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Ed è subito blend

L'olio è un progetto, di cui il blend può costituire un aspetto importante se rientra all'interno di una strategia di valorizzazione. E’ quanto emerso nell’ambito di Olio Officina Food Festival, dove oltre alle parole sono seguiti i fatti, con un nuovo curioso format: una oil experience dedicata al grande pubblico per comprendere come si progetta un blend da oli con caratteristiche diverse

Monica Sommacampagna

Ed è subito blend

L'olio è un progetto, di cui il blend può costituire un aspetto importante se rientra all'interno di una strategia di valorizzazione. E' emerso oggi dall'incontro a Olio Officina Food Festival condotto da Luigi Caricato con Giovanni Zucchi, autore del libro L'olio non cresce sugli alberi. Un volume che mette in chiaro come realizzare blend costituisca una formula di successo per il nostro Paese sui mercati internazionali grazie a un'arte tutt'altro che scontata.

“Il blend, spesso ingiustamente sminuito con il termine miscela, non è sofisticazione - ha chiarito Marcello Scoccia, vicepresidente di Onaoo. Oggi otteniamo blend non solo da diversi oli ma anche da cultivar che presentano caratteristiche particolari, ora ad esempio fruttate, ora amare o piccanti. Il selezionatore ha un compito fondamentale: studiare il profilo organolettico dell'olio per creare un profilo completo e coerente”.

“Come frantoiano posso testimoniare che il blend si imposta già sulle piante di olivo - ha aggiunto Manfredi Barbera. Quando riceviamo olive, infatti, è noto che appartengono a diverse varietà”. Da Giovanni Zucchi, infine, un messaggio importante: “L'olio extravergine italiano ha numeri che vanno potenziati. Se la produzione annua è in media di 300.000 tonnellate, il consumo assomma a 600.000 e l'export a 400.000 tonnellate vuol dire che abbiamo bisogno di raggiungere 1,2 milioni di tonnellate di olio. Se pensiamo che quest'anno arriveremo a quasi 200.000 tonnellate, il lavoro da fare, puntando su origine, qualità e anche blend, è significativo”.

A Olio Officina Food Festival dopo le parole del mattino di venerdi 23 gennaio nel pomeriggio è stato messo all’opera un nuovo curioso format: una oil experience dedicata al grande pubblico per comprendere come si progetta un blend da oli con caratteristiche diverse.

Un format ideato da Giovanni Zucchi e dall'azienda di famiglia che immerge il consumatore nella valutazione e nella scelta di tre oli per impostare un quarto olio dalle caratteristiche del tutto originali.

"Al termine di questa sessione di Blendmaster confrontiamo i diversi progetti - spiega Zucchi. Vista la necessità di aggregazione che sarebbe fondamentale per il comparto olivicolo italiano per assumere il giusto peso nei confronti dei competitor europei, mi auguro che il blend assuma maggiore importanza e un significato più ampio, simboleggiando una coesione orientata alla qualità in grado di fare anche massa critica sul mercato".

Monica Sommacampagna - 27-01-2015 - Tutti i diritti riservati

Monica Sommacampagna

Giornalista specializzata nel settore enogastronomico, ama la letteratura e la contaminazione tra diverse discipline scientifiche e umanistiche. Nata a Verona, dopo una laurea in lingue e letterature straniere a Milano e un Master in Comunicazione d’impresa si è divisa tra due fronti: la bellezza e l’enogastronomia. Ha frequentato corsi di scrittura creativa con Giuseppe Pontiggia, Stefano Benni e Jacopo Fo. È sommelier, oltre che socia dell’associazione Le Donne del Vino. Da anni collabora con testate giornalistiche locali e nazionali, e oggi scrive per “Civiltà del Bere”, “Origine” de “L’informatore Agrario” e "Olio Officina Magazine".

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