17 Dicembre 2017 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Le stime di produzione

È l’argomento che ha tenuto banco ovunque, nella rassegna stampa internazionale di questa settimana. Oltre alla nostra testata, si legge al riguardo pure su Mercacei, Greek Liquid Gold, Olive News… Anche se sembra prematuro in questo momento fare ipotesi, non mancano i pronostici. La tentazione è forte. C’è chi - come si legge su Reuters.com - immagina per la produzione italiana un calo del 60 per cento

Mariangela Molinari

Le stime di produzione

Le prime stime sulla produzione di olio di oliva che si otterrà dalla prossima campagna nei principali Paesi oliandoli è uno dei temi “caldi” presenti negli ultimi giorni sulla stampa specializzata. In effetti, sarebbe prematuro avventurarsi in pronostici, come si afferma sul sito di Greek Liquid Gold, ma la tentazione è forte. E, sebbene le opinioni siano discordanti, nella maggior parte dei casi è atteso un incremento rispetto all’ultimo anno.

Sulle pagine in inglese della testata greca on line Olive News, per esempio, il direttore Vassilis Zampounis afferma che l’incremento medio che si attende per la campagna 2017-2018 è di 405mila tonnellate, pari a un buon +18,6%. La produzione più elevata che ci si possa aspettare secondo le sue previsioni si aggirerebbe sui 2,73 milioni di tonnellate, grazie a un incremento del 25,5% (555mila tonnellate). Lo scenario meno ottimistico, invece, vede attestarsi la produzione sui 2,43 milioni di tonnellate, con un aumento dell’11,7% (255mila tonnellate).

Dal canto suo, il magazine spagnolo Mercacei riporta le previsioni di Álvaro Olavarría, direttore generale della cooperativa andalusa Oleoestepa, secondo il quale la produzione spagnola di olio di oliva nel 2017-2018 dovrebbe toccare quota 1,25 milioni di tonnellate, registrando, dunque, un leggero calo rispetto alle 1.281.950 tonnellate dell’ultima campagna, e con uno stock finale di 190mila tonnellate (contro le 243.870 dell’annata 2016-17). Negli altri principali Paesi produttori Olavarría prevede un totale di 2.745.000 tonnellate, supponendo, quindi, una crescita dell’11%.
Nel “toto-produzione” riportato da Mercacei, alla Spagna seguirebbero l’Italia e la Grecia, entrambe con 270mila tonnellate e una crescita rispettivamente del 42,1% e del 63,1%; la Tunisia, con 250mila tonnellate (+150%); la Turchia, con 190mila tonnellate (+7,3%); il Portogallo, con 115mila tonnellate (+22,8%); la Siria (110mila tonnellate, stabili rispetto alla campagna precedente) e il Marocco, con 100mila tonnellate (-9%).

Diverse pubblicazioni in lingua spagnola, secondo quanto riporta Greek Liquid Gold, danno poi spazio alle previsioni di Juan Vilar, consulente strategico e docente all’Università di Jaén, e di Jorge Pereira, dell’Università della Repubblica dell’Uruguay, che si aspettano una produzione totale di 2.827 milioni di tonnellate, per un incremento complessivo del 5% rispetto a quest’anno. Anche olivenews.gr riprende e pubblica le previsioni di Vilar e Pereira, che pronosticano, più nello specifico, 1,2 milioni di tonnellate di olio di oliva dalla Spagna, 290mila dalla Tunisia, 280mila dall’Italia, 265mila dalla Grecia e 200mila dalla Turchia: tutte insieme, dovrebbero coprire circa l’80% della produzione mondiale del prossimo anno. A patto, però, che le condizioni metereologiche siano favorevoli, con un autunno precoce e ricco di piogge.
In quanto alle olive, si prevede una produzione di 20 milioni di tonnellate, destinate a diventare per il 12% olive da tavola e per l’88% olio.
Nonostante manchi ancora tempo all’avvio della campagna, secondo quanto dichiarato da Vassilis Zampounis, le previsioni sono comunque un utile strumento per ogni anello della filiera: produttori, frantoi e imbottigliatori.

Decisamente pessimista, invece, è la visione che leggiamo su Reuters.com, che osserva come Italia e Spagna siano strette nella morsa della peggiore siccità degli ultimi decenni. Gli effetti si fanno sentire sull’intera produzione agraria e, in quanto al settore dell’olivicoltura, ci si può attendere, secondo Reuters, un consistente calo in entrambi i Paesi, ma soprattutto in Italia, dove l’attuale mancanza di piogge si somma ai danni provocati negli anni scorsi dalla Xylella fastidiosa.
In base a quanto si legge nell’articolo, lo stesso International Olive Council si attende dalla produzione italiana un calo del 60%.

 

 

La foto di apertura è di Luigi Caricato

Mariangela Molinari - 18-07-2017 - Tutti i diritti riservati

Mariangela Molinari

Giornalista professionista, vive e lavora a Piacenza. Ha studiato lingua e letteratura tedesca presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e verde ornamentale e tutela del paesaggio presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna. Si occupa da tempo di alimentazione, ospitalità, giardini e ambiente, collaborando con varie testate specializzate. Per Terre di mezzo Editore ha pubblicato I trucchi del birraio. Manuale pratico per fare la birra perfetta (2014) e Olio di palma. La verità sull'ingrediente che ha invaso le nostre tavole (2016).

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