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Il clorpirifos negli oli. Cosa fare

Con il cambio dei limiti, cosa ci si attende? Il nuovo regolamento introduce variazioni più severe. Intanto, c'è da osservare che il nuovo limite per le olive da olio è applicabile solo per quanto prodotto successivamente al 5 dicembre 2018. Va inoltre considerato che le disposizioni si riferiscono alle olive e non al prodotto trasformato. Per l’olio non è prevista a livello comunitario una disciplina specifica in relazione ai limiti massimi di residui. Ciò crea un “vuoto normativo” che solo parzialmente risulta colmato a livello nazionale

Chemiservice

Il clorpirifos negli oli. Cosa fare

Prosegue la collaborazione di Olio Officina Magazine con Chemiservice, il più prestigioso laboratorio di analisi internazionale che si dedichi agli oli da olive, laboratorio che tuttavia estende la propria attività su più fronti, non limitandola solo all'analitica dei grassi. Chi vuole conoscere l'impegno di questa azienda fondata da Giorgio Cardone, può cliccare QUI. Intanto, l'argomento affrontato questa volta è tra i più delicati e complessi, per questo è opportuno dedicare la massima attenzione.

Cosa è il clorpirifos?

Il clorpirifos è un insetticida fosforganico dotato di un ampio spettro d'azione insetticida.
Nelle applicazioni alla vegetazione risulta particolarmente indicato contro neanidi di Cocciniglie e larve di Lepidotteri, ma controlla anche Aleurodidi, Formiche, Coleotteri, Mosca della frutta, Cimici, Tripidi, etc.
Nelle applicazioni al terreno combatte Altiche, Atomarie, larve di Ditteri, Elateridi, Formiche, Grillatalpa, Maggiolini, Mosca del cavolo, Nottue.

Viene utilizzato per la difesa di agrumi, pesco, melo, pero, vite, olivo (applicazione al terreno), cavoli (terreno destinato alla coltura di cavoli ad infiorescenza, cavolo cappuccio, cavolo cinese, cavolo rapa), melanzana, fagiolo, pisello, asparago, carota, cipolla, pomodoro, peperone, patata, soia, girasole, barbabietola da zucchero, mais, tabacco, floreali e ornamentali, pioppo.

 

Limiti massimi di residuo di clorpirifos consentiti sino ad oggi

Attualmente e fino all’entrata in vigore del nuovo Regolamento (05.12.2018), i limiti massimi (in mg/kg = ppm) relativi ai livelli massimi di residui di clorpirifos in o su determinati prodotti, sono quelli previsti dal Regolamento (UE) 2016/60 della Commissione che modifica gli allegati II e III del regolamento (CE) n. 396/2005:

Note:
 (*) Indica il limite inferiore di determinazione analitica

Le olive da olio rientrano nella categoria dei semi e frutti oleaginosi, per cui per questo prodotto il limite è (stato fino a d oggi) pari a 0,05 mg/kg. 
 

Il nuovo limite previsto per gli oli 

Il 4 maggio 2018 è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2018/686 che modifica gli allegati II e III del regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di clorpirifos, clorpirifos metile e triclopir in o su determinati prodotti.
Al p.to 2 il suddetto regolamento riporta:

Per la sostanza clorpirifos l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, nel seguito «l’Autorità», ha presentato un parere motivato sugli LMR vigenti in conformità all’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1, del medesimo (2). L’Autorità ha rilevato un rischio per i consumatori in relazione agli LMR per le uve da vino. È pertanto opportuno ridurre tale LMR. L’Autorità ha raccomandato di ridurre gli LMR per cotogne, nespole, albicocche, ciliege, zucche, mais dolce, cavoli broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli ricci, cavoli rapa, lattughe e insalate, spinaci, legumi, asparagi, carciofi, legumi secchi, semi di papavero, semi di girasole, semi di colza, semi di senape, semi di camelina, olive da olio, grano saraceno, miglio, chicchi di caffè e pollame (muscolo, grasso e fegato). Per altri prodotti ha raccomandato di aumentare o mantenere gli LMR vigenti.

Di seguito l’estratto del regolamento con il nuovo limite per olive da olio, applicabile solo a quanto prodotto successivamente al 5 dicembre 2018.

Il fattore di concentrazione/diluizione

Come abbiamo appena letto, il regolamento fa riferimento alla materia prima, alle olive e non al prodotto trasformato. Per questi ultimi, tra cui l’olio, non è prevista a livello comunitario una disciplina specifica in relazione ai limiti massimi di residui. Ciò crea un “vuoto normativo” che solo parzialmente risulta colmato, a livello nazionale.

Nel 2009 il Ministero della Salute ha diffuso infatti una “Nota esplicativa riguardante i residui di pesticidi: Regolamento 396/2005 (CE) – applicazione dei fattori di processo per le sostanze attive”. Nella stessa è riportato un fattore di concentrazione/diluizione applicabile ai prodotti di trasformazione, con riferimento alle sole sostanze lipofile.

La peculiarità di queste ultime (tra le quali il Clorpirifos) è quella, nei processi di trasformazione delle materie prime, di concentrarsi nella sostanza grassa. Ne consegue che al momento della molitura delle olive, il residuo tende a rimanere nella porzione oleica anziché venirne allontanato insieme alla fase acquosa.

La nota stabilisce che il fattore di concentrazione/diluizione applicabile nella trasformazione delle olive in olio è pari a 5x.
Ciò significa che se il limite del clorpirifos previsto sulle olive da olio dal nuovo Regolamento è pari a 0,01 mg/kg, per gli oli di oliva potrà considerarsi pari a 0,05 mg/kg.
Tale fattore di conversione è applicabile solo in Italia.
 

Accorgimenti

Il regolamento del 2018 dunque introduce delle variazioni più severe ai limiti di Clorpirifos e ciò avrà un impatto significativo nella valutazione di conformità degli oli in particolar modo della prossima campagna olearia. Ciò rende necessaria un’attenzione ancora maggiore e un monitoraggio costante sul prodotto finito (monovarietali e blend).

Il Laboratorio Chemiservice vanta una consolidata esperienza in questo tipo di controlli che vengono di routine eseguiti su Oli, Grassi, alimenti contenenti grasso e su prodotti alimentari di origine vegetale. Si avvale di metodi normalizzati e Accreditati, con limite di quantificazione pari a 0,01 mg/kg.
L’analisi è effettuabile sia singolarmente (monitoraggio della singola molecola) che all’interno di un pacchetto Multiresiduale. Vi invitiamo a contattarci per eventuali ulteriori informazioni.

 

 

La foto di apertura è di Luigi Caricato

Chemiservice - 19-06-2018 - Tutti i diritti riservati

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