Venerdì 16 Novembre 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

Un olio meno civetta

L’olio extra vergine da olive nella Gdo, le voci dei protagonisti. Nel corso di Olio Officina Festival 2018 è stato affrontato un tema costantemente al centro dell’attenzione, ma mai dibattuto veramente. Ecco allora una inchiesta sulla Grande distribuzione organizzata e sul suo instabile rapporto con un prodotto ormai retrocesso a pura commodity. Iniziamo con Antonella D’Andrea, di Unes

Luigi Caricato

Un olio meno civetta

Il rapporto tra Gdo e imprese olearie non è tra i più facili, ma occorre pur provare a ricucire lo strappo. A Olio Officina Festival ci abbiamo provato, e presto seguirete tutti i dettagli, leggendo le varie testimonianze.

Per comprendere lo stato della realtà, dovete pensare a un coltello. Il manico sa dalla parte della Grande distribuzione organizzata. Sono loro dettare legge e a decidere le regole del gioco.

Ormai l’olio extra vergine di oliva si è giocato la reputazione. Il valore lo ha perduto irrimediabilmente, ma c’è speranza - forse, chissà - di poter ancora restituire il giusto peso a un prodotto che, nonostante tutto, viene ritenuto un functional food.

Noi cerchiamo di lavorare per il bene comune, e cerchiamo da sempre il confronto dialettico tra le parti. Qualcosa di buono sicuramente verrà fuori, ne siamo convinti.  


INTERVISTA AD ANTONELLA D'ANDREA

La Gdo ha permesso all’olio extra vergine di oliva di essere diffuso in maniera capillare in tutte le regioni, rendendolo alimento popolare, accessibile a tutti, e questo è un grande merito della Gdo, ma poi c’è stato un corto circuito, e tutto si è ripiegato sulla vendita in promozione o in sottocosto, rendendo l’extra vergine una commodity. Secondo lei si possono risollevare le sorti di tale prodotto o devono continuare a perderci tutti: aziende olearie e Gdo?
 
Sicuramente si, si possono risollevare e noi che ormai da tempo seguiamo la politica dell'Edlp lo stiamo constatando cercando di gestire lo scaffale con un offerta  che non sia succube delle aziende "multinazionali ", lavorando molto sui nostri brand offrendoli con un posizionamento al pubblico giusto
La vera essenza dell’edlp è che non siamo ne schiavi ne dipendenti dai volumi,  preferiamo venderne di meno ma meglio!
 

Un grosso problema che riguarda molte insegne della Gdo, è la gestione dello scaffale e, soprattutto, del magazzino. Molti oli di qualità decadono e perdono le caratteristiche originarie per una cattiva conservazione di un prodotto intrinsecamente fragile. Come gestisce la sua catena distributiva queste problematiche?
 
Non riscontriamo grosse problematiche del genere anche perché con la politica commerciale che seguiamo (EDLP sopra descritta), cerchiamo di gestire il magazzino e di conseguenza i Pdv con ordini continui e non speculativi
 

Per lei l’olio extra vergine di oliva deve restare confinato tra i prodotti commodity o merita attenzioni diverse? Crede che i suoi clienti sappiamo riconoscere il valore della qualità?
 
Sicuramente essendo un mercato grosso ricopre il ruolo di commodity, dobbiamo essere però noi bravi tutti (distribuzione e fornitori) a farlo diventare meno prodotto "civetta" e dargli il giusto ruolo ed il giusto valore, un po' com'è stato fatto per il vino ed i clienti se rispettiamo tutto ciò che ci siamo detti sinora, riconoscerà il valore per ogni prodotto offerto.

 

Il vostro personale è preparato alla complessità di un prodotto fragile come l’olio extra vergine di oliva? Fate dei corsi di formazione?

Non facciamo al momento corsi di formazione dedicati alla merceologia, però la nostra azienda è molto attenta e sta investendo molto su una comunicazione diretta tra tutte le persone del gruppo attraverso Workplace, il social network aziendale. E questo fa sì che ci sia uno scambio continuo di informazioni e cultura tra sede e punti vendita
 

Luigi Caricato - 06-02-2018 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
Un protocollo d'intesa per valorizzare l'olio italiano

Un protocollo d'intesa per valorizzare l'olio italiano

Fare squadra. È l'ambizioso obiettivo che è stato sottoscritto dal presidente e ad Carapelli Firenze SpA Pierluigi Tosato, del gruppo Deoleo, e dal presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino. L'accordo è stato siglato a Roma e punta su innovazione e sviluppo del mercato degli oli extra vergini  di oliva di qualità superiore. 

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Il racconto di Olio Officina Festival 2018

A Milano, dall'1 al 3 febbraio 2018, con tema portante "Io sono un albero". Le emozioni attraverso le immagini di una tre giorni interamente dedicata all'olio da olive e ai condimenti

BIBLIOTECA OLEARIA
L’olivo nell'area mediterranea

L’olivo nell'area mediterranea

Olive Tree in the Mediterranean Area. A Mirror of the Tradition and the Biotechnological Innovation. La tradizione, l'innovazione biotecnologica. È su questi piani che si delinea il volume di cui è autrice principale, e curatrice, Anarita Leva. È un libro che si prospetta davvero interessante per l'industria vivaistica, nonché per quella agrobiotecnologica e cosmetica, oltre che a tutti coloro che sono sempre più legati alla crescente domanda di prodotti naturali e al richiamo dei polifenoli intesi come antiossidanti e stabilizzanti naturali degli alimenti