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Dimissioni di Vincenzo Gesmundo, le richiedono i Gilet arancioni

I quali si rivolgono direttamente ai soci Coldiretti per svegliarli, accusando i vertici dell’organizzazione di riempirsi il portafogli e di accoltellare l’agricoltura

OO M

“Le dimissioni che potrebbero segnare una svolta per tutto il sistema agricolo italiano e pugliese non sono quelle dell’assessore Di Gioia, ma quelle delle due anime nere di Coldiretti: il direttore pugliese Corsetti e il suo capo romano, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che da vent’anni sono sulla scena a dividere il mondo agricolo sugli stessi problemi, indebolendolo, a distruggere l’agricoltura e l’olivicoltura pugliese e italiana”. È quanto ha affermato il portavoce dei gilet arancioni Onofrio Spagnoletti Zeuli in questi giorni di dura protesta.

“Come possono due persone che portano a casa grossi stipendi difendere dai caldi palazzi baresi e romani gli agricoltori che non hanno produzione, non hanno reddito e hanno perso tutto?”

A interrogarsi è sempre Spagnoletti Zeuli, il quale prosegue nel duro attacco: “Siamo stati molto contenti che il 7 gennaio a Bari molti soci e dirigenti Coldiretti abbiano chiesto con noi a gran voce le dimissioni di chi continua a prenderli in giro, riempiendosi allo stesso tempo il portafoglio e dividendo il mondo agricolo che dovrebbe marciare unito. Ci meravigliamo ancora oggi quando vediamo che il governo del cambiamento continua ad interloquire con questi personaggi, in piedi dai tempi della prima Repubblica, che hanno contribuito in modo significativo al declino dell’agricoltura e dell’olivicoltura italiana”, ha concluso Spagnoletti Zeuli.

 

 

OO M - 08-01-2019 - Tutti i diritti riservati

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