Giovedì 19 Luglio 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Un network dei valori

A che servono le organizzazioni agricole oggi? Se tutto cambia, in cosa stanno cambiano le organizzazioni? Il futuro della rappresentanza agricola è nella creazione di un network dei valori. Il ruolo delle organizzazioni e dei modelli di rappresentanza è stato messo a dura prova. È necessario un onesto esercizio di autocritica. Servono organizzazioni che mettano competenze di alto livello a servizio degli associati

Dino Scanavino

Un network dei valori

Con il presidente nazionale della Cia - agricoltori italiani, Dino Scanavino, abbiamo il piacere di iniziare un dibattito che contiamo sia di alto profilo, in grado di indicare un nuovo percorso per le organizzazioni agricole, alla luce dei rapidi cambiamenti in atto nell’ambito del tessuto sociale e imprenditoriale, nonché sul fronte dei mercati e dei consumi, in un quadro di geopolitica internazionale che sollecita sempre nuove dinamiche. (Luigi Caricato)


Il cambiamento dei modelli organizzativi della rappresentanza nella società e le difficoltà nell’interpretare i bisogni e nell’individuare le risposte, sono stati elementi e fattori che hanno messo a dura prova le organizzazioni professionali. L’evoluzione socio-economica che ha caratterizzato gli ultimi vent'anni dell’Italia è stata disorientante, facendo perdere riferimenti e confini. Come se si fosse persa la bussola, che avrebbe dovuto indicare la strada da percorrere.

Le Associazioni, per varie ragioni, non sono riuscite ad affrontare le sfide del cambiamento e del rinnovamento, rallentando i processi di razionalizzazione e semplificazione della loro architettura organizzativa, non sostituendo prassi e comportamenti ormai obsoleti, finendo con il perdere la loro identità e le loro caratteristiche distintive.  

Il ruolo delle organizzazioni e dei modelli di rappresentanza è stato messo a dura prova dalla crisi, la quale non ha risparmiato alcun settore. Sulla vicenda agricola, tra l’altro, è andato in scena, più volte, il paradosso per cui chi aveva responsabilità di Governo, ed era in difetto rispetto agli interessi degli agricoltori, si è trovato a manifestare in piazza a fianco dei produttori: in pratica, protestava contro se stesso. In tale contesto, quasi schizofrenico, tra le attività economiche, l’agricoltura, il mestiere più tradizionale come viene considerato, è invece quella che più di ogni altra richiede soluzioni innovative e capaci di produrre risultati veloci e quantificabili dalle imprese rappresentate. Questo anche perché il comparto si deve quotidianamente confrontare con tematiche e ambiti di portata collettiva. In ballo ci sono questioni di grande interesse. 

Il ragionamento illustrato ci impone una riflessione per il futuro, che passa in primo luogo attraverso una maggiore reattività e specializzazione delle organizzazioni di categoria nel rispondere alle istanze del mondo che intende rappresentare. E’ il momento del pragmatismo, puntando sulla ricerca di servizi e soluzioni innovativi da offrire ad aziende e cittadini. Oggi deve essere netta la demarcazione tra il ruolo della rappresentanza imprenditoriale agricola e quella di prodotto, sono passaggi non più rinviabili. 

A tutto ciò, dovrà affiancarsi un processo di apertura verso nuove forme di collaborazioni e legami. Creando un vero “network dei valori”, attivando sinergie a 360 gradi, a vantaggio degli imprenditori agricoli e delle loro produzioni e dei consumatori, in una rete nella quale racchiudere tutti gli attori.

Se da un lato il modello di rappresentanza che si auspica di poter costruire per il futuro dovrà essere specializzato e competente, di pari passo dovrà essere in grado di interloquire con ambiti più reali: economici, produttivi, sociali e politici. Dovrà saper sviluppare rapporti innovativi con organizzazioni che rappresentano la società nel suo insieme e, in quest’ambito, individuare interlocutori, a partire dal mondo del consumo, per la nascita di relazioni organiche e stabili. Noi, dal canto nostro, pur non sottraendoci da un onesto esercizio di autocritica, perché avremmo potuto dare di più e meglio alcune cose, rivendichiamo però con forza di aver rispettato sempre la nostra mission, negli interessi del settore e dei suoi protagonisti. La nostra identità è chiara, così come gli interlocutori a cui ci dobbiamo rivolgere. 

 

 

La foto di apertura è di Luigi Caricato

Dino Scanavino - 07-11-2017 - Tutti i diritti riservati

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