Lunedì 30 Maggio 2016 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

Xylella, è anarchia legislativa

L’Italia, messa a a nudo per le sue inadempienze istituzionali, non prova alcun sentimento di vergogna o imbarazzo. Eppure esiste una legislazione fitosanitaria internazionale che regolamenta la materia e gli interventi urgenti, ma si fa finta di nulla, con sfacciataggine e arroganza. Chi tutela il sacrosanto diritto degli olivicoltori di altri territori dal rischio dell’espandersi dell’epidemia? Sarebbero auspicabili azioni collettive. Una class action contro le istituzioni. Chi dovrebbe provare a intervenire per far un minimo di chiarezza su questi temi? L’appello alle massime cariche dello Stato, per non sprofondare nel baratro

OO M

Xylella, è anarchia legislativa

Ricordate l’emergenza sanitaria mondiale legata al virus ebola nell’estate-autunno 2014? Anche in Italia, su disposizione dell’OMS, furono attivate immediatamente misure straordinarie di controllo dei passeggeri provenienti dai paesi a rischio negli aereoporti, si controllava la temperatura dei viaggiatori e nessuno invocò allora la violazione della privacy o a nessuno sarebbe mai venuto in mente di aprire un’indagine per il reato di sequestro di persona per i viaggiatori sospetti che fossero stati coattivamente ricoverati allo Spallanzani (ospedale specializzato ed attrezzato per malattie da quarantena). Esistono quindi legislazioni sanitarie che in nome ed a tutela di un bene comune superiore, collettivo, prevedono deroghe temporanee ad altri sacrosanti principi legislativi come la privacy, la libertà personale, la proprietà privata, etc.

Vi sorprenderà ma anche per le piante, e quindi per l’agricoltura, intesa come bene comune e comparto economico, esiste una legislazione fitosanitaria internazionale – nel nostro caso, europea – che regolamenta la materia e, soprattutto, gli interventi urgenti, necessari ed obbligatori per prevenire, contrastare ed eradicare pericolosissimi organismi nocivi da quarantena.

Gli addetti ai lavori sanno che tutti i Decreti di lotta obbligatoria attuati in questi anni in Italia (Flavescenza Dorata, Virus della Sharka delle Drupacee, Virus della Tristeza degli Agrumi nonché per il batterio Xylella fastidiosa) prevedono le citate deroghe. Dovrebbe esistere quindi, laddove l’Italia ha sottoscritto e recepito la legislazione fitosanitaria internazionale, una gerarchia legislativa che il Governo nazionale, i Governi regionali e soprattutto l’amministrazione della Giustizia a tutti i livelli dovrebbero ugualmente rispettare ed applicare.

Non siamo esperti in materia, ma ci poniamo molte domande. E’ possibile che un Tribunale Amministrativo Regionale si esprima ed applichi alcune leggi (nello specifico caso della xylella la tutela del diritto di aziende biologiche ad opporsi ai trattamenti chimici obbligatori per il controllo del vettore) ignorandone altre? E’ possibile che una Procura della Repubblica applichi alcune normative nazionali in materia ambientale e ne ignori assolutamente delle altre in materia fitosanitaria, ovvero sequestrando preventivamente delle piante e di fatto bloccando un piano di interventi per il contenimento dell’infezione? Come in questa tragica vicenda, nel caso di palese conflitto nell’applicazione di due o più normative chi decide l’ordine prioritario di applicazione, ogni singolo giudice di testa sua?

Nel caso della Xylella fastidiosa chi tutela il sacrosanto diritto degli olivicoltori delle altre province pugliesi o altre regioni italiane a non vedere l’epidemia espandersi nei propri terreni? Sarebbero auspicabili azioni collettive (class action) di tutela preventiva per un danno temuto, terribilmente reale ed incombente.
Di qui l’anarchia legislativa.

Veniamo poi all’anarchia Istituzionale. E’ possibile che un potere dello Stato, la Giustizia, attraverso il TAR, e una sua Procura, blocchi l’attività di un Commissario straordinario (nominato dalla Protezioni Civile in virtù del dichiarato stato di emergenza) del Governo dello stesso Stato? E’ possibile che un Tribunale Amministrativo Regionale, il Consiglio di Stato e una Procura blocchino l’applicazione di un piano d’intervento prescritto da un Decreto Ministeriale del medesimo Stato?

E ancora: è possibile che uomini chiave delle Istituzioni (MiPAAF e Regione Puglia) chiamati ad applicare le misure obbligatorie stabilite dall’Unione Europea e dal Governo, ovvero nell’esercizio delle loro funzioni, siano indagati per gravissimi altri reati solo perché, nell’esercizio delle loro funzioni, applicavano leggi dello stesso Stato? Per non parlare delle complicazioni legate alle competenze e le funzioni del Governo regionale. Un guazzabuglio istituzionale davvero incredibile, incompatibile con un Paese considerato civile.

Chi risponderà di eventuali errori e dei danni causati dal blocco di ogni intervento (monitoraggio, controllo dei vettori, eliminazione delle fonti d’inoculo) volto a rallentare l’avanzata dell’epidemia e del batterio da quarantena? I magistrati rispondono in prima persona, rispondono i TAR, le Procure o i Tribunali di appartenenza o nessuno di questi?

C’è qualcosa che non funziona in questo nostro Belpaese. Chi dovrebbe provare a intervenire per far un minimo di chiarezza su questi temi? Forse il Presidente della Repubblica, il Governo Nazionale attraverso il Ministero di Grazia e Giustizia o la Corte Costituzionale. Ci appelliamo quindi alle massime cariche dello Stato ed attendiamo risposte dai Costituzionalisti.

 

 

La foto di apertura è tratta dal sito InfoXilella.it, che vi invitiamo a visitare

 

OO M - 29-03-2016 - Tutti i diritti riservati

COMMENTI

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.
Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

OO M

OO M è l'acrostico di Olio Officina Magazine. Tutti gli articoli o le notizie contrassegnate con tale sigla rimandano ai vari collaboratori del giornale on line.

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
La versatilità del Riserva Oro di Masseria delle Sorgenti

La versatilità del Riserva Oro di Masseria delle Sorgenti

Avete notato che non tutti gli extra vergini hanno il dono di essere adatti ad ogni impiego? Il blend di olive Frantoio, Leccino e Pendolino, prodotto in Campania dalla famiglia Pontecorvo, proprio là dove viene estratta l’acqua Ferrarelle, ha questa specifica virtù > Luigi Caricato

RICETTE OLIOCENTRICHE
Tutti a chiedere i Fil di ferro

Tutti a chiedere i Fil di ferro

Se dici ricetta oliocentrica, il pensiero corre subito ad Antonio Ruggiero. Lui parte sempre dall’olio ricavato dalle olive, che considera un prezioso succo di frutta da cui non si può prescindere. La ricetta parte da una pasta lunga tipo piccola bavettina che ha come base aglio, olio e peperoncino

EXTRA MOENIA
La forma della terra

La forma della terra

Gianfranco Tuoro è riuscito a fare l’olio come voleva. Solo che ora ne farà un po’ di più, ma non troppo di più. Ha appena allargato il suo uliveto, avendo aggiunto più aria e altre cinquanta piante. Il suo podere, a due passi dal mare e da Selinunte, immane rovina di bellezza, ha assunto la forma di un quadrato > Nicola Dal Falco

GIRO WEB
La voce di chi crede nell’olivicoltura

La voce di chi crede nell’olivicoltura

“Benvenuti su InfoXylella”, è in questo modo che alcuni imprenditori e studiosi si aprono al mondo dei social per ritagliarsi un proprio spazio, difendendosi da chi ne ha usurpato per mesi ruolo e centralità, fingendosi amanti dell’olivo ma senza minimamente preoccuparsi delle sorti dell’olivicoltura. Per ora è una pagina facebook, a breve anche un sito internet di pura e corretta informazione

OO VIDEO
loading...

L'olio nei ristoranti. Cosa accade veramente nelle cucine?

Perché i grandi chef disdegnano l'olio da olive? Perché nei locali più frequentati si insiste con il rabboccare le bottiglie d'olio? E, soprattutto, perché non hanno successo le "carte degli oli"? Dialogo di Luigi Caricato con il critico gastronomico del Corriere della Sera Valerio M. Visintin e la scrittrice e sommelier Ilaria Santomanco. Tutti a celebrare gli chef, tutti a osannare la ristorazione, ma sono davvero così attenti verso un ingrediente come l'olio extra vergine di oliva, tanto significativo e centrale quanto di fatto ancora  poco considerato?

BIBLIOTECA OLEARIA
La cultura alta dell’olio

La cultura alta dell’olio

C’è una pubblicazione, difficile e rara da trovare, ma che si può comunque individuare nelle più importanti biblioteche. Si intitola La Riviera Ligure. Momenti di una rivista ed era stata editata da Sagep, frutto di una mostra che si svolse a Milano dal 6 al 30 giugno 1986, a cura di Pino Boero e Maria Novaro > Carlotta Baltini Roversi