Giovedì 19 Ottobre 2017 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Gli ftalati negli oli

Li conosciamo per davvero? Le aziende sono realmente informate sui rischi? Queste sostanze di sintesi possono effettivamente migrare dai materiali plastici fino a entrare negli oli, con le serie conseguenze che ne derivano. Le imprese possono prendere le dovute precauzioni, avvalendosi di un metodo di analisi accreditato per oli e grassi

Chemiservice

Gli ftalati negli oli


Inizia a partire da questo articolo, la collaborazione con Chemiservice, il più prestigioso laboratorio di analisi internazionale che si dedichi agli oli da olive, laboratorio che tuttavia estende la propria attività su più fronti, non limitandola solo all'analitica dei grassi. Chi vuole conoscere l'impegno di questa azienda fondata da Giorgio Cardone, può cliccare QUI.

GLI FTALATI NEGLI OLI, DA ALLARME A RISCHIO EFFETTIVO

Gli Ftalati costituiscono un gruppo di sostanze di sintesi utilizzate nel processo di produzione di materiali plastici e vinilici per ammorbidirli ed aumentarne la flessibilità. Proprio a causa della loro presenza non costitutiva all'interno dei materiali ed a causa della loro elevata lipofilicità, possono facilmente migrare dai materiali plastici ai prodotti alimentari. Il problema della migrazione dunque riguarda anche le olive e gli oli con cui venissero a contatto nel processo di produzione e raffinazione, nonché durante la conservazione.

La stessa criticità riguarda altresì le bevande alcoliche la cui contaminazione può̀ essere causata dall’impiego di materie prime inquinate, dall’uso di bacini di stoccaggio rivestiti internamente con materiali polimerici addizionati di plastificanti, dall’uso di tubi flessibili per la cui fabbricazione sono stati utilizzati ftalati e di contenitori plastici in genere. In questo tipo di matrici è la gradazione alcolica a svolgere un ruolo importante sulla migrazione degli ftalati dal materiale inquinante alla bevanda. Ad elevate gradazioni alcoliche aumenta la solubilità̀ degli ftalati, insolubili in soluzioni acquose.

La loro presenza ed in particolare il tenore degli stessi nei prodotti alimentari è fonte già da tempo di preoccupazione sotto il profilo della sicurezza alimentare a causa degli effetti dannosi sulla salute umana. Essi infatti si sono rivelati in grado di perturbare il sistema endocrino con possibili conseguenze a carico della riproduzione e di altri organi come fegato e reni.

Ad oggi i soli Regolamenti Europei che si occupano di questo tema (Regolamento CE n° 1935/2004 e Regolamento UE n° 10/2011) fissano limiti al loro tenore nelle plastiche destinate al contatto con alimenti, ma non ci sono disposizioni né limiti espressamente previsti per il contenuto di ftalati nei prodotti alimentari.

Ciò rappresenta un vuoto normativo che il legislatore ha senza dubbio percepito come necessario da colmare in tempi brevi. In questo contesto pensiamo possa essere collocata la Decisione di Esecuzione (UE) 2017/1210 del 04/07/2017 relativa all'identificazione del bis(2-etilesil)-ftalato (DEHP), del dibutil-ftalato (DBP), del benzil-butil-ftalato (BBP) e del diisobutil-ftalato (DIBP) che stabilisce l'inserimento di queste sostanze nella categoria delle sostanze con "livello di preoccupazione equivalente con probabilità di effetti gravi per la salute umana".

Tale documento non prevede ancora dei limiti al contenuto di ftalati nei prodotti finiti, ma suggerisce che l’individuazione degli stessi, rappresentando una preoccupazione formale, è prossima.

Le imprese dell’agroalimentare vengono sensibilizzate ad un monitoraggio dei propri processi produttivi allo scopo di individuare eventuali fasi critiche che possano favorire indesiderati fenomeni di migrazione perché possano essere eliminati o ridimensionati nonché ad effettuare un controllo dei prodotti finiti per verificare l’efficacia delle predette azioni e la conformità ai limiti che dovessero essere stabiliti.

Anche nell’attuale assenza di limiti legali, si rivela utile e prudente avviare una valutazione delle condizioni del proprio prodotto sotto il profilo del tenore di ftalati.

Il nostro Laboratorio esegue l’analisi degli ftalati ormai da diversi anni, avvalendosi di un metodo di analisi accreditato per oli e grassi e vantando una consolidata esperienza anche su matrici alimentari diverse.

Vi invitiamo a visitare il nostro sito (CLICCARE QUI) per maggiori informazioni e a non esitare a contattarci in caso di necessità di un supporto tecnico legale.

Chemiservice - 10-10-2017 - Tutti i diritti riservati

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