26 Gennaio 2020 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Olio di Puglia Igp, obiettivo ufficialmente raggiunto

Si è tanto lavorato per sostenere questa Indicazione geografica protetta, nata sotto la spinta di Massimo Occhinegro, che ne è stato lo storico promotore, e ora, dopo tanti anni, la Commissione europea ha approvato la domanda d'iscrizione dell'Olio di Puglia nel registro delle Igp. Si partirà già da quest’anno con le certificazioni?

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Olio di Puglia Igp, obiettivo ufficialmente raggiunto

Era già un risultato certo, ma adesso è ufficiale. C’è il via libera della Commissione europea. I prodotti con attestazione di origine crescono sensibilmente e infatti oltre all’Igp Olio di Puglia alla lunga lista, di circa 1.460 prodotti riconosciuti, protetti dall'Ue, sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Ue anche le iscrizioni di altre quattro Igp, tra cui l'olio extra vergine di oliva greco “Kritsa”.

L'Indicazione geografica protetta "Olio di Puglia" è frutto di una lunga e paziente operazione, per certi versi non facile considerando le tante complessità nel raggiungere una coesione, di fatto mai concretizzata, tra i reali attori della filiera e l’immancabile organizzazione agricola che di fatto si è imposta sugli operatori del settore con l’imbarazzante complicità della classe politica. 

Nessun problema se l’obiettivo è oggi raggiunto, ma diventa un problema serio se la gestione sarà la medesima, fallimentare, che si è avuta con tutte le Dop dell’olio pugliesi.

L’Indicazione Geografica Protetta «Olio di Puglia» è riservata all’olio extra vergine di oliva ottenuto da olive prove­nienti da cultivar nazionali a prevalente diffusione regionale: Cellina di Nardò, Cima di Bitonto (o Ogliarola Barese, o Ogliarola Garganica), Cima di Melfi, Frantoio, Ogliarola salentina (o Cima di Mola), Coratina, Favolosa (o Fs-17), Leccino, Peranzana, presenti negli oliveti da sole o congiuntamente, in misura non inferiore al 70%. Possono, inoltre, concorrere altre varietà, fino ad un massimo del 30%.

Il primo banco di prova è nella gestione appunto della Igp. Riusciranno le aziende a certificare in gennaio l’olio di questa ultima campagna olearia con la tanto attesa attestazione di origine? 

Se nel mese di gennaio ciò non sarà possibile, allora c’è da dubitare sulla reale efficacia di questa Igp rispetto alle Dop esistenti. Le attestazioni di origine sono preziose, ma occorre essere in grado di gestirle al meglio. 

 

 

OO M - 24-12-2019 - Tutti i diritti riservati

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