16 Giugno 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Letture sotto l’ombrellone

Nelle scorse estati le 150 mila sfumature di ginnastica erotica imperversavano tra ragazze e signore “antenni” che con le sfumature delle letture e degli occhiali da presbite si sentivano molto moderne e molto intellettuali. E quest’anno?

Antonella Casilli

Letture sotto l’ombrellone

Cliccando letture sotto l’ombrellone, si ottengono nel web ben 117 mila risultati in 28 secondi! E’ lecita, la domanda: “ma perché?”

Perché, se la lettura è per la mente, quel che l’esercizio è per il corpo, come diceva Joseph Addams, d’estate bisogna esercitare il corpo connuotate, camminate, arrampicate e chi più ne ha più ne metta. E, contemporaneamente, far assopire la mente con libricini sciacqua cervelli compatibili con la calura?

Perché bisogna insabbiare libro o e reeder? Oddio, mi si stringe il cuore a immaginare i granelli tra le pagine dei mie libri!

Perché dobbiamo prendere l’abbronzatura con fasce d’ombra, possibile che bisogna coniugare intellettuale a persona sciatterella che è disposta al collo bianco, viso bianco, nuca con ovalino bianco per ombra a chi ha letto a pancia in giù?
Non ci credete? Controllate la voce “letture sotto l’ombrellone” nella sezione “immagini” del motore di ricerca: escluso una bella tizia, che legge con il libro tenuto con una sola mano a sinistra, come dire, il tempo della foto.
Detto ciò, la mia proposta è “letture estive”, ovvero letture che non siano per convenzione leggere e scorrevoli, belle scritture di cui godere al fresco, a letto, su lettino, sdraio, poltrona che sia, ma al fresco!

Nelle scorse estati le 150 mila sfumature di ginnastica erotica imperversavano tra ragazze e signore “antenni” che con le sfumature delle letture e degli occhiali da presbite si sentivano molto moderne e molto intelletuali della serie: un libro in mano è pur sempre un libro in mano!
Qest’anno imperverseranno le sfumature dalla parte di lui? La Tizia ha pensato bene, non riuscendo a trovare altre posizioni a vedere le stesse da altro punto di vista, praticamente un genio del marketing.

Il mio consiglio di lettura, assolutamente trasgressivo, non riguarda solo la location ma anche la sfera, non quella erotica ma quella sentimentale (Carneade chi era costui?)!
Ho trovato molto convincente. Basta non dire ti amo, di Lola Beccaria per i tipi di Feltrinelli.
La Beccaria indaga su un tema cruciale della post modernità: la costruzione dell’io femminile e lo fa partendo dall’assunto che mentre prima si viveva nella repressione sessuale ora si vive in quella emotiva. Iris, una psicologa, alter ego della Beccaria, guida un workshop: il salotto di Afrodite dove incita uomini e donne a recuperare le emozioni, a portare i sentimenti in una dimensione di ragionamento. Un libro che nel panorama editoriale di questi ultimi anni non può che definirsi originale poiché ruota tutto intorno al coraggio di riappropriarsi dei sentimenti e al coraggio di manifestarli.
Iris-Beccaria, essendo una psicologa, ha i ferri del mestiere per aiutare le donne del work shop a superare il blocco emotivo in cui ciascuna versa, il lettore, da casa, seguirà a ruota questo superamento imparando a liberare le emozioni.

Bellissime penne gli scrittori magistrati pugliesi Francesco Caringella e Gianrico Carofiglio. Caringella, con “Non sono un assassino”, edito da Newton e Compton, e Carofiglio, con “La regola dell’equilibrio”, per Einaudi Stile libero, che che ne pensino loro, si assomigliano moltissimo.
Nella scrittura di entrambi le profonde conoscenze del rito processuale si spalmano alle esigenze del loro narrare creando strepitosi intrecci che il primo ambientaa Lecce e il secondo tra Bari e Lecce.
Entrambi penetrano nell’anima di personaggi con cui ciascun lettore troverà qualche somiglianza.

In Caringella un delitto senza movente diventa l’incubo senza fine di un poliziotto che si trova a dover dimostrare la propria innocenza contro tutto e contro tutti.
L’avvocato Guerrieri, di Carofiglio, racconta della nostra Italia, dei suoi cedimenti, dei suoi smottamenti morali, penetrando tortuosamente nell’anima di personaggi reali.
Certa che il lettore non può che essere conquistato da pm e avvocati dai loro sguardi ponte o acutamente penetranti.

La Puglia non è solo brezze sul viso dell’avvocato Guerrieri, né i pittoreschi luoghi del vice questore Prencipe, Ionio e Adriatico che si incontrano, ma è anche tanta bella gente e tanta buona cucina.
Bella gente, buon cibo, belle tavole sono tutte nell’ultima fatica editoriale della giornalista pugliese Silvia Famularo che, con “Le divine tavole”, edito da Grifo, approccia alla divina arte del ricevere pugliese sublimata dalla ben nota ospitalità salentina.
E se l’olfatto sarà pronto a immaginare odori che escono dalla pagina, il gusto, ad assaporarli, il vero festival è per gli occhi che guardano su belle pagine patinate lini, porcellane, cristalli argenterie delle signore leccesi per nascita o per scelta.

 

Antonella Casilli - 14-07-2015 - Tutti i diritti riservati

Antonella Casilli

Autrice di recensioni di testi letterari, organizzatrice di incontri con l'autore, oltre che esperta di materie giuridiche, vive a Lecce

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