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Il Sagrantino, un vino di successo

Secco o passito. A Montefalco è un riferimento da cui non si può prescindere, così come nelle zone intorno, con altri quattro comuni che costituiscono la zona vitivinicola più ricca e varia della “Valle Umbra”. La tradizione vinicola di questo territorio ha origine nel Medioevo

Marcello Ortenzi

Il Sagrantino, un vino di successo

Il Sagrantino, vino tipico di Montefalco dell’Umbria e zona intorno, è tornato in evidenza a novembre a Giano dell’Umbria in occasione dell’evento autunnale “Mangiunta”.

Le colline del comune di Montefalco e degli altri quattro comuni dell’area tipica, a sud della città di Perugia, nel cuore dell'Umbria, costituiscono la zona vitivinicola più ricca e varia di questa regione, la “Valle Umbra”. La tradizione vinicola di questa terra ha origine nel Medioevo grazie ai monaci benedettini che, con la loro opera, bonificarono queste terre impiantandovi alcuni dei più antichi vitigni umbri e uno di questi è il celebre Sagrantino. Questi vini nel 1980 con il riconoscimento della Doc e in seguito, nel 1992, con la Docg, hanno visto evidenziarsi opportunità di successo commerciale tanto sul mercato italiano che su quello estero. Anche se adesso nel Sagrantino prevale la versione "secco", il vino è nato come "passito". Un tempo, infatti, il Sagrantino era prodotto quasi esclusivamente in quest'ultima tipologia, e ottenuto dall'appassimento delle uve su graticci di legno. Le uve di Sagrantino erano capaci di appassire per mesi senza marcire e con gli acini che conservano a lungo intatta la componente zuccherina. 

Il vino "Montefalco" Sagrantino "secco" non può essere immesso al consumo se non dopo aver subito un periodo d’invecchiamento di almeno trenta mesi, di cui almeno dodici in botti di legno. Invece il "Montefalco" Sagrantino "passito", non può essere immesso al consumo se non dopo aver subito un periodo d'invecchiamento di almeno trenta mesi.

 

Caratteristiche organolettiche

Il grappolo si presenta medio o piccolo, cilindro o cilindro-conico, alato, semi-spargolo, mentre l’acino è medio, sferoidale, buccia da mediamente spessa a spessa, da mediamente a molto pruinosa, colore dell’ epidermide nero.

"Montefalco" Sagrantino secco: colore: rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con l'invecchiamento; - odore: delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo; - sapore: asciutto, armonico.

"Montefalco" Sagrantino passito: colore: rosso rubino carico, talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con l'invecchiamento; - odore: delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo; sapore: abboccato, armonico, gradevole.

 

Il Consorzio del Sagrantino

C’è un Consorzio Tutela Vini Montefalco che ha il compito di coordinare le aziende della zona e di condurle nella costante ricerca della qualità e della valorizzazione dei vini del loro territorio, utilizzando anche i risultati delle ricerche degli enti dedicati all’enologia. L’ente è responsabile del coordinamento con i produttori locali e li assiste sia nella ricerca della qualità e nella promozione dei vini espressione del loro territorio. Il Consorzio ha il compito di garantire gli elevati standard di produzione e di promuovere sia il Montefalco Sagrantino DOCG che il Montefalco DOC nel mondo. L’obiettivo è di consolidare la notorietà acquisita dai vini di Montefalco attraverso il costante miglioramento qualitativo non solo del Sagrantino, ma di tutti i vini prodotti nel territorio. Questa la vera forza di questo territorio e del Consorzio che lo tutela: la consapevolezza comune che solo continuando a crescere qualitativamente si possono ottenere risultati soddisfacenti per tutti. 

 

Marcello Ortenzi - 04-11-2018 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

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