prodotto simbolo del made in Italy: l’olio extravergine di oliva.

Mentre il nuovo Governo sta avanzando iniziative e proposte per la difesa dei prodotti agroalimentari del made in Italy, anche in un contesto commerciale internazionale in cui si riaffacciano i dazi doganali, e mentre in Parlamento si avanza una proposta per l’istituzione di un Ministero per il made in Italy, Unaprol-Coldiretti e Federolio, lanciano un attacco frontale contro genuinità, caratteristiche nutraceutiche e tracciabilità dell’olio 100% italiano.

A denunciarlo è Luigi Canino, presidente Unasco, il consorzio nazionale dei coltivatori e produttori olivicoli, uno dei promotori della Filiera olivicola olearia italiana, la soluzione strategica messa in campo dal nostro Paese per rilanciare il settore oleario e olivicolo sulla scena interna e internazionale, giocando la carta della qualità.

“Dopo aver mantenuto posizioni di guida nella Filiera, mantendola volutamente inoperosa, Unaprol e Federolio ne sono usciti per poter aggredire il mercato con iniziative contro cui chiediamo l’intervento del Governo, del Parlamento, per difendere i diritti dei cittadini e dei consumatori alla trasparenza e alla genuinità” esclama il presidente Canino.

“Le parole sono importanti e il mercato olivicolo ha bisogno di parole veritiere come di prodotti genuini e trasparenti. Sono anni che combattiamo chi utilizza l’italian sounding spacciando per italiani prodotti che italiani non sono, e ora Coldiretti attraverso il suo satellite Unaprol e Federolio si mettono a ingannare i consumatori con un italian sounding interno! Se scorriamo il vocabolario apprendiamo che itàlico è un aggettivo che si riferisce al territorio e alla cultura, nonché – se abbinato a diritto - il complesso dei privilegi (proprietà del suolo, esenzioni, ecc.) accordati specificamente a colonie di cittadini romani, e anche a comunità provinciali, situate cioè fuori d’Italia. L’uso della definizione Italico è, nella migliore delle ipotesi, un inganno per i consumatori. Dai produttori ai frantoiani, ai confezionatori all’industria onesta, come FOOI, siamo impegnati nel proporre ai consumatori oli 100 per cento made in Italy, tra i quali ogni persona può scegliere il proprio olio, consapevole di acquistare un olio italiano, di olivi coltivati in Italia con olive molite in Italia. Miscelare il nostro olio per nobilitare prodotti provenienti dall’estero e dalle incerte garanzie sul piano della sicurezza alimentare, è un crimine, anzitutto contro la nostra identità nazionale, contro il nostro patrimonio agroalimentare, contro la nostra tradizione, contro la nostra salute.”

“Metteremo in campo qualsiasi iniziativa anche clamorosa – conclude il Presidente Unasco -pur di arrestare l’imbarbarimento dell’olio extravergine italiano in nome del profitto di pochi. Gli italiani e i consumatori di tutto il mondo hanno diritto alla qualità e alle caratteristiche nutraceutiche del nostro olio.

Il lavoro della Filiera – che dopo l’abbandono interessato da parte di Coldiretti-Unaprol e di Federolio – ha ripreso vigore e slancio, prosegue per portare sulla scena internazionale la via italiana alla qualità e alla trasparenza, che parte dall’olio ma che poi potrà fare da linea guida per tutti gli altri prodotti dell’eccellenza italiana.

Affidiamo al Governo e al Parlamento la difesa dell’interesse pubblico del nostro oro verde.

Senza questo impegno, il made in Italy rischia di subire un danno senza precedenti. Chiediamo di poter collaborare con le istituzioni per il rilancio del settore e la piena applicazione del Piano Olivicolo Nazionale.

Roma, 27 giugno 2018

 

LA VOCE DI CNO

COLDIRETTI SDOGANA LE MISCELE DI OLI ITALIANI CON OLI COMUNITARI ED EXTRACOMUNITARI. ATTENTATO ALL’ITALIA, AI PRODUTTORI E ALLA SALUTE DEI CONSUMATORI” 

“L’accordo di filiera farlocco siglato tra Coldiretti/Unaprol e Federolio è un attentato all’Italia, ad uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, l’olio extravergine d’oliva, ai produttori del nostro Paese e alla salute dei consumatori”.

Non usa giri di parole il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, per commentare il patto tra Coldiretti e Federolio presentato questa mattina a Roma.

“La gravità di questa iniziativa deriva dal fatto che alcune aziende, per logiche di profitto e di mercato anche legittime dal loro punto di vista, tentano di arrivare allo sdoganamento delle miscele di oli (italiano con comunitario ed extracomunitario), auspicata per anni e dal mondo della produzione sempre osteggiata, con la subdola connivenza di Coldiretti, palesatasi in maniera chiara con le parole del Segretario Generale, Vincenzo Gesmundo”, ha rimarcato Gennaro Sicolo.

In particolare, Gesmundo, schernendo chi produce il 100% italiano a cui“daremo la palma con la biga sulla via che porta verso Roma”,  durante il suo intervento ha parlato di un “accordo di filiera che parte da circa 4 euro/kg”e ha svelato di considerare “patriottiche quelle imprese olivicole e industrie olivicole italiane che tenderanno nel brevissimo tempo ad arrivare a blend che contengono il 50% di olio extravergine italiano”, ribadendo che “per me il massimo del Made in Italy è quella industria che possa dimostrare che all’interno dei suoi blend c’è almeno il 50% di olio extravergine d’oliva italiano”.

“Il lavoro degli olivicoltori, secondo Gesmundo, vale circa 4 euro al Kg, ben al di sotto dei costi di produzione (4,80 €/Kg al Sud, 7 €/Kg al Centro, 9 €/Kg al Nord), la Coldiretti svende la dignità dei pochi produttori olivicoli che gli sono rimasti– ha sottolineato il Presidente Sicolo -. Caro signor Gesmundo, di cosa sta parlando? Faccia vedere la sua busta paga agli olivicoltori che lottano ogni giorno contro tutti i problemi che attanagliano il settore, a partire dalla xylella, e vediamo cosa ne pensano i veri custodi della nostra storia millenaria”.

“Ci opporremo in ogni modo a questo folle complotto che il Presidente di Federolio ha chiamato “Italico”, un “italian sounding” camuffato che mira ad uccidere la straordinaria ed unica varietà italiani di oli monovarietali, Dop, bio, Igp che costituiscono la ricchezza dell’olivicoltura italiana”, ha continuato Sicolo.

“In un periodo in cui anche altri Paesi produttori come Spagna, Grecia, Tunisia copiano il sistema italiano basato sulla segmentazione del mercato in base alla ricchezza delle singole peculiarità, sdoganare una miscela con olio italiano, comunitario ed extracomunitario significa esattamente azzerare il valore commerciale rappresentato dalla grande qualità unanimemente riconosciuta del prodotto italiano”, ha messo in evidenza il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.

“Lanciamo subito una petizione online per dire no a queste squallide miscele, per salvare l’olio extravergine d’oliva italiano e tutelare i produttori e consumatori”, ha rimarcato Sicolo.

“Non ho motivo di dubitare che lo stesso Ministro Centinaio, ma anche il Presidente Conte, il Ministro Salvini, il Ministro Di Maio, e tutti coloro che vogliono bene davvero all’Italia, porranno la loro firma su questa petizione e, dopo le rassicuranti parole di questo inizio di Legislatura, si impegneranno concretamente per salvaguardare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana e garantire produttori e consumatori da queste intenzioni scellerate”, ha concluso Gennaro Sicolo.


Roma, 28 giugno 2018

 

LA VOCE DI ASSOPROLI BARI

IL MADE IN ITALY A METÀ 

“Certo che spacciare per traguardo storicol'Intesa di Filiera per l'Olio di Oliva, recentemente raggiunta da Coldiretti, Unaprol, Federolio e Fai, significa aver perso davvero il senso della misura”.

Non gira attorno al problema Franco Guglielmi, presidente di Assoproli e dell'antico Oleificio Cooperativo I Tre Campanili di Andria. E contesta con decisione – con ciò unendosi alla levata di scudi di Gennaro Sicolo, presidente nazionale del C.N.O. - il patto scelleratoposto in essere da Coldiretti e Federolio.

“La regia di Coldiretti – attacca Guglielmi - ha un unico obiettivo concreto: arrivare più in fretta possibile allo sdoganamento di miscele di oli (italiano più comunitario o extracomunitario), inseguito per anni e sempre osteggiato dal mondo della produzione”.

“Quella raggiunta è un'intesa farlocca, per la quale il made in Italy è di fatto dimezzato – basterà infatti un blend con almeno il 50% di extra vergine italiano – e che va decisamente contro la remunerazione del lavoro degli agricoltori. Il prezzo politico di 4 euro al kg viene fissato d'imperio ed è ben al di sotto dei costi di produzione, in un frangente in cui la nostra olivicoltura versa in condizioni di grande ed oggettiva difficoltà”.

“Nessun atteggiamento ostile – continua Guglielmi – verso gli imbottigliatori e gli industriali, perché ognuno fa il suo mestiere. Ma il nostro mestiere è quello di tutelare senza remore il prodotto nazionale, l'olio di oliva italiano, e allo stesso tempo di schierarci al fianco dei produttori e dei consumatori, cioè al fianco della qualità e della salute.”

“Per questi motivi - conclude Guglielmi - Assoproli è compatta al fianco di CNO e del suo presidente ed è pronta a sostenere la petizione on line già lanciata con successo sul web. Confidiamo che il vento di rinnovamento che arriva dal nuovo Governo serva a spazzare via il perverso accordo Coldiretti/Federolio e che il neo ministro dell'agricoltura provveda per tempo a mettere in sicurezza il già sofferente comparto dell'olivicoltura. Quella italiana in generale, e quella meridionale più in particolare”. 

Infatti, nei prossimi giorni sono programmate riunioni nelle cooperative socie per decidere ulteriori azioni da intraprendere.

Bari, 3 luglio 2018

 

 

La foto di apertura è di Olio Officina

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