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Xylella, è anarchia legislativa

L’Italia, messa a a nudo per le sue inadempienze istituzionali, non prova alcun sentimento di vergogna o imbarazzo. Eppure esiste una legislazione fitosanitaria internazionale che regolamenta la materia e gli interventi urgenti, ma si fa finta di nulla, con sfacciataggine e arroganza. Chi tutela il sacrosanto diritto degli olivicoltori di altri territori dal rischio dell’espandersi dell’epidemia? Sarebbero auspicabili azioni collettive. Una class action contro le istituzioni. Chi dovrebbe provare a intervenire per far un minimo di chiarezza su questi temi? L’appello alle massime cariche dello Stato, per non sprofondare nel baratro

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Xylella, è anarchia legislativa

Ricordate l’emergenza sanitaria mondiale legata al virus ebola nell’estate-autunno 2014? Anche in Italia, su disposizione dell’OMS, furono attivate immediatamente misure straordinarie di controllo dei passeggeri provenienti dai paesi a rischio negli aereoporti, si controllava la temperatura dei viaggiatori e nessuno invocò allora la violazione della privacy o a nessuno sarebbe mai venuto in mente di aprire un’indagine per il reato di sequestro di persona per i viaggiatori sospetti che fossero stati coattivamente ricoverati allo Spallanzani (ospedale specializzato ed attrezzato per malattie da quarantena). Esistono quindi legislazioni sanitarie che in nome ed a tutela di un bene comune superiore, collettivo, prevedono deroghe temporanee ad altri sacrosanti principi legislativi come la privacy, la libertà personale, la proprietà privata, etc.

Vi sorprenderà ma anche per le piante, e quindi per l’agricoltura, intesa come bene comune e comparto economico, esiste una legislazione fitosanitaria internazionale – nel nostro caso, europea – che regolamenta la materia e, soprattutto, gli interventi urgenti, necessari ed obbligatori per prevenire, contrastare ed eradicare pericolosissimi organismi nocivi da quarantena.

Gli addetti ai lavori sanno che tutti i Decreti di lotta obbligatoria attuati in questi anni in Italia (Flavescenza Dorata, Virus della Sharka delle Drupacee, Virus della Tristeza degli Agrumi nonché per il batterio Xylella fastidiosa) prevedono le citate deroghe. Dovrebbe esistere quindi, laddove l’Italia ha sottoscritto e recepito la legislazione fitosanitaria internazionale, una gerarchia legislativa che il Governo nazionale, i Governi regionali e soprattutto l’amministrazione della Giustizia a tutti i livelli dovrebbero ugualmente rispettare ed applicare.

Non siamo esperti in materia, ma ci poniamo molte domande. E’ possibile che un Tribunale Amministrativo Regionale si esprima ed applichi alcune leggi (nello specifico caso della xylella la tutela del diritto di aziende biologiche ad opporsi ai trattamenti chimici obbligatori per il controllo del vettore) ignorandone altre? E’ possibile che una Procura della Repubblica applichi alcune normative nazionali in materia ambientale e ne ignori assolutamente delle altre in materia fitosanitaria, ovvero sequestrando preventivamente delle piante e di fatto bloccando un piano di interventi per il contenimento dell’infezione? Come in questa tragica vicenda, nel caso di palese conflitto nell’applicazione di due o più normative chi decide l’ordine prioritario di applicazione, ogni singolo giudice di testa sua?

Nel caso della Xylella fastidiosa chi tutela il sacrosanto diritto degli olivicoltori delle altre province pugliesi o altre regioni italiane a non vedere l’epidemia espandersi nei propri terreni? Sarebbero auspicabili azioni collettive (class action) di tutela preventiva per un danno temuto, terribilmente reale ed incombente.
Di qui l’anarchia legislativa.

Veniamo poi all’anarchia Istituzionale. E’ possibile che un potere dello Stato, la Giustizia, attraverso il TAR, e una sua Procura, blocchi l’attività di un Commissario straordinario (nominato dalla Protezioni Civile in virtù del dichiarato stato di emergenza) del Governo dello stesso Stato? E’ possibile che un Tribunale Amministrativo Regionale, il Consiglio di Stato e una Procura blocchino l’applicazione di un piano d’intervento prescritto da un Decreto Ministeriale del medesimo Stato?

E ancora: è possibile che uomini chiave delle Istituzioni (MiPAAF e Regione Puglia) chiamati ad applicare le misure obbligatorie stabilite dall’Unione Europea e dal Governo, ovvero nell’esercizio delle loro funzioni, siano indagati per gravissimi altri reati solo perché, nell’esercizio delle loro funzioni, applicavano leggi dello stesso Stato? Per non parlare delle complicazioni legate alle competenze e le funzioni del Governo regionale. Un guazzabuglio istituzionale davvero incredibile, incompatibile con un Paese considerato civile.

Chi risponderà di eventuali errori e dei danni causati dal blocco di ogni intervento (monitoraggio, controllo dei vettori, eliminazione delle fonti d’inoculo) volto a rallentare l’avanzata dell’epidemia e del batterio da quarantena? I magistrati rispondono in prima persona, rispondono i TAR, le Procure o i Tribunali di appartenenza o nessuno di questi?

C’è qualcosa che non funziona in questo nostro Belpaese. Chi dovrebbe provare a intervenire per far un minimo di chiarezza su questi temi? Forse il Presidente della Repubblica, il Governo Nazionale attraverso il Ministero di Grazia e Giustizia o la Corte Costituzionale. Ci appelliamo quindi alle massime cariche dello Stato ed attendiamo risposte dai Costituzionalisti.

 

 

La foto di apertura è tratta dal sito InfoXilella.it, che vi invitiamo a visitare

 

OO M - 29-03-2016 - Tutti i diritti riservati

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