Venerdì 23 Agosto 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > incursioni

Il campanello d'allarme

Alfonso Pascale

C'è un dato nella spietata diagnosi della SVIMEZ che paradossalmente mi conforta: anche l'agricoltura arretra, gli investimenti delle imprese agricole calano del 38%. E così questa volta non c'è proprio il minimo spazio per analisi superficiali e sbagliate come quelle che alludono a nuove arcadie e a nuovi mondi autarchici. Perfino il Censis si era lasciato abbagliare dall'idea che mettendo insieme un po' di agricoltura e un po' di turismo avremmo potuto fare a meno dell'industria, dell'innovazione tecnologica e costruirci un Sud fuori dal mondo.

Invece le cose non stanno così. L’agricoltura non è il ripiego di un capitalismo in crisi: una sorta di accampamento di fortuna in attesa di tornare quanto prima ad abitare nelle case dissestate. Così fu intesa nell’America di Roosevelt immediatamente dopo la grande crisi del ’29, all’insegna della parola d’ordine "Back to the Land". Ma ben presto a quei programmi infuocati subentrarono nuovi e più intensi processi d’industrializzazione e urbanizzazione. E l'agricoltura è dovuta andare a rimorchio.

Oggi corriamo un rischio analogo e lo corriamo come sistema Paese e come Unione Europea. Il Mezzogiorno anticipa soltanto una tendenza che presto riguarderà l'intero vecchio continente. Negli Stati Uniti si è avviato un nuovo ciclo di sviluppo industriale fondato su internet e sulla robotica e, naturalmente, su una trasformazione totale del lavoro sia dipendente che imprenditoriale e su forme totalmente nuove dell’abitare.Il governo cinese ha varato un programma di costruzione di nuove città dove si trasferiranno entro il 2020 cento milioni di contadini che lasceranno le campagne. I nuovi centri urbani che stanno per nascere non saranno le metropoli fordiste che si sono sviluppate in Occidente tra l’Ottocento e il Novecento. Ma le città-territorio che assorbono gli antichi conflitti tra città e campagna in nuovi equilibri sociali, economici e territoriali, in nuove modalità dell’abitare, mettendo insieme tecnologie digitali, robotica, biotecnologie. Insomma, dove la crisi viene affrontata seriamente, s’investe in sviluppo e innovazione, puntando su ricerca, sperimentazione e istruzione. Si sogna e s’inventa coi piedi per terra. Non si piange e non ci si dispera. Si aguzza il cervello per trovare strade nuove, mai percorse.

In Italia pensiamo invece di affrontare le difficoltà, stando sulla difensiva. Ci riteniamo l’ombelico del mondo. Interpretiamo il made in Italy come un’arma con cui perseguire improbabili disegni neonazionalisti e, nello stesso tempo, autarchici. Molti sciamani ogni giorno riempiono le prime pagine dei giornali per dispensare a piene mani l’illusione che l’economia italiana possa riprendersi facendo leva esclusivamente sui nostri beni storico-culturali e ambientali e sulle nostre tipicità. Basterebbe – secondo questi venditori di fumo – mettere insieme questi pochi ingredienti. Niente industria e niente città. Come se l’industria fosse finita con la conclusione del ciclo fordista e la città fosse esaurita con la fine della metropoli. Tra queste lugubri voci che si levano nella foresta preannunciando imminenti catastrofi e improbabili ritorni all’eden, la maggior parte dell’imprenditoria italiana non sa come reagire ed è allo sbando.

La rivoluzione tecnologica in atto può aprire una nuova prospettiva allo sviluppo dei territori e dei mercati internazionali in cui l’agricoltura e l’agroalimentare possono diventare elementi qualificanti e partecipare attivamente, con il proprio capitale umano e sociale e in relazione con l’insieme dei sistemi produttivi locali, al salto tecnologico che si sta realizzando. Si tratta di invertire l’ordine di priorità tra sviluppo e coesione sociale, anticipando la seconda come premessa del primo per civilizzarlo.E di ridisegnare completamente il rapporto tra territori e mercati internazionali mediante politiche industriali per l’internazionalizzazione fondate sul “fare squadra” in Italia e all’estero, sulla nostra capacità – da sempre dimostrata nella nostra storia – di favorire processi di interscambio culturale prima ancora che commerciale, sulla costruzione di reti diffuse e collaborative tra pubblico e privato (a partire dai territori con più antiche tradizioni di sviluppo locale) e sul rendiconto alle comunità territoriali dei risultati conseguiti. Il campanello d'allarme suonato dalla SVIMEZ deve scuoterci ma senza farci prendere dalla disperazione.

Alfonso Pascale - 04-08-2015 - Tutti i diritti riservati

COMMENTI

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.
Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Il Dop Riviera Ligure Riviera di Levante Olea albero della vita

Il Dop Riviera Ligure Riviera di Levante Olea albero della vita

Prodotto da Lucchi & Guastalli a Santo Stefano Magra, in provincia di La Spezia. I meriti di Marco Lucchi?Aver avuto un ruolo importante nella rinascita dell’olivicoltura del Levante ligure e di essere “l’uomo che ha sconfitto la taggiasco dipendenza” > Francesco Bruzzo

RICETTE OLIOCENTRICHE
L’olio con gli asparagi

L’olio con gli asparagi

Un gustosissimo risotto, ecco una ricetta che ci porta a Cavaion Veronese, nel Veneto, in un territorio ben curato dove si ottiene il pregiatissimo olio Dop Garda. Così, per anticipare la Festa degli asparagi che si svolgerà dal 16 al 19 maggio, sappiamo ora cosa fare quando non si sa bene cosa inventarsi in cucina. La proposta dei Fratelli Turri a partire dal loro extra vergine dal gusto e dai profumi fini e delicati > Luigi Caricato

EXTRA MOENIA
Il successo di Carapelli for Art 2019 porta nuovo valore

Il successo di Carapelli for Art 2019 porta nuovo valore

Anche la seconda edizione del concorso è andata molto bene. Si è registrato infatti uno straordinario numero di candidature, oltre a un altissimo livello delle opere candidate. C'è grande attesa: i vincitori saranno annunciati nel mese di settembre. Il montepremi complessivo messo in palio dal concorso è di 12 mila euro, suddivisi tra le categorie "Open" e "Accademia"

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Le ricette evo. L'olio buono in cucina

OOF 2019. A Olio Officina Festival 2019 grande risalto all'olio extra vergine di oliva come ingrediente. La scelta di una buona materia prima e l'attenzione a utilizzare al meglio l'olio da olive va incentivata sin da subito. La formazione è un buon punto di partenza. Cinzia Boschiero intervista Cristina Santagata

BIBLIOTECA OLEARIA
Il codice sensoriale olio di oliva

Il codice sensoriale olio di oliva

È il libro del tecnologo alimentare William Loria, edito dal Centro Studi Assaggiatori. Un manuale di sole 96 pagine in cui si condensa un sapere essenziale > Maria Carla Squeo