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Rocco, il santo contadino

Era fortemente legato agli animali che ricambiavano volentieri le sue attenzioni. Il suo mito è parte integrante della cultura rurale

Alfonso Pascale

Rocco, il santo contadino

San Rocco che si festeggia oggi è il patrono di numerose città e paesi. Un santo implorato, dal Medioevo in poi, da chiunque volesse proteggersi dalla peste. Egli era un volontario che girovagava lungo la Via Francigena ovunque vi fosse bisogno di assistenza tra i poveri e i malati. Nella sua vita si registra anche la presenza di un cane che provvedeva ad alimentare il santo quando questi rimase contagiato dal morbo. Rocco era fortemente legato agli animali che ricambiavano volentieri le sue attenzioni. Il suo mito è parte integrante della cultura contadina.

Ho il ricordo vivido dei festeggiamenti di San Rocco a Satriano di Lucania, paese natale di mio padre. Partivamo il giorno prima per partecipare anche ai riti in onore dell'Assunta. Ed eravamo ospiti di nonna Concetta che andava in campagna ogni giorno con il suo asino. Sovrastava la sua casa il campanile della chiesa madre al centro del paese. Ma noi bambini la riconoscevamo perché si ergeva su due piani.

Sulla strada la stalla dove si fermava l'asino di notte e nei giorni di maltempo. E sopra la stalla, la piccola abitazione che si raggiungeva attraverso una scala e un ballatoio da cui ci affacciavamo tutto il giorno.

Quando la processione era finita e tutti erano rientrati, sentivamo le voci che arrivavano dalle case. Le gremivano centinaia di parenti che erano emigrati e tornavano ogni anno per le feste. Quel vociare festoso, intenso, acquietante, fraterno mi rimbomba ancora oggi nell'animo. Una linfa vitale dentro di noi per reinventare comunità nelle forme che riteniamo più opportune.

 

 

L'immagine di apertura è tratta dal sito dell'Associazione Europea Amici di San Rocco

Alfonso Pascale - 16-08-2015 - Tutti i diritti riservati

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