Venerdì 27 Maggio 2016 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Quesito: perché extra vergini con dati analitici di assoluta eccellenza vengono declassati?

Ogni anno circa il 15% di oli selezionati con dati analitici di assoluta eccellenza, molto più restrittivi dei limiti fissati dalla legge per gli oli extra vergini di oliva, hanno difetti sensoriali e vengono declassati da extra vergini a vergini

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Quesito: perché extra vergini con dati analitici di assoluta eccellenza vengono declassati?

La fonte di quanto avete letto nel sommarietto è dell’Associazione 3E (produttori sotto monitoraggio e selezionati per produrre oli di assoluta eccellenza), nel corso delle sperimentazioni 2008-2012, condotte in Italia, Spagna, Grecia e California.

Già, perché accade questo?

I difetti sensoriali sono conseguenza di negligenza del frantoiano o difetto delle macchine utilizzate?
Quali sono le parti dell'impianto e le operazioni a rischio di “inquinamento sensoriale” dell'olio?
Come è possibile identificare i punti critici e prevenire questo rischio?

Al corso “Frantoi più efficienti” che si terrà a Todi il 24 Giugno 2016, il prof. Claudio Peri darà indicazioni semplici e concrete per rispondere a questi interrogativi e molto altro.

Per informazioni sul corso scrivete a: claudio.peri@fastwebnet.it e riceverete via mail tutte le informazioni e il modulo per l’iscrizione.

 

La foto di apertura è di Luigi Caricato

 

OO M - 16-03-2016 - Tutti i diritti riservati

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OO M è l'acrostico di Olio Officina Magazine. Tutti gli articoli o le notizie contrassegnate con tale sigla rimandano ai vari collaboratori del giornale on line.

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Avete notato che non tutti gli extra vergini hanno il dono di essere adatti ad ogni impiego? Il blend di olive Frantoio, Leccino e Pendolino, prodotto in Campania dalla famiglia Pontecorvo, proprio là dove viene estratta l’acqua Ferrarelle, ha questa specifica virtù > Luigi Caricato

RICETTE OLIOCENTRICHE
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Se dici ricetta oliocentrica, il pensiero corre subito ad Antonio Ruggiero. Lui parte sempre dall’olio ricavato dalle olive, che considera un prezioso succo di frutta da cui non si può prescindere. La ricetta parte da una pasta lunga tipo piccola bavettina che ha come base aglio, olio e peperoncino

EXTRA MOENIA
La forma della terra

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Gianfranco Tuoro è riuscito a fare l’olio come voleva. Solo che ora ne farà un po’ di più, ma non troppo di più. Ha appena allargato il suo uliveto, avendo aggiunto più aria e altre cinquanta piante. Il suo podere, a due passi dal mare e da Selinunte, immane rovina di bellezza, ha assunto la forma di un quadrato > Nicola Dal Falco

GIRO WEB
La voce di chi crede nell’olivicoltura

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“Benvenuti su InfoXylella”, è in questo modo che alcuni imprenditori e studiosi si aprono al mondo dei social per ritagliarsi un proprio spazio, difendendosi da chi ne ha usurpato per mesi ruolo e centralità, fingendosi amanti dell’olivo ma senza minimamente preoccuparsi delle sorti dell’olivicoltura. Per ora è una pagina facebook, a breve anche un sito internet di pura e corretta informazione

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L'olivicoltura e l'arte olearia a Malta

Luigi Caricato dialoga con Roderick Galdes, ministro dell'agricoltura della Repubblica di Malta, Jean Paul Mifsud, giornalista nonché produttore d'olio, e l'oleologo Sammy Cremona, di Wardija. Si offre uno sguardo lucido su un Paese noto soprattutto per il turismo, molto meno invece per la sua olivicoltura. Qual è allora lo stato dell'arte, per ciò che concerne la coltivazione degli olivi e la produzione dell'olio? Quali sono le tendenze di consumo e com'è percepito l'olio da olive? Ecco quanto si è detto nell'ambito di Olio Officina Festival 2016

BIBLIOTECA OLEARIA
La cultura alta dell’olio

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C’è una pubblicazione, difficile e rara da trovare, ma che si può comunque individuare nelle più importanti biblioteche. Si intitola La Riviera Ligure. Momenti di una rivista ed era stata editata da Sagep, frutto di una mostra che si svolse a Milano dal 6 al 30 giugno 1986, a cura di Pino Boero e Maria Novaro > Carlotta Baltini Roversi