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La diatriba sull'Italico

Dopo la nota stampa diffusa da Assitol, Federolio replica a sua volta. Nel blend frutto dell'accordo tra Coldireti/Unaprol/Federolio la componente di olio non italiano dovrà comunque rispondere a verificabili requisiti di eccellenza. L'olio, inoltre, sarà assoggettato a controlli effettivi e severi, qualcosa di profondamente diverso e distinto rispetto agli attuali blend, a tutela anche del consumatore

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La diatriba sull'Italico

Se ne sono accorti tutti, anche all'estero. C'è infatti grande fermento, ma possiamo parlare anche di tensione, intorno a quanto è stato presentato a Roma lo scorso 28 giugno, nel corso della convention Federolio presso Palazzo Rospigliosi, là dove si è presentato lo storico accordo tra le organizzazioni Federolio, Coldiretti e Unaprol. Dopo la nota stampa di Assitol (QUI), dal contenuto critico, riportiamo, a beneficio di chi legge, la nota stampa diffusa da Federolio in replica a quanto sostenuto da Assitol.

 

FEDEROLIO REPLICA A NOTA ASSITOL SU ACCORDO FEDEROLIO-COLDIRETTI-UNAPROL

Da una nota diffusa poco fa, Federolio apprende che Assitol (Associazione Italiana dell'Industria Olearia) guarda con stupore alla proposta presentata nell’accordo Federolio-Coldiretti - che punta a premiare un blend con un 50% di olio italiano - giudicata dall’Associazione una proposta che rischia di mandare ancora più in confusione il consumatore e che suscita perplessità nella filiera. 

Federolio dal canto suo rimane altrettanto stupita da queste dichiarazioni, considerato che non più tardi del mese di febbraio proprio Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva Assitol, esprime in un articolo pubblicato sul quotidiano Italia Oggi un identico concetto pro “Italico”: “Un Olio Italiano, frutto di blend con una percentuale minima di olio italiano (es. 30%)" per il quale Anna Cane – riporta il quotidiano - vorrebbe l'approvazione di un claim ad hoc. 

Premesso che il nome “Italico” è stato usato proprio dall’Assitol e si è imposto nella sintesi giornalistica, stupisce apprendere della presa di posizione di Assitol contro questo accordo, considerato che Federolio e Unaprol hanno parlato di ben un 50% di olio italiano garantito nelle confezioni di questo blend mentre l’Assitol si era fermata al 30%.

Rispetto a quello che è stato definito “Italico” Federolio tiene poi a precisare che questo prodotto, oltre a contenere il 50% di prodotto nazionale, avrà una componente di olio non italiano che dovrà comunque rispondere a verificabili requisiti di eccellenza; inoltre esso sarà assoggettato a controlli effettivi e severi, per cui sarà qualcosa di profondamente diverso e distinto rispetto agli attuali blend, a tutela anche del consumatore. 

Spiace infine constatare come strumentalmente non si sia spesa nemmeno una parola invece su quello che è stato il messaggio centrale della convention Federolio del 28 giugno – dove l’Assitol era tra l’altro presente – che è stato quello di valorizzare al meglio l’olio 100% italiano, prevedendo da parte della aziende aderenti a Federolio premialità importanti sul prezzo di base, che sono quelle previste dall’Accordo, e facendo sistema con il mondo della produzione per rilanciare l’olivicoltura italiana sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

E’ però singolare constatate che questi attacchi vengano da organizzazioni olivicole e industriali che siedono a un tavolo, quello della F.O.O.I., capace solo di alimentare polemiche sterili e risentite seguite a un accordo importantissimo e di valore storico quale quello che Unaprol e Federolio sono riuscite a concludere, considerato che alla F.O.O.I. si sono “accontentati” di molto meno sul piano dei rapporti tra un’industria olearia che si definisce “italiana”, anche se fortemente rappresentata da una multinazionale spagnola, e mondo olivicolo italiano.

 

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 La foto di apertura è di Olio Officina

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