Martedì 25 Settembre 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

La ribalta della nocciola

Prende sempre più spazio la corolicoltura in Italia, tanto che lo scorso 10 dicembre sono stati organizzati diversi eventi dedicati a un frutto ormai di grande successo, assicurando un reddito soddisfacente ai coltivatori. A spingere in tale direzione sono soprattutto le industrie di trasformazione, oltre alle recenti scoperte clinico-chimiche sugli effetti salutistici della frutta a guscio. Anche l'industria cosmetica è interessata

Alessio Ortenzi

La ribalta della nocciola

Domenica 10 dicembre 2017 si è svolta la sesta “Giornata Nazionale” dedicata alla Nocciola Italiana. Un’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Città della Nocciola (273 comuni soci) per divulgare la conoscenza di questo alimento e il suo corretto uso.

La corilicoltura sta vivendo una fase di particolare fortuna, spinta specialmente dalle industrie di trasformazione e dalle recenti scoperte clinico-chimiche sugli effetti salutistici della frutta a guscio. Infatti, dopo le mandorle, sono il frutto più ricco di vitamina E e sono una fonte di fitosteroli, una sostanza ritenuta importante per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Per queste motivazioni il mercato italiano già da alcuni anni è in continua ascesa creando importanti opportunità per i produttori.

Le piantagioni sono in espansione in diverse regioni e anche nella Tuscia stanno sorgendo nuove aree coltivate a nocciolo (il 27% di tutte le nocciole nazionali vengono dalla provincia di Viterbo). Oltretutto l’Italia è il più grande consumatore mondiale di nocciole, e la corilicoltura, si presta ad un mercato principalmente rivolto verso l’industria alimentare. Le nocciole alimentano la filiera alimentare, come la pasticceria industriale, l’industria del cioccolato, le creme da spalmare, la produzione di gelato su larga scala, l'olio di nocciole ecc.

Anche l'industria cosmetica è interessata seppur in maniera più contenuta. Ma il frutto è anche un forte attrattore per il turismo rurale ed enogastronomico dei nostri territori e le ramaglie ottenute dalla potatura del nocciolo e i gusci della sgusciatura rappresentano materiali molto interessanti sotto il profilo della produzione di energia rappresentando come tali un’importante integrazione di reddito anche per l’azienda corilicola.

La realizzazione di un impianto di nocciolo ha bisogno di un investimento dai 5000 agli 8000 euro all’ettaro e in piena produzione può durare oltre 30 anni con cure colturali meccanizzabili. 
La media nazionale di un impianto in piena produzione si aggira sui 25 quintali a ettaro e il prodotto può essere collocato sul mercato ad un prezzo medio 250- 300 euro al quintale corrispondente alla quotazione media riscontrata nelle ultime annate.

Il nocciolo preferisce terreni sciolti senza ristagni di acqua coltivati su terreni meccanizzabili dotati di buona fertilità e condotti professionalmente. Una volta individuato il terreno adatto, occorre prepararlo con le giuste tecniche agronomiche possibilmente eseguite nel pieno dell’estate. Le piante sono messe a dimora preferibilmente in autunno inoltrato, mentre la potatura viene fatta in primavera. La raccolta in genere avviene in autunno.

L'Italia è anche all'avanguardia nella meccanizzazione della raccolta. Negli ultimi anni si è diffuso particolarmente l’utilizzo delle raccogli nocciole semoventi e trainate, di tipi e potenza diverse che, tramite spazzole convogliatrici, raccolgono le nocciole effettuando una prima selezione e pulizia del prodotto raccolto. Queste macchine permettono, con poca manodopera, una rapida raccolta delle nocciole dal terreno. Piemonte, Campania e Tuscia sono le aree che presentano molte aziende meccaniche di settore.

Il periodo di raccolta deve essere più breve possibile, in modo da evitare che le nocciole cadute sul terreno, possano andare incontro ad alterazioni che ne comprometterebbero la commercializzazione. Le nocciole, una volta raccolte, vengono passate in appositi pulitori che, tramite flussi d’aria, separano il frutto dalle eventuali pietre, dalla terra, dalle foglie e dai rametti. Le nocciole, così pulite, possono passare alla fase di essiccazione.

Le qualità della pianta 

La resa dell’impianto dipende da vari fattori, il più importante dei quali è la qualità della pianta, che gioca un ruolo fondamentale. Le cultivar più conosciute, iscritte al registro nazionale, sono: 
Tonda di Giffoni IGP
Tonda Gentile delle Langhe - TGL o Tonda Gentile Trilobata - TGT 
Tonda Gentile Romana Dop
Nocchione Fertile de Coutard (Barcelona)

Ogni cultivar da frutti con caratteristiche di aspetto e sostanza diverse ed è vocata per terreni con caratteri diversificati, ma in certe zone si coltivano più specie insieme. L'Italia che è al secondo posto al mondo con il 13% della produzione, è in continua concorrenza con la Turchia, che fa la parte del leone con una produzione pari al 70% di quella mondiale.

I produttori riuniti in organizzazioni, per competere sul mercato globale, hanno avviato una serie di interventi volti al miglioramento qualitativo della produzione corilicola in tutta Italia. Pertanto in ogni fase del processo produttivo sono stati utilizzati i criteri della produzione integrata, per ottenere un raccolto migliore in termini qualitativi e quantitativi e per favorire la tutela dell'ambiente.

La qualità del prodotto nazionale è tale che spesso, sul mercato internazionale, vengono spacciate per italiane nocciole che non lo sono. Riassumendo possiamo dire che la qualità della pianta, il tipo di terreno, l’efficacia degli impianti di irrigazione, solitamente di tipo a goccia, l’esposizione solare e la disponibilità di sufficiente ventilazione, sono certamente i fattori importanti da tenere in debita considerazione per un ottimo risultato finale della coltivazione e quindi del reddito atteso.

Alessio Ortenzi - 28-12-2017 - Tutti i diritti riservati

Alessio Ortenzi

Nato a Roma l’8 aprile 1985, si è laureato nel 2012 in Agraria presso l’Università della Tuscia, con una tesi sulle macchine di raccolta della frutta a guscio. Ha frequentato il corso di Sicurezza e qualità delle filiere agroalimentari presso l'Università della Tuscia nel 2005. Qualificato "Tecnico per la conduzione di impianti agroenergetici" dopo corso FSE della Cia dell'Umbria Umbria nel 2014 e esplicata esperienza di gestione di un impianto a biogas per un anno e mezzo in azienda zootecnica in provincia di Viterbo. Maturata esperienza di tre anni (gennaio 2014 - dicembre 2017) in un'azienda alimentare biologica produttrice di semilavorati di nocciole (paste di cioccolata) in provincia di Viterbo.

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
I pizzaioli di Apes protagonisti al Padova Pizza Festival

I pizzaioli di Apes protagonisti al Padova Pizza Festival

Nell’ambito della sedicesima edizione di Tecnobar&Food si svolge anche il congresso nazionale e si assegna il Premio Pizzastar, Pizzaiolo dell’anno 2018. Un ricco programma, dal 6 al 9 ottobre, con spazio anche all’olio, con "Oro Verde: il valore aggiunto. Sodalizio tra olio da olive e glutenfree", "L’olio da olive nei bar, ristoranti, pizzerie" e "OMS: bollino nero sull’oro verde. Il punto della situazione", in collaborazione con Olio Officina

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

La Dieta Mediterranea e l’olio da olive

Intervista a Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’alimentazione e nutrizionista. Per una vita sana è necessario scegliere i giusti alimenti. Un buon condimento è fondamentale. L’olio extra vergine di oliva è un buon punto di partenza. In dosi moderate fa la differenza

BIBLIOTECA OLEARIA
Evooleum 2019, la miglior guida del mondo

Evooleum 2019, la miglior guida del mondo

Anche se vi sono in commercio altre pubblicazioni analoghe in cui si segnalano i migliori extra vergini, nessuna finora ha raggiunto i medesimi livelli di qualità e stile. Primo valore con cui si contraddistingue: la trasparenza. Non meno importante è anche la grafica con cui è stata confezionata. Non poteva essere diversamente, con una guida che propone non una quantità smodata di oli, ma solo i migliori cento > Luigi Caricato