Lunedì 24 Settembre 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

Notizie di olio e olive dal mondo

Al centro dell’attenzione le stime produttive, con una notizia positiva: secondo il Coi i consumi mondiali d’olio da olive dovrebbe aumentare del 5%, per assestarsi sulle 2.954.000 tonnellate. Colpisce il segno meno di Grecia (-25%), Italia (-14%) e Spagna (-7%). La Tunisia, invece, con il 95% di uliveti in biologico può vantare una produzione certificata tre volte superiore alla spagnola. Quanto alle olive da tavola argentine, infine, queste in Brasile subiscono la concorrenza egiziana

Mariangela Molinari

Notizie di olio e olive dal mondo

Nella lettura della stampa estera di questa settimana partiamo da Mercacei, che torna ad aggiornare le stime sulla campagna in corso, riportando gli ultimi dati del COI. Secondo le previsioni del Consiglio Oleicolo Internazionale, nell’annata 2017-18 il consumo mondiale di olio di oliva dovrebbe aumentare del 5%, per assestarsi sulle 2.954.000 tonnellate. In base a quanto riportato nell’ultimo bollettino di novembre, però, i 28 Paesi dell’Unione europea dovrebbero diminuire complessivamente i propri consumi del 12% (-197mila tonnellate). A essere segnate dal segno meno sarebbero, in particolare, la Grecia (-25%), la Francia (-17%), l’Italia (-14%) e la Spagna (-7%); mentre i piccoli produttori (Cipro, Croazia e Slovenia) dovrebbero registrare un incremento complessivo intorno all’8%.
Per gli altri Paesi membri del COI è prevista una crescita di circa il 2%, che sarà più significativa in Turchia (+34%), Libano (+11%) e Iran (+5%). Nel gruppo dei Paesi che, invece, non sono membri del Consiglio spicca l’aumento dei consumi in Brasile (+19%), Cina (+13%), Australia (+7%) e Giappone (+2%), mentre il meno caratterizza il trend in Canada (-4%) e Stati Uniti (-2%).
Sul fronte, invece, della produzione mondiale, stando agli ultimi dati inviati dai singoli Paesi, nella campagna 2017-18 si lascia prevedere un’annata superiore del 14% alla precedente, per arrivare alle 2.894.000 tonnellate. Per i Paesi aderenti al COI, in particolare, si dovrebbe raggiungere una produzione totale di 2.717.000 tonnellate, 1.805.000 delle quali nei Paesi europei, con un +3% rispetto all’annata precedente.
Con una produzione stimata di 1.090.500 tonnellate, la Spagna dovrebbe conoscere un calo del 15% sulla campagna 2016-17, seguita dall’Italia che, con 320mila tonnellate, dovrebbe invece mettere a segno un incremento del 76%, dalla Grecia (300mila tonnellate, +54%) e dal Portogallo (78.800 tonnellate, +14%). Nei rimanenti Paesi membri del COI ci si attende una crescita complessiva della produzione del 51% rispetto all’annata precedente.

Restiamo sulle notizie di carattere economico passando, però, alle pagine della testata argentina La Nacion, dove leggiamo che le olive argentine perdono terreno in Brasile a causa della concorrenza egiziana. Negli ultimi tre anni, infatti, il Brasile ha aumentato in misura significativa (del 250% circa, secondo i dati del Ministerio de Agroindustria) le importazioni di olive da tavola dall’Egitto, riducendo di quasi dieci punti percentuali quelle dall’Argentina.
Il 22% degli ingressi, però, sarebbero avvenuti sotto una nomenclatura non del tutto corretta. Le olive lavorate, per esempio, pronte per il consumo, secondo quanto riportato dal quotidiano entrerebbero come se non lo fossero, pagando così un dazio del 10% anziché del 14%.
In Argentina l’industria olivicola, la voce principale del settore agroindustriale in Catamarca e La Rioja, e seconda a Mendoza e San Juan, esporta l’80% della sua produzione di olive da tavola e olio d’oliva. Attualmente il settore accusa più di un motivo per non guardare con ottimismo ai prossimi mesi: a una generale diminuzione della produzione, infatti, si aggiungono gli incrementi dei costi e la perdita di importanti fette di mercato, come, per l’appunto, in Brasile.

Passiamo sulle pagine di Olive Oil Times, che ci portano, invece, in Tunisia, dove il 95% degli uliveti viene coltivato utilizzando pratiche tradizionali, che non fanno uso di pesticidi. In effetti, il settore olivicolo tunisino sta puntando sullo sviluppo del biologico e sulla sua promozione quale strategia a supporto dell’export. E, a ben vedere, è già a buon punto. Secondo la Fao, infatti, la Tunisia è il secondo maggior esportatore di prodotti biologici in Africa, e la sua produzione di olio di oliva certificato bio è tre volte tanto quella spagnola, senza contare che molte realtà, pur seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, non sono ancora dotate di certificazione a causa degli alti costi che questa comporta.
Venendo a qualche numero concreto, negli ultimi dieci anni in Tunisia la produzione di olio di oliva bio ha conosciuto una rapida crescita, dalle 670 tonnellate del 2004 alle 60mila tonnellate del 2015, mentre nello stesso periodo l’export è passato dalle 2.100 alle 13.500 tonnellate. A valore, l’export tunisino di prodotti biologici è cresciuto in misura esponenziale, da 2 milioni a 200 milioni di euro.
Del resto, da diversi anni la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD) e la Fao hanno collaborato con l’Office National d’Huile tunisino per migliorare qualità, efficienza e competitività dell’industria olearia del Paese. Oggi più di 100 frantoi in Tunisia sono certificati bio e i produttori che hanno intrapreso questa strada vanno raccogliendo premi e riconoscimenti a livello internazionale, dal NYIOOC, World Olive Oil Competition a BIOL.

Passiamo dall’economia alla ricerca. Su Olimerca leggiamo che il COI, il Consiglio Oleicolo Internazionale, ha concesso un totale di 105 autorizzazioni a 74 laboratori in 15 Paesi, per realizzare test fisico-chimici sull’olio di oliva. La Spagna continua a fare la parte del leone, con 34 certificazioni e 20 laboratori, come attesta anche Olive Oil Times, sottolineando le tre tipologie di certificazioni: per prove di base, che analizzano i parametri critici della qualità dell’olio, avanzate e su residui e contaminanti.
La certificazione di prova avanzata è l’unica richiesta per la commercializzazione, per attestare sia la qualità sia l’autenticità dell’olio di oliva. In questo caso sono state concesse dal COI 71 certificazioni, mentre 10 riguardano quelle di base e 24 quelle su residui e contaminanti.
Secondo Olive Oil Times, Eurofins continua a essere l’unico laboratorio statunitense di proprietà privata ad aver avuto il riconoscimento del COI, mentre l’unico altro laboratorio negli Usa ad aver ricevuto la certificazione quest’anno fa riferimento alla filiale con sede a New York del Gruppo Sovena.

 

In apertura un uliveto della famiglia Fazio a Vinci

Mariangela Molinari - 19-12-2017 - Tutti i diritti riservati

Mariangela Molinari

Giornalista professionista, vive e lavora a Piacenza. Ha studiato lingua e letteratura tedesca presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e verde ornamentale e tutela del paesaggio presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna. Si occupa da tempo di alimentazione, ospitalità, giardini e ambiente, collaborando con varie testate specializzate. Per Terre di mezzo Editore ha pubblicato I trucchi del birraio. Manuale pratico per fare la birra perfetta (2014) e Olio di palma. La verità sull'ingrediente che ha invaso le nostre tavole (2016).

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
I pizzaioli di Apes protagonisti al Padova Pizza Festival

I pizzaioli di Apes protagonisti al Padova Pizza Festival

Nell’ambito della sedicesima edizione di Tecnobar&Food si svolge anche il congresso nazionale e si assegna il Premio Pizzastar, Pizzaiolo dell’anno 2018. Un ricco programma, dal 6 al 9 ottobre, con spazio anche all’olio, con "Oro Verde: il valore aggiunto. Sodalizio tra olio da olive e glutenfree", "L’olio da olive nei bar, ristoranti, pizzerie" e "OMS: bollino nero sull’oro verde. Il punto della situazione", in collaborazione con Olio Officina

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

La Dieta Mediterranea e l’olio da olive

Intervista a Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’alimentazione e nutrizionista. Per una vita sana è necessario scegliere i giusti alimenti. Un buon condimento è fondamentale. L’olio extra vergine di oliva è un buon punto di partenza. In dosi moderate fa la differenza

BIBLIOTECA OLEARIA
Evooleum 2019, la miglior guida del mondo

Evooleum 2019, la miglior guida del mondo

Anche se vi sono in commercio altre pubblicazioni analoghe in cui si segnalano i migliori extra vergini, nessuna finora ha raggiunto i medesimi livelli di qualità e stile. Primo valore con cui si contraddistingue: la trasparenza. Non meno importante è anche la grafica con cui è stata confezionata. Non poteva essere diversamente, con una guida che propone non una quantità smodata di oli, ma solo i migliori cento > Luigi Caricato