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L’innovazione vince

Al seminario organizzato dal consorzio Ceq in Puglia, sulle nuove tecnologie e sui modelli di consumo per gli extra vergini di oliva di alta qualità italiani, è emerso un quadro interessante. Con l’occasione sono state presentate le iniziative promozionali in corso negli Stati Uniti d’America e in Giappone, in collaborazione con QvExtra International, l’associazione spagnola partner di Ceq nel progetto

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L’innovazione vince

Si è tenuto martedì 19 Settembre ad Andria, presso l’Azienda Agricola Conte Spagnoletti Zeuli, il consueto appuntamento annuale di aggiornamento sulle attività poste in essere nell’ultimo anno dal Consorzio Ceq.

Al seminario, a cui hanno partecipato Mauro Meloni, Consorzio Ceq, Claudio Truzzi e Stefania DiTerlizzi, Metro Italia, Maria Lisa Clodoveo, Università di Bari, è seguita la tavola rotonda, moderata da Luigi Caricato, Direttore Olio Officina Magazine, a cui hanno partecipato il Conte Onofrio Spagnoletti Zeuli, Titolare Az.Agr. Conte Spagnoletti Zeuli, Elia Fiorillo, Presidente Ceq, Donato Rossi, Presidente Confagricoltura Puglia, Maria Grazia Minisci, Titolare Az. Agricola San Mauro, Zefferino Monini, Titolare Monini SpA e Nicola Pantaleo, Azionista Nicola Pantaleo SpA.

Innovazione e comunicazione sono state le parole chiave del seminario, durante il quale Ceq ha presentato le iniziative promozionali in corso negli Stati Uniti d’America e in Giappone in collaborazione con QvExtra International, l’associazione con sede in Spagna partner di Ceq nel progetto.

Il programma di promozione avrà come bersaglio giovani chef, ristoranti e negozi di qualità, oltre a opinion maker del settore alimentare, moda e salute che verranno raggiunti attraverso eventi a loro dedicati nei tre anni futuri.

Il seminario è stato anche l’occasione per ripercorrere le opportunità e l’attualità dell’iniziativa comune, che le due organizzazioni dei due paesi concorrenti hanno deciso di condividere per ottenere il riconoscimento e la differenziazione ufficiale dell’extra vergine di alta qualità, oggi certificato dalle due organizzazioni.

“Abbiamo messo insieme le cose che ci uniscono per impegnarci con più forza nella differenziazione dell’alta qualità” ha sottolineato Fiorillo, “perché una classificazione come questa attuale appiattisce tutti verso il basso e non rende giustizia alle aziende che si impegnano sulla qualità”
Un impegno che è già iniziato con le prime sperimentazioni avviate in 10 ristoranti romani dove Ceq Italia propone abbinamenti di extra vergini italiani di alta qualità in confezioni da 100ml, conservati in catena del buio e del freddo (facebook: CEQolioaltaqualità).

Innovare il modello di consumo degli oli EVO di qualità nei ristoranti in maniera radicale è anche l’obiettivo del progetto che la Professoressa Lisa Clodoveo dell’Università di Bari sta portando avanti con un gruppo di Chef pugliesi.

Perfetta sintonia tra l’impegno scientifico dell’Università e quello promozionale di Ceq nel rimuovere i paradigmi, purtroppo consolidati, di esporre bottiglie alla luce che passano di mano in mano. Un olio EVO di qualità richiede un’attenzione maniacale nel modo di conservarlo e presentarlo, ma se le sue fragranze arrivano integre nel piatto e meglio ancora se ad aggiungerle è lo stesso consumatore, allora ci troveremo un cliente positivamente sorpreso, emozionato e pronto a gratificare sia il ristorante che il produttore.

È di questa opinione anche Claudio Truzzi, Responsabile qualità di Metro Italia che da anni si è fatto promotore di una stretta alleanza tra Metro e Consorzio Ceq, non solo per migliorare l’efficacia dei controlli dei prodotti a scaffale, ma anche per avvicinare due diverse culture della qualità, con la consapevolezza che da un’alleanza possono nascere più sinergie e più valore per il consumatore e per la filiera, con la soddisfazione di tutti.

La tavola rotonda moderata da Luigi Caricato, che ha chiuso i lavori, ha offerto l’occasione di riaffermare ancora una volta la piena convinzione di Ceq che la rinascita dell’Italia olivicola è possibile solo attraverso il pieno riscatto di una leadership sulla qualità, una qualità inscindibile da quel patrimonio varietale e di conoscenze che quando sono insieme possono ancora fare la differenza sui mercati.

Per Ceq la difesa dell’olio italiano passa soprattutto attraverso la qualità, senza la quale l’origine perderebbe la sua forza distintiva. In chiusura dei lavori il Presidente Fiorillo ha ribadito che l’auspicio di Ceq è che altre realtà nazionali si convincano preso dell’urgenza di fare fronte comune per differenziare e promuovere una fascia alta tutta italiana e che si uniscano al Consorzio.

 

 

La foto di apertura è del Ceq

 

OO M - 24-09-2017 - Tutti i diritti riservati

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