Martedì 12 Novembre 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

La grande crisi della sansa

Anche se la quantità di prodotto è in aumento, per la prossima campagna, i sansifici sono a rischio. Le imprese del settore – secondo quanto sostengono in Assitol – risentono del livello troppo basso dei prezzi e di una concorrenza sleale da parte dei “furbetti delle rinnovabili”, i quali sottraggono l’olio contenuto nella sansa alla sua destinazione alimentare

OO M

La grande crisi della sansa

Noi di Olio Officina siamo sempre stati dalla parte di un bene prezioso qual è la sansa. Tanto prezioso da non essere compreso per il suo valore intrinseco. In molti infatti detestano sentir parlare di sansa, come fosse qualcosa di intrinsecamente negativo. È l’effetto di una mancanza di cultura da parte degli stessi operatori della filiera olivicola e olearia. La sansa è una risorsa preziosa che andrebbe valorizzata. Proprio per questo rilanciamo, dando la giusta evidenza, la nota stampa diffusa da Assitol, l’Associazione italiana dell’Industria olearia, riportando integralmente il testo a beneficio dei lettori.

 

Aumenta la quantità di sansa prodotta per la campagna 2019-2020, ma le aziende del settore continuano a soffrire, rischiando anche la chiusura. A denunciarlo è Assitol, l’Associazione italiana dell’Industria olearia, che rappresenta il comparto. In particolare, a preoccupare gli imprenditori è il basso livello dei prezzi, che rende poco remunerativa l’attività di estrazione dell’olio dalle sanse.

“Sembra un paradosso: l’alta produzione di quest’anno, unita ai prezzi bassi, ci sta mettendo in seria difficoltà – spiega Michele Martucci, presidente del Gruppo sansa dell’Associazione -. Lo scorso anno, la cattiva annata aveva prodotto una corsa alle biomasse. Quest’anno, invece, sono i prezzi bassi ad allettare quegli operatori, che, attratti dagli incentivi alle bioenergie, sottraggono materia prima alimentare alle aziende, creando una vera e propria distorsione di mercato, sia in Italia che all’estero”. Purtroppo, anche per la campagna in corso “la corsa alle biomasse, quindi alla sansa, è già cominciata”.

La sansa è un sottoprodotto della lavorazione delle olive in frantoio, impiegata per produrre olio alimentare. Quello che, erroneamente, si potrebbe considerare uno “scarto”, al contrario, è valorizzato dal lavoro delle aziende che trasformano la sansa e ne estraggono un olio destinato all’alimentazione e, in aggiunta, un combustibile solido di origine vegetale, con evidenti vantaggi ambientali.
Storicamente, è proprio l’olio di sansa ad aprire la strada agli oli d’oliva sui mercati esteri. Il sansa è infatti un fratello “minore” dell’extra vergine, dotato di analoghe qualità alimentari e, secondo studi recenti, nutraceutiche.

Così, mentre l’amministrazione americana impone dazi sull’olio d’oliva spagnolo, i sansifici, che producono ogni anno 20mila tonnellate di olio italiano, subiscono l’attacco dei “furbetti delle rinnovabili”, ai quali è consentito produrre energia, per giunta intascando incentivi pubblici con l’impiego di un prodotto alimentare, distogliendolo dalla sua destinazione naturale. 

“Per noi resta fondamentale il principio del ‘food first’ – sottolinea Martucci – ovvero garantire la destinazione alimentare della sansa, come chiarito anche dalla pronuncia dell’Agcm, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel 2015. Chiediamo quindi alle istituzioni, nazionali ed europee, di verificare che non si moltiplichino i comportamenti illegali, la cui conseguenza sarebbe la difficoltà di approvvigionamento delle aziende serie e, a breve, la loro tenuta economica”. Quello che si prospetterebbe, insomma, è la chiusura per numerose imprese. “Problemi analoghi si stanno registrando anche in Spagna – avverte il presidente del Gruppo sansa -. Ma, a differenza del nostro Paese, i nostri colleghi iberici godono di maggiore attenzione da parte delle istituzioni”. 

Per Assitol, non è in discussione la vocazione alla sostenibilità del comparto. “Da sempre, il sansificio rappresenta un esempio di economia circolare – ricorda il presidente del Gruppo sansa dell’associazione -. Per la produzione dell’olio, si riutilizzano i residui della spremitura delle olive reimpiegando le sanse disoleate per la produzione di energia termica, a basso impatto ambientale, che le stesse imprese utilizzano al loro interno nel processo di lavorazione senza alcun sostegno statale”.

Una filiera virtuosa, dunque, che rappresenta un segmento importante dell’intera produzione olearia e che oggi è a rischio estinzione. “Auspichiamo che il Ministero dello Sviluppo Economico, quello delle Politiche Agricole e Agroalimentari, il Ministero dell’Ambiente e lo stesso Gse, prendano una posizione chiara sull'accaparramento della sansa a fini energetici – è l’appello di Martucci – sostenendo le aziende in questo momento difficile”.

 

 

LEGGI ANCHE

 

La sansa fa bene

 

Viva l’olio di sansa

 

La sansa? Un nutraceutico

 

 

Si ringrazia per la notizia Silvia Cerioli

 

La foto di apertura è di Olio Officina

 

 

OO M - 29-10-2019 - Tutti i diritti riservati

OO M

OO M è l'acrostico di Olio Officina Magazine. Tutti gli articoli o le notizie contrassegnate con tale sigla rimandano ai vari collaboratori del giornale on line.

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Conoscete l'olio Dop Provence?

Conoscete l'olio Dop Provence?

Sul mensile Oliocentrico di ottobre abbiamo ospitato la recensione di un olio francese, del Moulin à huile d’olive «Bastide du Laval», operativo a Cadenet, ottenuto a partire da olive Aglandau, Salonenque, Cayon, Bouteillan e Picholine. Sul numero 5 della rivista si può leggere la versione in lingua francese, qui quella in lingua italiana > Cécile Le Galliard

RICETTE OLIOCENTRICHE
“Ho fatto un pasticcio”, con olio Zucchi “Sostenibile” 100% italiano

“Ho fatto un pasticcio”, con olio Zucchi “Sostenibile” 100% italiano

Avete mai sentito parlare di "ricette oliocentriche"? Si parte dalla materia prima olio e a partire da questa si scelgono gli altri ingredienti per giungere alla costruzione di una ricetta. Ecco allora una pratica dimostrazione con la chef Sara Latagliata. La ricetta è stata realizzata per il numero 9 di OOF International Magazine

EXTRA MOENIA
Nel nome dell’amore

Nel nome dell’amore

A Taranto, presso la Libreria Mondadori, la prima presentazione in anteprima del volume Tu sei per me come questa luna piena, edito da Olio Officina. Il libro segna l’esordio da poeta di Bernardo Campagna. Gli elementi della natura - mare, onda, spiaggia, sabbia, vento, cielo, sole, luna - sono il teatro fisico delle emozioni

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Le potenzialità degli oli delicati in cucina

Come vengono utilizzati gli oli in pasticceria, senza risultare invasivi rispetto agli altri ingredienti? Quali sono le tecniche cui è opportuno ricorrere per ottenere le migliori performance? L’esempio, concreto, dell’olio extra vergine di oliva Dop Garda. Alcune indicazioni nell’intervista allo chef e maestro di dolcezze Manuel Marzari, nell’ambito della seconda edizione del Forum Olio & Ristorazione

BIBLIOTECA OLEARIA
Il codice sensoriale olio di oliva

Il codice sensoriale olio di oliva

È il libro del tecnologo alimentare William Loria, edito dal Centro Studi Assaggiatori. Un manuale di sole 96 pagine in cui si condensa un sapere essenziale > Maria Carla Squeo