Venerdì 17 Agosto 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > olivo

Emergenza Xylella

Un documento della Cia - Agricoltori Italiani mette a nudo la realtà e presenta un quadro complessivo che richiede senso di responsabilità. Il riferimento è la scienza, non la fantascienza. La nota organizzazione agricola guarda con grande attenzione e speranza a tutti i progetti di ricerca scientifica in corso, finanziati sia a livello regionale che nazionale ed europeo, perché crede che solo nella ricerca e nella scienza possa esserci la soluzione per evitare quanto meno che il batterio si propaghi e per intervenire, nelle aree delimitate, sulle piante sane per evitare il loro contagio

OO M

Emergenza Xylella

Emergenza Xylella fastidiosa nella regione Puglia

Premessa

Il diffondersi del batterio da quarantena Xylella fastidiosa subsp. pauca (Xfp) ceppo Co.Di.R.O. - Complesso del disseccamento rapido dell’olivo - sta ormai seriamente compromettendo l’olivicoltura delle province pugliesi di Lecce, Brindisi e Taranto.

Alcuni studiosi hanno ribadito che la presenza di tale organismo nocivo è da mettere senz'altro in relazione con i cambiamenti climatici ed in particolare modo con la globalizzazione che ha accelerato l'introduzione di vegetali e prodotti vegetali da Paesi al di fuori dell'UE, senza che evidentemente fossero messi in atto rigorosi controlli.

D'altro canto è ormai convinzione comune che la stessa globalizzazione possa portare ad un mercato mondiale, dotato di un'inesauribile disponibilità di commoditiesagricole, dal quale attingere indefinitamente e spesso a condizioni convenienti, nonostante le speculazioni finanziarie e l'instabilità o volatilità dei prezzi.

Contestualmente gli agricoltori hanno dovuto, invece, sostenere costi di produzione sempre più elevati e sempre meno competitivi rispetto a quei prezzi.

In questa situazione la agricoltura del Salento (che comprende l’intera provincia di Lecce e larga parte delle province di Brindisi e Taranto), ha finito per essere ingiustamente considerata trascurabile e destinata ad un triste futuro.

Diviene fondamentale, quindi, sensibilizzare le competenti Istituzioni a definire scelte strategiche comuni per il futuro dell'agricoltura dell’area in questione ed iniziare ad immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio che tenga conto della presenza ormai endemica del batterio Xylella fastidiosa, con il quale dobbiamo convivere nella speranza di contenerlo.

L’obiettivo principale di tutti gli enti, le istituzioni e gli attori pubblici e privati interessati dalla  problematicaXylella fastidiosadeve essere quello di fermare l’avanzata del batterio verso il nord della Puglia e verso le altre regioni italiane, e nel contempo di preservare la Piana degli Ulivi millenari (territorio dei comuni di Ostuni e Fasano) che è attualmente seriamente minacciata dal patogeno. Gli ulivi secolari e millenari di Puglia, infatti, anche per la loro monumentalità  (tutelata dalla Legge regionale 4 giugno 2007, n.14), rappresentando una componente essenziale del paesaggio, vanno altresì salvaguardati perché svolgono un’importante attrattività turistica.

Con la Xylella fastidiosagli olivicoltori pugliesi devono abituarsi a convivere, attuando tutto quello che la scienza prevede per fermare la avanzata del batterio attraverso la lotta al vettore ma anche attraverso l’abbattimento dell’inoculo. 

Per C.I.A. – Agricoltori Italiani il riferimento è la scienza e non la fantascienza. La C.I.A. guarda con grande attenzione e speranza a tutti i progetti di ricerca scientifica in corso finanziati sia a livello regionale che nazionale ed europeo, perché crede che solo nella ricerca e nella scienza possa esserci la soluzione per evitare quanto meno che il batterio si propaghi e per intervenire, nelle aree delimitate, sulle piante sane per evitare il loro contagio.

A riguardo dell’abbattimento dell’inoculo, C.I.A. – Agricoltori Italiani ritiene necessario, proprio perché prescritto dalla scienza e dalle procedure in materia, l’abbattimento delle piante infette nella zona cuscinetto. Non si tratta di essere a favore o meno dell’abbattimento degli alberi di olivo infetti.

Tutt’altro.

Certamente nessun agricoltore è favorevole all’abbattimento di una pianta, però se ciò permette di fermare o comunque contrastare l’avanzare del contagio verso la restante parte della Puglia, è bene che si proceda agli abbattimenti riconoscendo, però, agli agricoltori il dovuto ristoro dei danni subiti  in tempi rapidi e certi.

Sin dall’inizio abbiamo sostenuto che la Xylella fastidiosanon avrebbe atteso i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia.

Ora possiamo tranquillamente affermare che non ci eravamo sbagliati.

A distanza di due anni, infatti, dalla presentazione dei ricorsi da parte dei proprietari di Oria (novembre 2015), il T.A.R. Puglia nel novembre 2017 li ha respinti dando ragione al piano Silletti e quindi alle eradicazioni, che, secondo quanto sostenuto dalla scienza, avrebbero sicuramente attenuato l’avanzare della infezione fino al nord della provincia di Brindisi (Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica).

 

 La delimitazione delle aree e il monitoraggio

La Regione Puglia con determinazione del 19 marzo 2018 ha aggiornato la delimitazione delle aree interessate dalla Xylella fastidiosa estendendo ulteriormente verso nord il confine della zona cuscinetto, che per la prima volta interessa una porzione del territorio della provincia di Bari. Attualmente l’intera provincia di Lecce risulta zona infetta. Due terzi della provincia di Brindisi e un terzo della provincia di Taranto rientrano tra zona infetta e zona di contenimento, mentre 3 comuni della provincia di Brindisi e 6 comuni della provincia di Taranto insieme ad uno della provincia di Bari rientrano nella zona cuscinetto.

In tale contesto è oltremodo importante l’attività di monitoraggio, effettuata dalla Regione Puglia tramite l’A.R.I.F., che deve continuare permanentemente sia nelle aree delimitate che in quelle indenni, potenziando i controlli nella provincia di Bari e monitorando costantemente la situazione. 

Occorre mettere in campo ogni azione utile a bloccare l’avanzata del batterio.

 

Il Decreto MIPAAF del 13 febbraio 2018

Il Decreto MIPAAF 13 febbraio 2018 recante “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa (Well et al.) nel territorio della Repubblica italiana” (pubblicato il 6 aprile scorso sulla G.U.R.I. n. 80) prevede, fra gli altri, gli obblighi a carico degli agricoltori (buone pratiche agricole e trattamenti fitosanitari) per il controllo dei vettori di Xylella fastidiosa.

 

Le buone pratiche agricole 

Relativamente alle buone pratiche agricole, la C.I.A. – Agricoltori Italiani nel mese di marzo e aprile 2018 ha svolto nelle zone interessate una capillare attività informativa (al pari degli anni scorsi) per informare gli agricoltori degli obblighi, delle sanzioni e per sollecitarli al rispetto delle prescrizioni.

Tale attività informativa ha dato ottimi risultati, se si considera, stando alle prime stime dei tecnici, che oltre il 90 per cento degli agricoltori della zona cuscinetto ha effettuato entro il termine dello scorso 30 aprile, secondo quanto disposto dal predetto Decreto MIPAAF all’articolo 11, comma 2, lettera a), le operazioni meccaniche per l’eliminazione delle piante erbacee spontanee al fine di ridurre la popolazione degli stadi giovanili degli insetti vettori (lavorazioni superficiali del terreno e trinciatura delle erbe).

Anche in questo caso gli agricoltori hanno fatto la loro parte sobbarcandosi enormi spese per effettuare tali lavorazioni. 

Stessa cosa, però, pare non abbiano fatto la maggior parte degli enti pubblici (Comuni, Province, Ferrovie, Consorzi di Bonifica) proprietari di strade, canali, aree, dove era necessario effettuare entro il 30 aprile le stesse lavorazioni previste per i terreni agricoli, al fine di prevenire la diffusione del batterio attraverso il vettore.

In tal senso la sanzione che preclude la possibilità agli agricoltori inadempienti di accedere ad aiuti e finanziamenti comunitari e regionali risulta davvero penalizzante, per un territorio già pesantemente colpito da una emergenza fitosanitaria senza precedenti. 

Tale norma va sicuramente rivista.

 

I trattamenti fitosanitari

Relativamente all’obbligo di eseguire i trattamenti fitosanitari, fermo restando che la C.I.A. – Agricoltori Italiani ha sempre sostenuto che le operazioni meccaniche per l’eliminazione delle piante erbacee spontanee (lavorazioni superficiali del terreno e trinciatura delle erbe) fossero la soluzione più idonea ed efficace al fine di ridurre la popolazione degli stadi giovanili degli insetti vettori, senza ricorrere necessariamente a trattamenti erbicidi, si è comunque consapevoli che nel periodo compreso fra il mese di maggio e il mese di dicembre occorre eseguire sulle piante ospiti coltivate tutti gli interventi insetticidi, così come sarà stabilito dal Servizio Fitosanitario Regionale, che effettuerà il monitoraggio dei vettori sul territorio interessato.

Al fine di ridurre gli effetti di carattere ambientale dal presumibile notevole impiego di tali prodotti fitosanitari, si propone che sia reso obbligatorio per tutti l’utilizzo di prodotti autorizzati per le aziende che sono in regime biologico e che l’eventuale differenza di costo sia a carico delle Istituzioni competenti. 

Relativamente alle procedure per il rilascio del “patentino fitosanitario” è necessario che la Regione Puglia riveda urgentemente la normativa in vigore, che risulta davvero penalizzante per chi organizza i corsi e per gli agricoltori che sono obbligati a sottoporsi a tale adempimento.

 

Gli oneri

Il Decreto MIPAAF del 13 febbraio 2018 all’articolo 25 - Misure finanziarie -, comma 1. recita: “Gli oneri derivanti dalla esecuzione delle misure fitosanitarie contenute nel presente decreto gravano sui proprietari o conduttori, a qualunque titolo, dei terreni agricoli e delle aree non agricole ricadenti nella zona delimitata, resta facoltà delle regioni e delle province autonome disciplinare eventuali deroghe in tale senso”. 

Ai successivi comma 2. e 3., prevede rispettivamente la possibilità di ricevere contributi finanziari secondo le disposizioni contenute nel Reg. (UE) n. 652/2014 del 15/5/2014, e che gli enti pubblici e i soggetti privati possano ricevere tali contributi “nei limiti delle risorse stanziate per la dichiarazione dello stato di calamità naturale”, qualora non finanziabili con altre risorse pubbliche. 

Tutto ciò non basta se si considerano gli elevati costi che sopportano gli agricoltori per effettuare le lavorazioni nei tempi previsti e per effettuare i diversi trattamenti fitosanitari da maggio a dicembre.

La Xylella fastidiosava trattata come una vera e propria emergenza straordinaria!

Servono poteri straordinari e fondi straordinari ben oltre quelli previsti dall’art. 25 e ben oltre quelli destinati dalla Regione Puglia nel Programma di Sviluppo Rurale.

 

Le eradicazioni

Il Decreto MIPAAF del 13 febbraio 2018 all’articolo 9, comma 2., in attuazione alla normativa comunitaria, impone nella zona cuscinetto la rimozione immediata di tutte le piante ospiti entro un raggio di 100 metri attorno a quella risultata infetta, indipendentemente dal loro stato di salute. 

Si registrano notevoli ritardi nella emissione dei decreti di espianto e nella esecuzione degli stessi. 

A livello regionale è stato giustamente previsto un fondo per indennizzare gli agricoltori, ma anche in questo caso si evidenzia come trascorra molto tempo prima che l’agricoltore venga risarcito. L’agricoltore è, quindi, costretto ad anticipare le spese. In tal senso potrebbe essere utile prevedere, con l’intervento della Regione Puglia, delle anticipazioni da parte degli Istituti bancari a tassi agevolati.

Sempre relativamente agli indennizzi per i danni subiti dagli agricoltori e per i costi di estirpazione sostenuti a seguito di prescrizione di abbattimento (con valori tabellari), si ritiene che il fondo regionale che prevede uno stanziamento di 1.000.000,00 di euro (deliberazione giunta regionale 13 giugno 2017, n. 940) sia del tutto insufficiente.

A tal proposito si evidenzia come gli indennizzi per il danno e l’estirpazione a determinate condizioni siano sostenibili dalla Commissione europea attraverso il fondo sanità vegetale previsto dal reg. 652/2014 (anche se l’Italia è in procedura di infrazione).

Al fine della riduzione dell’inoculo si chiede di semplificare l’iter autorizzativo, a quanto pare piuttosto lungo e complesso, da parte del Servizio Fitosanitario Regionale per l’espianto volontario delle piante infette e/o disseccate nella zona infetta, adottando una procedura standard e prevedendo una denuncia inizio attività.

In via generale è necessario semplificare al massimo le procedure amministrative per l'espianto degli alberi infetti e/o disseccati sia nella zona cuscinetto che nella zona infetta.

Nel caso, poi, gli interessati non provvedano alla eradicazione nei tempi previsti è necessario prevedere che la stessa venga attuata dalla Regione Puglia con procedura d’urgenza, magari tramite l’A.R.I.F., senza, in tal caso, la attribuzione agli interessati della quota di spese relative alla estirpazione, riconoscendo loro solo gli indennizzi per il danno.

Sempre il Decreto MIPAAF del 13 febbraio 2018 all’articolo 9, comma 3., introduce una deroga (recependo la legge regionale) alle misure di eradicazione per le piante ufficialmente riconosciute di valore storico. 

In sostanza  nella zona cuscinetto è prevista una deroga alla rimozione obbligatoria entro il raggio di 100 metri dalla pianta infetta per gli alberi monumentali purché sani, protetti contro il vettore e ben gestiti.

Considerato che nella zona cuscinetto vi sono numerose piante dal valore storico, occcorrre  necessariamente consentire il finanziamento attraverso il P.S.R. dei mezzi di protezione di tali piante (reti anti insetto). Inoltre l’onere finanziario per i costi necessari alla esecuzione delle analisi di conferma richieste non può certamente ricadere sugli agricoltori, ma deve essere a carico degli enti pubblici. 

A riguardo degli ulivi  (senza carattere di monumentalità e privi di valore storico) ricadenti nella Piana degli Ulivi Secolari, al fine di preservare tale territorio, è necessario procedere a specifiche analisi (da ripetersi periodicamente e comunque a cadenza non superiore ad un anno) per le piante ricadenti nel raggio di 100 metri da eventuali piante infette, e solo nel caso queste analisi diano esito positivo procedere alla relativa eradicazione. Le analisi da effettuarsi periodicamente devono essere a carico degli enti pubblici.

 

Il reimpianto

Il reimpianto sicuramente è necessario per ridare un futuro alle migliaia di aziende agricole salentine, il cui reddito e la cui attività, da diversi anni, sono ormai stati compromessi dall’avanzare del batterio Xylella fastidiosa.

Il Decreto del MIPAAF del 13 febbraio 2018 consente il reimpianto nella zona infetta.

La Regione Puglia,  con determinazione del Dirigente della Sezione Osservatorio Fitosanitario n. 274 del 4 maggio 2018, ha quindi emanato le disposizioni in materia di reimpianto autorizzando “nella zona infetta ad eccezione della zona di 20 km della zona infetta in cui si applicano le misure di contenimento, l’impianto delle seguenti varietà di olivo: Leccino e FS17, resistenti alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca” e “delle seguenti specie ospiti: vite, agrumi, prunus spp, in quanto risultate immuni a Xylella fastidiosa sottospecie pauca”.

A tal fine è necessario stanziare contributi specifici a fondo perduto – non solo attraverso le misure del P.S.R. - per consentire il reimpianto nella zona infetta.

Inoltre sarebbe opportuno consentire il reimpianto con Leccino e FS17 anche nella zona cuscinetto e nella zona di contenimento nelle aree dove sono state eradicate le piante infette.

Relativamente al P.S.R. è necessario prevedere nelle misure interessate un innalzamento al 75% della percentuale a fondo perduto, con il restante 25% coperto da garanzia fidi con mutui a 15 anni, a favore delle aziende agricole che ricadono in zona infetta e che progettano l’estirpazione di olivi colpiti dalla malattia (o di altre varietà suscettibili) con il conseguente reimpianto con varietà autorizzate, prevedendo che i nuovi impianti debbano avere una densità di almeno 300 piante ad ettaro e un sistema di irrigazione/subirrigazione che adotti tecniche di agricoltura di precisione con l’utilizzo di sonde e software per il controllo dell’impianto, consentendo così un risparmio ed un uso sostenibile della risorsa acqua.

Sempre con riferimento al reimpianto è necessario prevedere delle norme in deroga in materia di passaporto delle piante (rilasciato ai sensi del D. Lgs 214/05 e della Decisione 789/2015 e s.m.i.), onde consentire alle aziende vivaistiche salentine (della zona infetta), da anni ormai in profonda crisi, di poter commercializzare piante da destinare al reimpianto.

 

Considerazioni finali

L’agricoltura delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, nei prossimi anni, dovrà cimentarsi con sfide non indifferenti per poter ritornare a fare reddito.

In linea generale, relativamente alla problematica inerente la Xylella fastidiosa, è necessario:

- aumentare le risorse destinate alla ricerca scientifica, al trasferimento dei suoi esiti, alla formazione e alla comunicazione;

- un sostegno economico straordinario, con destinazione vincolata, per tutti i soggetti della filiera olivicolo-olearia, ivi compresi i frantoi (privati o sociali) ed i vivai, i cui redditi risultano ormai del tutto compromessi dal diffondersi del batterio;

- adottare tutte le misure di riduzione di carico fiscale e contributivo previste nei casi di calamita eccezionali;

- disporre la sospensione immediata della riscossione dei contributi di bonifica ed in particolare del tributo 630, nelle more di valutare l’esenzione quantomeno delle aziende le cui superfici olivicole siano state colpite da Xylella fastidiosa;

- chiedere un’ulteriore aumento della superficie vitata;

- predisporre un piano per la gestione delle risorse idriche che preveda, prioritariamente, infrastrutture per la raccolta e la distribuzione dell'acqua, onde permettere un più economico utilizzo dell'irrigazione, anche attraverso l'impiego delle acque reflue opportunamente trattate e che contempli anche la costituzione di un’apposita Autorità delle acque; 

- incentivare la costituzione di società di capitali o di persone per ricondurre ad una dimensione economica ottimale la gestione delle attuali aziende agricole/olivicole; 

- implementare un nuovo modello di organizzazione economica in tutte le filiere agricole e quindi anche nella filiera olivicolo-olearia rivolto al mercato, attraverso un progetto di rilancio dei contratti di rete, della cooperazione e dell'associazionismo che preveda, fra gli altri interventi, l'adozione di un unico marchio commerciale che identifichi il territorio di produzione;

- prevedere l'esonero per le O.P. Olivicole operanti nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto del rispetto dei requisiti minimi del mantenimento del riconoscimento giuridico, per il triennio 2018/2021;

- una forte azione di promozione delle produzioni vivaistiche viticole pugliesi ed in particolar modo delle barbatelle di vite realizzate nel distretto Otrantino che oggi, grazie ai continui monitoraggi, alle migliaia di analisi realizzate ed al trattamento di termoterapia che viene effettuato prima della commercializzazione, possono essere ritenute le piante più sicure prodotte in Europa sotto ogni profilo qualitativo e sanitario, e che pur non essendo assolutamente interessate dal problema Xylella fastidiosa, in quanto è stato ampiamente dimostrato che il ceppo presente in Puglia non attacca la vite, sono ancora penalizzate nell’esportazione in alcuni Paesi extra-UE con strumentali barriere fitosanitarie.

 

Occorre fare sistema e creare stretti collegamenti tra ricerca scientifica, imprese, finanza ed Istituzioni, così da assecondare più efficacemente l’innovazione, indispensabile per la valorizzazione e competitività del settore agricolo sui mercati internazionali, ed è necessario adottare una legge speciale, finanziata con specifici fondi straordinari, finalizzata ad un piano di sviluppo delle province di Lecce, di Brindisi e di Taranto che coinvolga l'agricoltura e tutte le altre attività economiche (turismo, artigianato, commercio, piccola e media industria, servizi) nell’ottica di una reale sostenibilità ambientale in cui il territorio sia oggetto di adeguati interventi di risanamento, di rinaturalizzazione e di riqualificazione.

 

Ostuni, 14 maggio e Lecce, 15 maggio 2018

 

La foto di apertura è di Giuseppe Ferro

OO M - 15-05-2018 - Tutti i diritti riservati

OO M

OO M è l'acrostico di Olio Officina Magazine. Tutti gli articoli o le notizie contrassegnate con tale sigla rimandano ai vari collaboratori del giornale on line.

ULTIMI
Sossio Giametta
L'INCURSIONE

SOSSIO GIAMETTA

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Non solo biologico, anche biodinamico

Non solo biologico, anche biodinamico

È l’extra vergine del Podere Forte, un Dop Terra di Siena che poggia sugli elementi cardine del germoplasma olivicolo toscano, ovvero la triade varietale Frantoio, Moraiolo, Leccino, unitamente a una parte di Olivastra Seggianese. Un olio a tutto tondo, versatile, dal fruttato medio > Maria Carla Squeo

RICETTE OLIOCENTRICHE
Corzetti o croxetti?

Corzetti o croxetti?

Valgono entrambi i nomi. Si tratta di una pasta tipica della cucina ligure, composta da acqua, farina di grano e sale. Si abbina benissimo alla cipolla egiziana ligure cruda, come pure a una crema di peperoni e al tartufo nero della Val Bormida. Immancabile l'olio extra vergine di oliva Taggiasca in purezza > Marco Damele

EXTRA MOENIA
Gli oli

Gli oli "speciali" fanno crescere in Italia la Pietro Coricelli Spa

Il primo semestre si chiude con un fatturato di circa 63 milioni di euro e un aumento del 20% rispetto allo scorso anno. Una linea di successo, "Ethnos", che comprende Chia, Cocco, Argan, Avocado, Sesamo, Noce, Zucca, Canapa e Lino. Ma vi sono anche gli oli certificati Vegan OK, biologici e di sola spremitura, scelti dalle maggiori catene distributive italiane 

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Il progetto Dedicati

Innovare nel comparto olio da olive non è semplice, ma è proprio a partire dal mondo della ristorazione che si può dar luogo a una decisiva e significativa svolta al prodotto. Nostra intervista ad Anna Baccarani, Trade Marketing Manager di Olitalia, durante i lavori della prima edizione (28 maggio 2018) del Forum Olio & Ristorazione 

BIBLIOTECA OLEARIA
OOF International Magazine numero 4

OOF International Magazine numero 4

Una monografia interamente dedicata agli abbinamenti olio/cibo. Ogni numero un tema specifico. È la rivista trimestrale cartacea di Olio Officina, in edizione bilingue italiano/inglese