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Nuovi scenari per l'olio

Speciale Filo d'Olio 2018 | Segmentare l'extra vergine.  Tanti i punti in evidenza nello storico accordo tra le organizzazioni Federolio, Coldiretti e Unaprol. Certificare la filiera per aiutare il consumatore a differenziare acquisto e utilizzo. Valorizzare il prodotto nazionale e rilanciare l’olivicoltura italiana. Frenare l’utilizzo dell’extra vergine come prodotto civetta nella Gdo

OO M

Nuovi scenari per l'olio

Riportiamo, tal quale, a beneficio di chi ci segue, la nota stampa diffusa da Federolio in relazione allo storico accordo tra la stessa Federolio e Coldiretti e Unaprol. L'incontro si è svolto a Roma lo scorso 28 giugno, nell'ambito della convention "Filo d'Olio. Segmentare per crescere: nuove prospettive di consumo e di offerta". 

Da anni ormai - si legge nella nota - il settore oleario italiano versa in una situazione di stallo, avviluppandosi su questioni ormai storiche che vanno da una quantità di produzione nazionale non in grado di soddisfare il fabbisogno, alla mancanza di “sistema” tra i diversi attori della filiera – dalla produzione, alla trasformazione, all’imbottigliamento, alla distribuzione e vendita – alla forte pressione promozionale a cui l’extravergine è sottoposto nella grande distribuzione organizzata, che non aiuta il consumatore a capire che tipo di prodotto che sta acquistando.

Federolio, Coldiretti e Unaprol - si legge sempre nella nota diffusa da Msl Group per conto di Federolio - hanno deciso di lavorare insieme per dar vita ad un vera rivoluzione del settore capace di offrire al consumatore un prodotto sempre più rispondente alle sue specifiche aspettative e bisogni, le cui caratteristiche distintive siano facilmente riconoscibili e comprensibili nell’ambito dell’offerta dell’extravergine.

Secondo Francesco Tabano, presidente di Federolio, “il primo intervento riguarda una reale segmentazione del prodotto, che all’interno della categoria extravergine presenta oli con caratteristiche molto diverse tra loro e una conseguente forbice di prezzo che varia tra i 4 e 50 euro al litro o più. Per aiutare il consumatore a scegliere il prodotto più adatto alle sue esigenze, al suo gusto e alla sua capacità di spesa dovrà arrivare sul mercato un olio certificato, con una tracciabilità assicurata di tutta la filiera e caratteristiche organolettiche e chimico fisiche ben individuate. Un olio dalla cui etichetta il consumatore evinca in maniera chiara la “promessa” del prodotto stesso”.

“Attraverso la stretta collaborazione con le due realtà maggiormente rappresentative del mondo agricolo italiano - Coldiretti e Unaprol – Federolio intende battersi per un rilancio quali-quantitativo della produzione nazionale, sulla base di una visione comune fondata su pilastri quali: rilancio dell’olivicoltura italiana; valorizzazione del prodotto nazionale, come tale certo ma anche come componente di oli extravergini comunque inquadrabili in una tradizione di “saper fare” tipica delle imprese confezionatrici italiane ancora  gestite dalle famiglie che le hanno fondate, che oggi hanno necessità di utilizzare oli di varie origini, anche a fronte dell’oggettiva mancanza di prodotto italiano in grado di coprire il fabbisogno interno e necessario all’export; necessità di una maggiore trasparenza e informazione verso i consumatori, da costruire nell’ambito di un rapporto nuovo con le catene Gdo, i cui rappresentati debbono sedere allo stesso tavolo in cui avviene il confronto tra Federolio e Coldiretti-Unaprol, essendo oggi l’extravergine cruciale nelle politiche distributive e la Federazione profondamente convinta dellanecessità di sottrarre questo prodotto al ruolo di “traffic builder” e all’eccesso di campagne promozionali”.

È questo il messaggio lanciato oggi a Roma dal Presidente Tabano, in occasione della convention promossa da Federolio “Filo d’olio – segmentare per crescere. Nuove prospettive di consumo e di offerta”, a cui hanno partecipato tra gli altri: Roberto Moncalvo (Presidente Coldiretti), David Granieri (Presidente Unaprol), Giuseppe Blasi, (Capo Dipartimento MiPAAF), Mauro Meloni (Direttore Consorzio CEQ) e rappresentanti della GDO.

Incremento della produzione nazionale di extra vergine, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi colturali capaci di conciliare  sostenibilità ambientale ed economica; iniziative di valorizzazione del Made in Italy e più in generale di classi merceologiche di qualità superiore certificate dell’extravergine, sostegno all’aggregazione e organizzazione economica degli operatori della filiera: questi alcuni dei temi sui quali è ruotato il dibattito.

 

 

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