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Cosa non sappiamo dell'olio

Analisi di DINCH e DEHT nelle sostanze grasse. Ne avete mai sentito parlare? Al momento sono ancora oggetto di studio approfondito, circa l’effettiva riduzione del loro impatto tossicologico. Meglio, allora, essere informati e avviare una valutazione delle condizioni del proprio olio sotto il profilo del tenore di tali composti. Vi è infatti la possibilità di eseguire, nel contesto dell’analisi dei contaminanti, tale ricerca e quantificazione

Chemiservice

Cosa non sappiamo dell'olio

Intanto ecco di cosa si tratta. Il DEHT (Di(2-ethylhexyl) terephthalate) è un plastificante utilizzato nella produzione del PVC che è considerato più sicuro dei plastificanti a catena bassa e orto-ftalati, grazie al suo eccellente profilo tossicologico. È probabilmente uno dei più importanti plastificanti senza ftalati sul mercato. È ampiamente utilizzato in applicazioni quali estrusione, calandratura, stampaggio a iniezione, stampaggio rotazionale, stampaggio a immersione, stampaggio a fango, rivestimento e alcune applicazioni di inchiostri.

Il DINCH (1,2-Cyclohexane dicarboxylic acid diisononyl ester) (Hexamoll) è invece un plastificante autorizzato per la produzione degli oggetti in plastica destinati al contatto con alimenti, e proposto come alternativa all’utilizzo degli ftalati

Nell'Unione europea, l'Autorità per la sicurezza alimentare ha approvato l’uso del DINCH per un'ampia varietà di applicazioni di contatto alimentare nell'ottobre 2006. Nel 2007, la molecola è stata aggiunta all'allegato III della Direttiva 2002/72 / CE e s.m.  relativa ai “Materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari". Tale Direttiva è stata nel frattempo sostituita dal regolamento (UE) n. 10/2011.
Il DINCH (Hexamoll) è elencato nell'Allegato I del Regolamento (UE) n. 10/2011 con il nome di Food Conctact Material (FCM) 775 con la sua denominazione.

Si tratta, dunque, di plastificanti di nuova generazione, i così detti “non ftalati”, alternativi a quelli tradizionalmente impiegati, per il fatto di non avere l’acido ftalico come struttura di base e che per questo motivo vengono considerati meno tossici, ma che sono ancora oggetto di studi approfonditi circa l’effettiva riduzione del loro impatto tossicologico. 
 

Perché analizzare?

La Grande Distribuzione Organizzata, in particolare nordeuropea, sempre particolarmente sensibile ai temi di sicurezza alimentare, si è subito occupata del problema della contaminazione da plastificanti e già da tempo prevede l’introduzione di limiti convenzionali previsti per i prodotti distribuiti sui propri scaffali e ciò indifferentemente che si tratti di private labels o di prodotti a marchio dei fornitori.
Anche nell’attuale assenza di limiti legali per la presenza di tali molecole nei prodotti alimentari, si rivela utile e prudente avviare una valutazione delle condizioni del proprio prodotto sotto il profilo del tenore di tali composti.

La proposta analitica 

Il Laboratorio Chemiservice esegue l’analisi del DINCH e del DEHT applicando un metodo interno validato che utilizza la gascromatografia con rivelazione in massa.

 

 

La foto di apertura è di Olio Officina

Chemiservice - 02-04-2019 - Tutti i diritti riservati

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