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Made Green in Italy

Nasce una certificazione, italiana, per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodottialimentari o dei servizi. In vigore dal 13 giugno 2018, il marchio viene rilasciato su richiesta delle imprese che hanno attuato e promuovono una politica di sviluppo sostenibile. Le considerazioni del Centro Studi Diritto Alimentare-Food Law 

Giorgia Antonia Leone

Made Green in Italy

E’ NATA LA CERTIFICAZIONE ITALIANA DELL‘IMPRONTA AMBIENTALE: “MADE GREEN ITALY” 

Il 29 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 21 marzo 2018 n.56, in vigore dal 13 giugno 2018, recante il Regolamento per l'attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti, denominato "Made Green in Italy", di cui all'Art. 21, comma 1, della Legge 221/2015.

È stato quindi istituito un marchio progettato dal Ministero dell’Ambiente, che riguarda anche le categorie dei prodotti, alimentari o servizi. 
Il marchio viene rilasciato su richiesta delle Imprese italiane, che hanno attuato e promuovono una politica di sviluppo sostenibile, dopo la verifica di specifici requisiti necessari (obbligatori e facoltativi) sulla base di indicazioni metodologiche, e le licenze di utilizzo del marchio hanno durata triennale. 

Tutti i prodotti alimentari o servizi già dotati del marchio “made in Italy” potrebbero, ipoteticamente, conseguire il “made green in Italy”.

Il marchio "made green in Italy" certifica, oltre evidentemente l’origine del prodotto alimentare “italiano”, anche il rispetto di determinati limiti di produzione a basso impatto ambientale, con lo scopo specifico di ridurre gli impatti ambientali in relazione a tutte le attività del ciclo di produzione e fornitura: estrazione delle materie, trasporto, distribuzione per la vendita, gestione del prodotto a fine vita, che diviene rifiuto da smaltire.

Questa nuova certificazione ha anche la finalità di rinforzare il circuito di competitività del sistema produttivo italiano, anche internazionale, mediante l'indicazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, ma altresì di garantire, un consumo dei prodotti che siano “ecologici”.

I prodotti "made green in Italy" devono presentare, per essere considerati tali, prestazioni ambientali pari o superiori ai cd. “benchmark” di riferimento, la stima delle quali è espletata secondo la metodologia detta Product Environmental Footprint (P.E.F.) dell’Unione Europea. 

L’impronta ambientale è precisamente definita con i criteri indicati dalla Raccomandazione 2013/179/U.E.

 

Per quanti desiderino contattare il Centro Studi Diritto Alimentare-Food Law, è possibile farlo scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: avvocati.csda@libero.it

 

 

La foto di apertura è di Olio Officina

Giorgia Antonia Leone - 07-08-2018 - Tutti i diritti riservati

Giorgia Antonia Leone

Avvocato patrocinante in Cassazione, fa parte del Centro Studi Diritto Alimentare.

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