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Xylella fastidiosa, il documento

Ed ecco le linee guida di riferimento destinate alle aziende colpite dallo stato di emergenza. Le indicazioni sono utili anche a coloro che, trovandosi nello stesso areale, sono chiamati ad adottare misure preventive per evitare che gli olivi si infettino

OO M

Xylella fastidiosa, il documento

E così, dopo tanta comprensibile attesa, l'Ufficio Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, in collaborazione con le Istituzioni scientifiche, le Organizzazioni del settore agricolo, gli Ordini professionali, le Amministrazioni locali e le Strutture regionali e provinciali della regione, ha elaborato le linee guida con il dichiarato scopo di fornire indicazioni operative per la prevenzione e il contenimento della diffusione del batterio sia alle aziende colpite dall’'emergenza della Xylella fastidiosa sia alle aziende che, trovandosi nell'’area contaminata, sono a rischio e devono adottare misure preventive per evitare di essere infettate.

Il documento, oltre ad integrarsi con le misure e le azioni previste nelle disposizioni normative emanate dalla Regione, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dalla Commissione Europea, tiene conto delle conoscenze scientifiche sinora acquisite sulla Xylella fastidiosa, mettendo in risalto gli aspetti tecnici da attuare sul territorio al fine di evitarne la diffusione.

La gestione fitosanitaria, inoltre, mira anche al contenimento ed eliminazione di altri parassiti che determinano il "Complesso del disseccamento rapido dell'olivo". Le linee guida rappresentano un utile strumento che contempla oltre alle pratiche fitosanitarie anche pratiche agronomiche ritenute fondamentali per prevenire le infezioni di Xylella fastidiosa, come le lavorazioni del terreno e le potature. Vengono evidenziate anche precauzioni che possono interessare chiunque sosti o frequenti i siti infetti, al fine di evitare movimentazione accidentale di insetti vettori o vegetali infetti.

SCARICA IL DOCUMENTO QUI

OO M - 22-07-2014 - Tutti i diritti riservati

COMMENTI

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carmelo buttazzo

19:32 | 24 luglio 2014

Ho letto con molta attenzione le “Linee Guida” diramate dalla Regione Puglia e a mio avviso, il lavoro svolto dai tecnici e dagli esperti incaricati dalla Regione, mi sembra in buona sostanza ben fatto e meritevole di essere preso in considerazione. Sicuramente in alcuni punti andrebbe perfezionato e ampliato con maggiori informazioni, senza trascurare che gli studi ed i monitoraggi sul territorio devono continuare ad essere fatti.
Tuttavia è tempo di voltare pagina, incentrare subito l'attenzione su un “Protocollo Operativo” sulla base delle linee guida, chiaro ed univoco e condiviso dalle amministrazioni locali (Sindaci dei comuni interessati).
Per esempio, le linee guida andrebbero perfezionate indicando, su base catastale, i fogli di mappa interessati alle diverse zone (focolai puntiformi, zone tampone, zona di quarantena, ecc). Successivamente in base alla tipologia stabilire su ciascuna zona cosa obbligatoriamente fare. L’obbligo dovrebbe essere sancito da una chiara ordinanza sindacale.
Qui si apre un altro importante aspetto: riuscire a bene comunicare gli interventi previsti dal Protocollo Operativo ai Sindaci interessati. Non servono incontri provinciali con decine e decine di amministratori perché sfocerebbero in inutili polemiche e sterili dibattiti. Io punterei su più incontri contestuali (per evitare di perdere tempo), accorpando per zona al massimo 3-4 Sindaci. In questo caso, credo che un ruolo qualificato ed autorevole possa essere svolto dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Lecce, ovviamente ben coordinati dall’Osservatorio fitopatologico della Regione Puglia. Questa soluzione “comunicativa” avrebbe due vantaggi: la competenza e la distribuzione territoriale dei colleghi che verranno selezionati e daranno la disponibilità a svolgere questo compito, inoltre molti colleghi Agronomi hanno rapporti di conoscenza e stima con le amministrazioni locali. Qualcuno potrebbe dire ma perché un Dottore Agronomo dovrebbe impegnarsi (probabilmente gratuitamente) per svolgere questo compito comunicativo? Ricordo ai colleghi che deontologicamente siamo tutti chiamati, qualora ci siano le condizioni, a svolgere il ruolo di tutela sugli aspetti ambientali e di ruralità del territorio e chi più di noi ha le competenze per farlo?
In passato, nelle varie riunioni organizzate dalla Regione Puglia è stato chiesto ai Dottori Agronomi di astenersi da comunicazioni fuorvianti e spesso prive di fondamento in modo che l’Osservatorio fitopatologico potesse lavorare tranquillo allo studio ed al monitoraggio di questa “calamità ambientale”, è questo ad oggi mi risulta si sia rispettato.
Oggi mi auguro un’inversione di tendenza da parte della Regione Puglia, e che la stessa possa chiedere e coordinare il nostro contributo facendo esplicita richiesta al Presidente dell’Ordine di Lecce che ha sempre manifestato il desiderio di contribuire in tale direzione. Il gruppo tecnico dovrà essere selezionato in funzione delle competenze specifiche e della disponibilità offerte e comunque dovrà essere opportunamente formato e coordinato dagli uffici regionali preposti.
Per quella che è la mia visione, forse questo è l’unico modo per orientare la politica a sostegno del territorio e credimi Luigi, oggi più che mai ci vuole una buona politica …
Le Organizzazioni di Produttori, le Associazioni, le Istituzioni tutte, continuino il loro impegno a reperire fondi da destinare alle imprese ed agli operatori coinvolti nell’attuazione del “Programma Operativo” ma il presidio e la prevenzione sul territorio forse è bene sia delegata ad altri.
Un caro saluto

OO M

OO M è l'acrostico di Olio Officina Magazine. Tutti gli articoli o le notizie contrassegnate con tale sigla rimandano ai vari collaboratori del giornale on line.

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