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Aceite Montes de Toledo

Speciale oli Dop spagnoli. Questa settimana presentiamo la Comunità autonoma di Castilla-La Mancha, un areale nel quale si producono oli extra vergini di oliva che vanno dal giallo dorato al verde intenso, dai sapori fruttati e molto aromatici, caratterizzati da note amare e piccanti nette (Tredicesima puntata, continua)

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Aceite Montes de Toledo

Conosciamo davvero le produzioni olearie estere? In Europa esistono le attestazioni di origine Dop e Igp che consentono di valorizzare gli extra vergini del territorio. La qualità di questi oli a marchio Dop o Igp è sicura, garantita e accertata, anche perché esiste un Disciplinare di produzione che detta le regole, oltre a un Consorzio di tutela che riunisce i produttori e li segue passo dopo passo, fornendo tutela e assistenza, e, parallelamente, vi è anche un organismo di controllo che sovraintende allo scopo di accertare la reale provenienza degli oli e la piena corrispondenza a quanto dichiarato in etichetta. La puntata di questa settimana è dedicata alla Dop Montes de Toledo. Buona lettura.

 

 

 L’appellativo di Aceite Dop Montes de Toledo rimanda all’olio extra vergine di oliva situato al centro della Penisola Iberica. In questa area della Spagna si trova una serie di catene montuose a bassa quota, conosciuta come i Monti di Toledo. Si tratta di un'area di grande valore ambientale, dove lo sguardo si apre al Parco Naturale di Cabañeros, in direzione est-ovest, a sud della provincia di Toledo e a nord di Ciudad Real, separando le valli del Tago e del Guadiana. Tanto per avere una idea più precisa, il picco più alto di queste catene montuose è il massiccio del Rocigalgo (1.447 m).

L’Aceite Montes de Toledo è prodotto nel centro-ovest della Comunità autonoma di Castilla-La Mancha, occupando le regioni del sud-ovest della provincia di Toledo, con ben 81 comuni e 22 comuni del nord-ovest della provincia di Ciudad Real.

Si tratta di un olio ottenuto dalla varietà Cornicabra, la principale cultivar che trova qui il favore delle condizioni climatiche e pedologiche, le più adatte per la coltivazione dell’olivo.

 

 

La presenza della coltura dell'olivo nella zona di Montes de Toledo, sebbene introdotta durante le colonizzazioni fenicia e greca, risale in particolare al periodo dell'Impero Romano, dove si è avuto un notevole potenziamento.

Negli anni della Repubblica, questa coltura aumenta notevolmente e la sua presenza viene rilevata nel sud della Sierra de Gredos. Durante l'invasione musulmana ci sono pochi riferimenti agli oliveti dei Montes e de La Mancha, in generale, il che suggerisce che gli oliveti non erano molto abbondanti nella zona, e che le piantagioni che potevano esistere in quell'epoca non erano molto diffuse e la loro produzione era principalmente destinata per consumo locale.

I documenti relativi a Toledo e ai suoi terreni menzionano l'olivicoltura, ma non occupano mai importanti distese. Nel comune di Talavera de la Reina si trova un'area di una certa importanza. Sebbene vi siano pochi riferimenti, la coltivazione dell'olivo nel Regno di Toledo era abbastanza nota. Nella Spagna dei Re Cattolici, il gazpacho con olio e aceto era una parte fondamentale della dieta di questa zona. Successivamente, l'importanza data da Alonso de Herrera alla coltivazione dell'olivo e all'olio stesso, nel suo libro Agricoltura Generale, fa pensare che l’olivo sarà significativamente valorizzato nel secolo successivo

Nel corso del XVI secolo ci fu un'espansione agraria basata sull'aumento dell'estensione dei terreni coltivati con non poche fratture: gli olivi furono collocati nei terreni di minore qualità in seguito alla tendenza dell’autoproduzione, anche se le barriere politiche e istituzionali e l'opposizione dei contadini, integrati nelle classi dirigenti dei comuni, hanno impedito a questa coltura di raggiungere una posizione privilegiata come colonizzatrice di terre desolate.

Nell'attuale provincia di Ciudad Real c'erano alcune disposizioni per ripopolare alcuni villaggi con oliveti, come nel caso di Piedrabuena, ma anche con questa soluzione la presenza degli oliveti è rimasta poco influente. Nella provincia di Toledo, le regioni olivicole che all'epoca godevano di una certa tradizione sono meglio delimitate: il triangolo Torrijos - Santa Olalla - Val de Santo Domingo, da un lato, e Talavera a ovest.

Durante il XVII secolo vi fu una leggera espansione degli oliveti, e da questo periodo sono conservati numerosi documenti di doti, contratti di vendita, piani catastali, e altro.

In Las relaciones histórico-geográficas de Felipe II (1575-1580); si può osservare la distribuzione degli olivi lungo il Tago, con la presenza di oliveti in vari comuni che oggi fanno parte della zona geografica della denominazione d'origine.

 L'importanza dell'olivicoltura in questa zona cambiò completamente nel corso del XVIII secolo, passando da un ruolo complementare ad importante attività, un cambiamento dovuto in particolare all'espansione demografica e agricola di quel secolo. 

Nelle Cédulas Reali del 1748 e 1779 sul rimboschimento, si descrive l'inizio dell'olivicoltura nelle zone dove prima era assente, come nel caso di Mora e dintorni. Anche se all'epoca l'oliveto non aveva ancora la stessa importanza che come nel secolo successivo, vi sono chiari sintomi che segnano un segno espansivo di questa coltura, con una scarsa uniformità nella distribuzione. In quel periodo vi erano 20 mila ceppi di oliveti raggruppati tra Yepes, Dos Barrios, Noblejas e Villarrubia de Santiago. Nel triangolo di Torrijos l'importanza dell'oliveto non diminuì e si regitrarono cifre considerevoli nel corso della raccolta del 1782.

In quel secolo l'oliveto di questo territorio si estese in modo molto lento, anche a causa di alcuni lembi dei monti situati a nord di Ciudad Real. Le terre marginali erano state scelte per la sua piantagione e la maggior parte della produzione era destinata all'autosufficienza. Le piantagioni di olivo erano generalmente piccole, meno di un centinaio di metri quadrati. Sempre relativamente a questo periodo troviamo numerosi documenti manoscritti relativi alla proprietà e alla vendita di olivi e olio.

Nell'Ottocento le piantagioni continuarono ad avanzare grazie alla liberalizzazione della proprietà fondiaria e ai successivi aumenti del prezzo dell’olio sui mercati. Alla fine del XVIII secolo, la Francia era un mercato di esportazione di olio per queste popolazioni, e anche le esportazioni verso il Regno Unito si incrementarono. Gli anni della seconda metà del XIX secolo sono stati caratterizzati da importanti cambiamenti nella coltivazione e dalla promozione della produzione, del commercio e del consumo interno.

A partire dal 1907 si assistette a un recupero della superficie olivicola in termini di miglioramento della qualità dell'olio e a un aumento della produttività per ettaro, modificando la precedente situazione negativa. Ed è proprio a partire da questo nuovo impulso che la zona dei Montes de Toledo ha iniziato a decollare, sia in termini di qualità, sia in termini di quantità di produzione, anche se per quest'ultimo aspetto i livelli di produzione non sono stati raggiunti a causa delle condizioni climatiche più continentali, oltre che per i suoli di qualità inferiore.

All'epoca, esistevano due centri di produzione di olio molto importanti: Mora e Los Yébenes. Nel primo di questi troviamo le prove delle esportazioni effettuate in Italia. Si tratta di un olio di alta qualità, monovarietale, utilizzato per effettuare i blend, le miscele tra oli.

La zona di questa località conosciuta come "La cañada del Castillo" è diventata un'area segnatamente dedicata all'olivo. Va anche notato come non vi siano state variazioni significative nelle dimensioni degli oliveti nella zona dei Montes de Toledo e che, più precisamente nelle piantagioni apparse negli ultimi secoli, e in totale opposizione a quanto avvenuto in altre zone, le nuove proprietà olivicole sono state avviate da piccoli e medi proprietari a fronte delle buone prospettive che si intuivano sul fronte dei commerci oleari. Fino al 1950, l'espansione è stata sempre in crescita. Nel libro La Provincia de Toledo di Luis Moreno Nieto (Imprenta Diputación Provincial, Toledo, 1960), l'olivicoltura e la produzione olearia sono state citate come elementi di grande importanza, come pure la stessa presenza di un gran numero di frantoi in gran parte delle località e l'importanza delle esportazioni e la valutazione positiva della qualità degli oli da parte dei mercati.

La raccolta delle olive che diventeranno olio a marchio Dop Aceite Montes de Toledo avviene in modo tale che tutti gli accorgimenti adottati preservino i profumi e i sapori che rimandano alle caratteristiche del frutto da cui proviene, e così anche l’estrazione dell’olio dalle olive avviene attraverso mezzi meccanici che non alterino in alcun modo l’olio ottenuto a basse temperature

L'olio Dop Aceite Montes de Toledo presenta sfumature di colore che vanno dal giallo dorato al verde intenso. Al palato l’olio si caratterizza per l'intensità delle note fruttate e per l'equilibrio gustativo, evidenziando le note di mela e mandorla, accompagnate da un'intera sinfonia di aromi e sapori che ricordano la frutta fresca. Si percepisce altresì la foglia d'olivo e l'erba fresca, come pure piante aromatiche che richiamano il timo, il rosmarino, la rosa canina e il basilico. Inoltre, al contempo, è possibile trovare anche reminiscenze di mela verde, pomodoro, insieme ad altri aromi come kiwi, avocado e carciofo.

In bocca il gusto è gentile, morbido, e lascia una certa dolcezza nella punta della lingua, diventando poi elegante per una punta amara di moderata intensità che si scorge in chiusura. La sensazione di piccantezza in gola è ben dosata e perfettamente in linea con i valori di fruttato e amaro, dando luogo così a un olio di notevole equilibrio.

 

Per quanto concerne gli abbinamenti, quest’olio Dop Aceite Montes de Toledo risulta essere ideale per gli impieghi a crudo, in insalate, condimenti e salse, dove apporta i propri delicati aromi esaltando il sapore naturale dei cibi. Inoltre, quest’olio può essere utilizzato anche in stufati e arrosti, fornendo un apporto di eleganza e sapori fini, delicati e nel contempo più appetitosi.

 

 

Si ringrazia per le informazioni la Fundación C.R.D.O Montes de Toledo

La foto di apertura e quelle interne sono della Fundación C.R.D.O Montes de Toledo

 

 

OO M - 29-10-2019 - Tutti i diritti riservati

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